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3 Settembre 2001 ARCHEOLOGIA
Dan Gill Biblical Archaeology Review
La rampa di Masada non è un miracolo di ingegneria romana
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tempo di lettura previsto 4 min. circa

Hollywood non avrebbe potuto descriverlo meglio: un gruppo di 967 ribelli ebrei si rifugiarono su una fortezza sulla cima della montagna a seguito della distruzione di Gerusalemme da parte dei romani nel 70 d.C. Due anni più tardi l´esercito romano tornò alla carica per distruggere quest´ultimo vestigio della Grande Rivolta Ebrea. Alla fine, in un massiccio sforzo di costruzione, elevarono un´ampia rampa d´assalto, spinsero un ariete sulla cima del monte e rasero al suolo l´ultimo baluardo del nemico.

Ma quando i soldati romani irruppero, non si trovarono di fronte né una fiera resistenza, né uomini arrendevoli.

Trovarono solo silenzio. Durante la notte precedente, il capo dei ribelli, Eleazar Ben Yair, aveva fatto rifugiare i suoi seguaci e fatto promettere loro che non avrebbero mai permesso di essere presi schiavi. Memori del richiamo di Ben Yair, i ribelli fecero a sorte e scelsero dieci uomini che avrebbero ucciso tutti gli altri; questi dieci quindi tirarono ancora a sorte per scegliere chi avrebbe ucciso gli altri dieci e quindi si sarebbe ucciso. I romani presero quindi la fortezza, ma nessuno dei ribelli vivi. Gli unici sopravvissuti furono due donne e cinque bambini che si erano nascosti per sfuggire al suicidio collettivo e che dopo raccontarono gli eventi ai conquistatori.

Questa è la sorprendente storia di Masada. Per circa 2000 anni abbiamo conosciuto questo racconto di coraggio e di forza dagli scritti di Giuseppe Flavio, storico ebreo del primo secolo d.C. che guidò la resistenza dei ribelli durante la grande rivolta ebrea, ma che fu catturato ed in seguito portato a Roma ove scrisse la storia della guerra.

Nel 1960, gli scavi di Yagael Yadin riportarono la storia della difesa e della caduta di Masada a nuova vita.

Masada era originariamente servita come una sorta di palazzo-fortezza nel deserto per Erode il Grande, re di Giudea del primo secolo a.C. che regnava con l´approvazione di Roma. Yadin scoprì i due palazzi di Erode, decorati con meravigliosi affreschi murari, e mosaici sui soffitti. Dissotterrò la camera da bagno di Erode, un vasto complesso di camere adibite a deposito e di muri difensivi che circondavano la fortezza. Il sito ospitava anche artefatti risalenti all´occupazione dei ribelli e parecchi scheletri (che Yadin identificò per essere resti dei ribelli), cosiccome piccoli pezzi di terraglie incisi con nomi, che si credeva essere stati usati dai ribelli per estrarre a sorte chi avrebbe dovuto uccidere gli altri.

Masada divenne un simbolo di potere per l´allora giovane Stato di Israele. Alle cerimonie per il giuramento sulla cima della montagna, i nuovi reclutati dell´esercito giuravano: "Masada non cadrà di nuovo!"

In anni recenti, sono stati sollevati molti interrogativi sull´affidabilità del racconto di Giuseppe. Alcuni storici, per esempio, dubitano che i ribelli ormai in trappola commisero suicidio di massa; altri hanno sostenuto che gli scheletri trovati da Yadin non appartenessero ai difensori Ebrei ma ai soldati romani.

Un altro aspetto della storia di Masada è che bisogna attentamente riesaminare il mito prevalente relativo alle dimensioni della rampa romana d´assalto.

La fortezza di Masada si trova sulla sommità pianeggiante di un´altura isolata dai fianchi ripidi e scoscesi. Masada è separata dal territorio circostante da colline ripide alte da 300 a 1000 piedi. Secondo Giuseppe, i Romani riuscirono a spezzare la resistenza di Masada costruendo una gigantesca rampa sul lato ovest della montagna.

L´autore Gill ha notato che molta parte della sporgenza ovest di Masada è costituita di roccia naturale; i Romani dovettero aggiungere relativamente poco per riuscire ad accedere alla sommità. Sulla foto sopra, guardano verso nord, Gill ha segnato la prova cruciale: la Linea A è una faglia, che divide Masada a destra dagli strati di roccia che probabilmente le collegavano ma che crollarono milioni di anni fa lungo la faglia.

B1 e B2 sono due sezioni della stessa formazione rocciosa (Bina), che dividono la faglia.

C1, C2 e C3 sono i resti della formazione Manuha, che si trova al di sopra della formazione Bina e ad ovest della faglia e che si trovava sopra la sezione Bina che ha formato Masada; poiché la Formazione Menhua (e la Formazione Mishash che giace al di sotto) sono costituite da roccia soffice, l´erosione, in un periodo di tempo molto lungo, le ha rimosse dalla cima di Masada. La stessa cosa è avvenuta ad ovest.

D ha dato origine alla rampa Romana. Come indica il diagramma sotto riportato, la maggior parte della via d´accesso a Masada sul lato occidentale è di roccia naturale; i romani aggiunsero solo un piccolo strato di terra.

Un processo che richiese molto meno tempo e sforzi di quanto gli storici avessero creduto.


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