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1 Maggio 2009 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
SCOPERTO A RIVA DEL GARDA UN ABITATO NEOLITICO DELLA CULTURA DEI VASI A BOCCA QUADRATA
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Venerdì 8 maggio alle ore 17.00 è stata inaugurata la mostra realizzata dal Dipartimento Storico Archeologico del Progetto MAG - Museo Alto Garda - grazie alla collaborazione con la Soprintendenza per i Beni librari e archeologici della Provincia autonoma di Trento. L'allestimento, curato dalla dott.ssa Elisabetta Mottes, documenta l'eccezionale ritrovamento alle pendici del monte Brione di un ampio abitato neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata risalente al quinto millennio a.C.

Indagini archeologiche condotte a Riva del Garda nel corso del 2007 e della primavera del 2008, in un'area destinata alla costruzione di un albergo-garnì, hanno consentito di mettere in luce un vasto insediamento neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata risalente alla metà del quinto millennio a.C. L'abitato preistorico si trovava nei pressi di un paleo-delta del fiume Sarca, non lontano dall'antica sponda del lago di Garda, in un'area già nota per la presenza di sepolture riferibili alla Cultura dei vasi a bocca quadrata e per il ritrovamento di numerose testimonianze di epoca romana.

Le evidenze archeologiche messe in luce in via Brione sono di straordinaria importanza scientifica perché hanno consentito per la prima volta di documentare stratigraficamente la presenza di un deposito neolitico nel territorio dell'Alto Garda. Finora le testimonianze più antiche, costituite dalle statue stele, risalivano infatti all'età del rame, ovvero al 3.000 a.C. Una scoperta importante anche per la considerevole estensione dell'abitato, rara nei ritrovamenti archeologici della zona, che è stato possibile ricostruire grazie ai numerosi e interessanti reperti recuperati.

La mostra intende presentare i primi risultati degli studi interdisciplinari in corso e una selezione dei reperti più significativi, con lo scopo di offrire al visitatore un quadro della preistoria rivana attraverso la ricostruzione del paesaggio antico, della cultura materiale, delle attività economiche e tecnologiche della comunità neolitica che era insediata alle falde del monte Brione.

La posizione strategica del sito, nei pressi di antiche vie d'acqua, e il rinvenimento di materie prime e manufatti provenienti da lontano, suggeriscono che l'insediamento di via Brione si trovasse all'interno di un'ampia rete di contatti culturali e di circolazione di prodotti su lunga distanza, sia con i territori a nord delle Alpi, sia con quelli dell'area padana e peninsulare.