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19 Febbraio 2006 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Manufatti del Primo Tempio tra i detriti del Monte del Tempio
tempo di lettura previsto 3 min. circa

Il progetto di setacciare gli strati dei detriti prelevati dal Monte del Tempio sta restituendo migliaia di nuovi manufatti databili al periodo del Primo Tempio. I detriti erano stati rimossi nel 1999 dal Fondo Religioso Islamico (Waqf) dalla zona delle scuderie di Salomone e trasportate alla Valle del Kidron. Le operazioni di esame dei detriti si svolgono al Parco Nazionale della valle di Tzurim, ai piedi del Monte Scopus e sono finanziate dalla Ir David Foundation. Gabriel Barkai e Tzachi Zweig, gli archeologi che dirigono il progetto, che conta sull'aiuto di centinaia di volontari, si accingono a pubblicare le fotografie e le informazioni sulle nuove scoperte.

Il grosso dei manufatti è costituito da "piccoli ritrovamenti" - il termine usato per indicare i manufatti che possono essere sollevati e trasportati, piuttosto che le strutture fisse. I detriti sono stati rimossi nel corso dello scavo dell´entrata della Moschea sotterranea, costruita sette anni or sono nel angolo sud-est del Monte del Tempio. Il Waqf ed il movimento islamico in Israele hanno separato i detriti dalle pietre, quindi utilizzato le antiche pietre per ricostruire, nel caso la polizia impedisse che nuovi materiali da costruzione fossero portati al sito.

La maggior parte dei ritrovamenti precede il Medio Evo e include attrezzi di silice di 10, 000 anni or sono; numerosi cocci di ceramiche; circa 1, 000 monete antiche; lotti di monili (pendenti, anelli, braccialetti, orecchini e perle in una varietà di colori e di materiali); accessori per vestiti e parti decorative; talismani; dadi e parti di giochi fatte d'osso e avorio; intarsi per mobilia d´avorio e madreperla; figurine e statuette; pesi di metallo e pietra; frecce e proiettili; pezzi di pietra e vetro; resti dei mosaici di pietra e vetro; mattonelle e sezioni decorate delle strutture; sigilli, guarnizioni e una miriade di altri articoli.

Quando i detriti furono trasportati lontani dal sito, l´allora direttore dell'Autorità per le Antichità d´Israele, Amir Drori, lo definì "un crimine archeologico" ed il Procuratore Generale del tempo, Elyakim Rubinstein, disse che si trattava di "un calcio alla storia della gente ebrea." Ora si scopre che i detriti nascondono migliaia di ritrovamenti da periodi vari.

I più antichi manufatti trovati sono resti di attrezzi come un coltello ed un raschietto databili a 10.000 anni or sono. Alcuni cocci di ceramiche e frammenti di attrezzi di alabastro si datano all'Età del Bronzo III e II millennio a.C. (le ere Gebusita e Canaanita). Soltanto una manciata di cocci trovati è stata datata al X a.C. (i regni del re David e del re Salomone), ma numerosi manufatti si datano ai regni dei successivi re della Giudea (VIII e VII secolo a.C.), come pesi di pietra per argento.

Il ritrovamento più notevole da questo periodo è un bollo del periodo del primo tempio, o impressione del sigillo, contenente una scrittura ebraica antica, che potrebbe essere appartenuto ad una famiglia ben nota di sacerdoti di cui si parla nel libro di Geremia.

Molti altri ritrovamenti si datano al periodo persiano (ritorno a Sion), ai periodi Asmoneano, Tolemaico e Erodiano, e al Secondo Tempio.

I ritrovamenti del Secondo Tempio includono resti di costruzioni: pezzi di intonaco decorati di rosso ruggine, che Barkai dice fosse un colore molto usato allora; una pietra che misura 10 centimetri e reca un´incisione che ricorda le decorazioni del periodo Erodiano; e una pietra rotta proveniente da una parte decorata del Monte del Tempio che ancora reca i segni di fuoco, e che si ritiene risalire alla distruzione del Tempio nel 70 d.C.

Il progetto ha reso inoltre manufatti del periodo romano, bizantino, ottomano e dai primi periodi arabi. Secondo Barkai, i ritrovamenti bizantini incidono radicalmente sulla convinzione che il Monte del Tempio fosse vuoto a quel tempo.

Zweig e Barkai respingono i dubbi adombrati da altri archeologi sulla provenienza dei detriti, dichiarando che testimoni oculari hanno controllato i camion che rimuovevano il pietrisco e che esistono ulteriori prove interne che confermano che i detriti provenissero dal Monte del Tempio.


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