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22 Marzo 2015 STORIA
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TROVATA A MADRID LA TOMBA DI CERVANTES
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I resti dell'autore del Don Chisciotte individuati nella cripta di un convento alla vigilia del quarto centenario della morte.

Ricercatori spagnoli hanno annunciato ieri di aver scoperto, a poco meno di 400 anni dalla morte, i resti del grande letterato Miguel de Cervantes Saavedra, sepolto nella cripta del Convento delle Trinitarie Scalze di Madrid.

Cervantes, autore del Don Chisciotte della Mancia, opera universale, è ritenuto il più grande scrittore spagnolo e il fondatore del romanzo moderno. Anche se non si può ancora parlare di una identificazione certa, l'antropologo forense Francisco Etxeberría ha affermato in conferenza stampa che il suo team di ricerca è convinto che tra i resti di quindici scheletri trovati nella cripta ci siano le ossa di Cervantes.

I documenti storici indicano che Cervantes fu sepolto sotto la chiesa, ma un'espansione dell'edificio nel tardo XVII secolo ha comportato il trasferimento di alcune sepolture, con la conseguente dispersione dei resti dello scrittore.

Alcune scansioni radar condotte nell'aprile 2014 hanno rivelato la probabile presenza di alcune sepolture sotto la chiesa moderna. Dopo aver condotto gli scavi, un team di 30 ricercatori ha scoperto i resti di 240 sepolture. L'età delle ossa e dei vestiti di una di queste è coerente con una data dei primi del Seicento, e Cervantes morì nel 1616, quando aveva 68 anni. Si è trovato anche un feretro di legno molto deteriorato con le iniziali M.C. che sono un ulteriore indizio della sepoltura del letterato.

All'età di 24 anni, nel 1571, Cervantes era stato ferito dai Turchi nel corso della Battaglia di Lepanto. Un proiettile gli aveva rotto il radio e l'ulna del braccio sinistro, che era rimasto offeso. Prove di queste lesioni e dell'atrofia del braccio potrebbero essere evidenti nei resti, ma i ricercatori non ne hanno parlato. Le ossa sono probabilmente troppo mal conservate o ridotte a poche reperti a causa della traslazione di fine Seicento.

Il passo successivo per un'identificazione che tolga ogni dubbio, trovare cioè un riscontro sul Dna di parenti viventi dello scrittore, pare sia impedito proprio dalla mancanza di discendenti certi di Cervantes, che ebbe solo una figlia illegittima. Si conosce la sepoltura di una sorella nei pressi di Madrid ma non è ancora chiaro se l'esumazione sarà consentita e se i resti potranno fornire un campione genetico verificabile.

Cervantes ha avuto una vita lunga e avventurosa: fuggiasco in esilio in Italia per evitare il taglio della mano a causa del ferimento di un avversario; incarcerato due volte in Spagna; catturato dai pirati ottomani nel 1575 e tenuto prigioniero per cinque anni. Il suo riscatto fu probabilmente pagato grazie all'aiuto dello stesso convento dove chiese di essere sepolto per gratitudine: l'Ordine della Santissima Trinità si occupava infatti di ottenere la restituzione di prigionieri di guerra e, dietro riscatto, dei cristiani fatti schiavi dai musulmani.

Il 400 ° anniversario della morte di Cervantes cadrà nel 2016 ed è probabile che per quella data la cripta sarà aperta al pubblico.La scoperta dei suoi resti non ha ancora aggiunto nulla di nuovo alle informazioni biografiche che lo riguardano, ma ci dà l'occasione di ricordare una grande verità espressa in una famosa battuta di Sancho Panza: "A tutto c'è rimedio fuorché alla morte".

TAG: DNA

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