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17 Novembre 2011 SCIENZA
ditadifulmine.com
QUALE SONO I LIMITI DELLA RICERCA SCIENTIFICA ?
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Quando si supera il limite della pazzia nel condurre esperimenti scientifici? Spesso è complicato marcare una soglia oltre la quale la ricerca estrema valica i limiti della follia, ma in alcuni casi il limite è ben visibile.

Le storie degli scienziati riportate qui sotto, e dei loro folli esperimenti, hanno contribuito a rendere più evidente il limite tra la pura pazzia e la vera ricerca scientifica. In alcuni casi, però, i pazzi esperimenti di alcune di queste figure hanno portato incredibili migliorie nella medicina e nella conoscenza che abbiamo della natura e del corpo umano.

Ma non solo: alcuni hanno purtroppo anche contribuito nel creare un'immagine distorta e malata della scienza, che va a colpire l'enorme quantità di scienziati e ricercatori che cercano di aiutare l'umanità, chiusi nei loro laboratori e spesso considerati alla stregue di moderni stregoni o di folli visionari.

Gli scienziati che vedremo elencati qui sotto, con i loro esperimenti ai limiti della realtà (e dell' eventuale utilità per il genere umano) possono essere considerati dei veri "scienziati pazzi".

Josef Mengele

Medico delle SS, aveva inizialmente il compito di selezionare i prigionieri in arrivo nei campi di prigionia, allo scopo di separare i prigionieri "inutili" da quelli destinati ai lavori forzati.

Durante queste selezioni, Mengele sceglieva anche i soggetti ideali per diventare le sue cavie da laboratorio in una serie di esperimenti che gli hanno fatto ottenere il soprannome di "Angelo della Morte".

Ad Auschwitz, Mengele ha condotto una serie di esperimenti anche sui gemelli. Dopo questi esperimenti, i gemelli venivano entrambi uccisi e dissezionati. Una delle sue passioni era il drenaggio di sangue da gemelli identici, per motivi che non sono tutt'ora ben chiari, ma che la sua psiche malata evidentemente conosceva bene.

La maggior parte delle operazion chirurgiche di Mengele avveniva senza anestesia: rimozione di organi come stomaco e cuore, esperimenti sulla tolleranza al caldo, al freddo, alle radiazioni ed alle armi chimiche in uso all'epoca, niente era proibito a Mengele, anche grazie al suo grado ed alla sua vicinanza alle alte sfere di comando della Germania nazista.

Stubbins Ffirth

Fu un dottore della University on Pennsylvania che si dedicò allo studio della Febbre Gialla. E' noto ai più non tanto per i risultati ottenuti durante i suoi esperimenti di studio della malattia, quanto per i suoi bizzarri metodi d'indagine.

La Febbre Gialla, scoppiata come epidemia nel 1793 mietendo oltre 5000 vittime nella sola Philadelphia, necessitava una soluzione efficace per essere debellata. Circa il 10% della popolazione di Philadelphia era stata uccisa dalla malattia, ed era urgente trovare una cura.

Ed ecco che compare Stubbins Ffirth. Per dimostrare che la Febbre Gialla non era contagiosa, come primo esperimento ha posto del vomito infetto su una ferita aperta; il secondo test invece comportò l'ingestione (si, esatto, ingestione) di vomito contaminato.

Stubbins non venne infettato, trovando dimostrazione alla sua teoria. Il problema è che la Febbre Gialla è effettivamente contagiosa (e Ffirth era effettivamente un folle nel volerlo dimostrare in quel modo), ma deve essere inoculata direttamente nel sangue di un soggetto, processo che in natura avviene tipicamente attraverso una zanzara, come accade anche per la malaria.

Vladimir Demikhov

Nel 1954, un chirurgo sovietico ha rivelato il suo capolavoro al resto del mondo scientifico: un cane a due teste, frutto di svariati tentativi malriusciti su chissà quante coppie di cani.

Per quanto Vladimir Demikhov possa essere stato additato come folle, è stato uno dei pionieri nell'ambito dei trapianti. Tra gli anni '30 e '50 ha compiuto diversi esperimenti sulla pratica dei trapianti, soprattutto sugli animali, aprendo la strada alle moderne tecniche di trapianto.

Nonostante il suo apporto alla medicina moderna, non possiamo non ricordare quanto di folle abbia compiuto: dopo l'esperimento del cane a due teste infatti, si è cimentato nel trapianto di testa nelle scimmie.

Il cane a due teste di Demikhov non era altro che metà cucciolo di cane impiantato sul corpo di un Pastore Tedesco. Com'è facile immaginare, entrambi gli animali sono morti dopo poco tempo per rigetto dei tessuti, ma questo non ha fermato assolutamente Demikhov, che si è cimentato in altre 19 "creazioni" simili nei successivi 15 anni.

TAG: Nazismo