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10 Ottobre 2010 PALEONTOLOGIA
di Aezio ilfattostorico.com
Scoperto un insediamento neolitico in Norvegia
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tempo di lettura previsto 2 min. circa

Gli archeologi norvegesi hanno scoperto una "mini Pompei" neolitica nei pressi di Hamresanden, nel sud della Norvegia. L'insediamento era finora rimasto indisturbato per 5500 anni, sepolto sotto un metro di sabbia."Ci aspettavamo di trovare un 'comune' sito dell'Età della pietra, malamente conservato e piccolo. Invece abbiamo scoperto un sito eccezionale", dice l'archeologo capo Lars Sundström, del Kulturhistorisk Museum all'Università di Oslo.Scavando a circa 80 metri dalla costa, nel promontorio formato dal fiume Topdalselva (o Tovdalselva) e dal Mare del Nord, il team di Sundström ha rinvenuto ciò che sembrano essere i resti di una struttura fortificata: "Finora abbiamo trovato tracce di un banco di 30 metri fatto con sabbia mischiata ad argilla e silt ('limo'). Crediamo che questo banco sia stata spalato contro un muro di legno al fine di sostenerlo".

La struttura, la cui lunghezza si estende oltre i limiti degli scavi effettuati, è fatta con grandi pietre: "Devono essere state portate da una certa distanza, dato che la zona [ne] è priva allo stato naturale", dice Sundström.L'insediamento è pieno di frammenti di recipienti simili a bicchieri. Finemente decorati, appartengono alla prima fase della cultura del bicchiere imbutiforme (Trichterrandbecherkultur, TRB) diffusasi nell'Europa centro-settentrionale tra il 4000 e il 2700 a.C.

Da questi manufatti è stato possibile datare il sito tra il 4000 e il 3600 a.C.Secondo Sundström, il modo in cui sono stati trovati questi recipienti suggerisce un improvviso e catastrofico evento: "La formazione dello strato superiore rimane in un certo modo misterioso. Molto probabilmente il sito venne improvvisamente inondato, e coperto con sabbia da un fiume vicino. Non ci sono segni di occupazione all'interno di questo spesso strato di sabbia. [Ci sono prove] che il processo fu relativamente veloce".

Racchiuso tra lo strato di sabbia e uno di silt e argilla, i resti sono rimasti praticamente intatti.

Gli archeologi, che finora hanno scavato circa 500 metri² sulle migliaia programmate, sperano di trovare molto di più nei prossimi mesi.

"Il sito giace sulla cima di uno strato di silt e argilla che sappiamo preservare il legno - conclude Sundström - perciò abbiamo buone speranze di scoprire [strutture] di legno nei prossimi scavi".

Fonte: Discovery.


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