Secondo la tradizione cinese, i fiammiferi furono inventati nel 577 d.C. dalle dame di corte della dinastia Ch'i del Nord, mentre erano sotto assedio da parte dei nomadi dell'Asia centrale.
La protocartografia della Terra del Fuoco e del Sudamerica
di Alberto Arecchi
Abstract: Il titolo di questo studio richiede alcune considerazioni preliminari, per spiegare al lettore i limiti del tema trattato: limiti temporali, scientifici e di credibilità o probabilità delle tesi proposte.
La protocartografia è una scienza di cui si parla poco. Quasi nessuno nel modo attuale si dedica a tale disciplina. Un gruppo scientifico già noto a livello internazionale come Scuola Argentina di Protocartografia riunisce pochi studiosi che condividono la preoccupazione di scoprire, identificare ed analizzare le prime rappresentazioni cartografiche dell’America del Sud.
Come ha scritto il professor Enrique de Gandía, ad avere sviluppato la protocartografía sudamericana, e quella della Terra del Fuoco, “siamo tre uomini che attualmente viviamo in Argentina”: lo stesso professor de Gandía, il professor Dick Edgar Ibarra Grasso, e l’autore di queste note. Abbiamo piacere ed orgoglio nell’esporre il fatto che le nostre scoperte sono state riconosciute ed approvate dai migliori specialisti della cartografia antica, cui abbiamo esposto le nostre tesi nelle principali università europee.
Abstract: Le splendide pitture, dai vivaci colori e dalle linee eleganti, apprezzabili ancora oggi, dopo millenni, nelle loro straordinarie tombe, mostrano gli Etruschi come un popolo amante della vita, della musica, della danza, dei banchetti, dei divertimenti.
Ed Erodoto afferma che si deve agli antenati degli Etruschi, i Lidi, l’invenzione dei vari giochi, raccontando anche in quale circostanza ciò avvenne: ”anche i giuochi attualmente in uso presso di essi e presso gli Elleni sarebbero, secondo i Lidi stessi, loro invenzione. Dicono che furono inventati nel loro paese, nell'epoca medesima in cui colonizzarono la Tirrenia.
Abstract: Di tanto in tanto dai media viene data la notizia che finalmente Atlantide è stata ritrovata.
Puntualmente c'è sempre qualcuno che, per una infinità di ragioni - alcune comprensibili altre meno si affretta a smentire tutto. In ispecie fra gli "addetti ai lavori", una categoria (non ne la sua totalità, beninteso!) di cui l'umanità farebbe volentieri a meno visto che la molla principale che spinge taluni non è il piacere della ricerca né lo stupore della scoperta ma una smoderata considerazione di sé, del proprio ego, costi quelche costi. Il costo, ovviamente, lo paga la cultura e, in maniera più generale, il progresso.
Abstract: Come i rami e le gemme crescono e sbocciano su ruvidi e secolari tronchi, così spesso capita che aspetti di una nuova religione attecchiscano su vetusti legni di passate credenze, assorbendone usi e tradizioni. Nel Cristianesimo, religione fortemente intrisa di elementi pagani, pur nel suo opporsi a tali pratiche, tale consuetudine è fortemente presente.
Esempio potrebbe essere Sant’Antonio, l’abate anacoreta su cui si sono accumulate e stratificate antiche credenze e remoti rituali in questo modo poi assorbiti dalla mistica figura attraverso un’operazione di sincretismo religioso.
Miste ad immagini fortemente cristiane, però, ecco che e feste stagionali rimangono ancora oggi il più evidente ricordo dell’ancestrale culto pagano delle campagne.
Abstract: Attraverso un percorso nella "memoria", ovvero la capacità di ricordare ed essere ricordati, il Colosseo accoglie ancora una volta fra i suoi archi una mostra dedicata alla figura dell'intel-lettuale nel mondo antico, legata all'immagine delle muse ispiratrici del pensiero umano
Dopo il "Rito Segreto", la soprintendenza archeologica di Roma, nell'ambulacro interno dell'Anfiteatro Flavio, ha allestito una nuova mostra, inaugurata il 18 marzo, dal titolo evocativo e nostalgico, "Musa Pensosa", dedicata alla figura del pensatore nel mondo antico e all'immagine delle Muse, legate all'intelletto e alla creazione artistica. Come spiega il suo curatore, Angelo Bottini, soprintendente per i beni archeologici di Roma, "la mostra documenta la trasformazione delle muse nella personificazione di una serie di pratiche sopratutto intellettuali, sia speculative che artistico creative che coprono l'intero arco della cultura antica". L'immagine dell'intellettuale nell'antichità, secondo il suo curatore, è quella di una figura dedita alla riflessione sul destino individuale ed è legata "alla ricerca di un contatto diretto e salvifico con la divinità, alle radici dell'attività intellettuale nella sua dimensione prevalentemente collettiva".
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