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15 Marzo 2005 PALEONTOLOGIA
denverpost.com
INCIDENZA DEL CLIMA SULLE ESTINZIONI CICLICHE
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GOLDEN L´estinzione sembra essere un modo di vivere, provocato dai mutamenti climatici e dai colpi fatali inferti all´ambiente dal comportamento umano, hanno dichiarato gli scienziati ad una conferenza la scorsa domenica.

Non tutti i mutamenti climatici si risolvono in estinzioni, ha dichiarato Russel Graham della Pennsylvania State University. Il clima può oscillare con bruschi mutamenti di temperatura, ma "non può provocare un´estinzione, almeno fino a che la popolazione animale varca una certa soglia."

Gli scienziati impegnati nello studio delle antiche estinzioni, hanno discusso l´argomento lo scorso weekend al simposio dei fondatori della Società Paleontologica Occidentale presso la Scuola di Mines, Colorado.

Le lezioni apprese dai sedimenti di ghiaccio e da scavi archeologici e paleontologici possono essere applicati a tempi molto più moderni, hanno dichiarato vari esperti.

Le evidenze supportano la teoria che gli umani migrarono dalla Siberia attraverso il ponte di terra dell´Alaska da 22, 000 a 44, 000 anni or sono, ha dichiarato Steve Holen, curatore di archeologia al Museo di Natura&Scienza di Denver.

La migrazione occorse in un clima più mite, prima che i fogli di ghiaccio venissero meno, ha dichiarato Holen. Ma se gli umani si trovavano in America già 10, 000 prima di una delle principali estinzioni, continua Holen, non possono essere accusati di averla causata.

Invece "il graduale riscaldamento del clima, iniziato attorno a 14, 500 anni or sono, ed un drammatico mutamento attorno a 11, 500 anni or sono" sembra avere spazzato via molti grandi mammiferi, come cammelli e mammut, devastando le loro scorte di cibo, ha spiegato Holen. La caccia dei grandi animali da parte dell´uomo è stata un fattore secondario.

La distruzione dell´habitat ha giocato un ruolo centrale, un secolo or sono, nell´affrettare lo "tsunami vivente" delle locuste delle Montagne Rocciose.

Le locuste sopravvissero a numerosi mutamenti climatici, solo per essere sterminate dagli abitanti umani dell´America di quel tempo, ha dichiarato Steve Lockwood, entomologo dell´Università del Wyoming.

Nel 1875, le locuste delle Montagne Rocciose oscurarono il cielo per oltre due milioni di miglia quadrate sulle pianure del Nord America, per oltre cinque giorni.

Le cavallette specializzate distrussero qualsiasi cosa nel raggio di 1, 800 miglia di lunghezza, e 110 di ampiezza, divorando piante, tessuti di cotone, e lana dalle pecore. Meno di tre decenni dopo, spiega Lockwood, le locuste scomparvero dopo che gli uomini ararono i luoghi in cui le cavallette usavano riprodursi nelle valli tra le montagne, e vi portarono il bestiame per nutrire la crescente industria mineraria.