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19 Dicembre 2005 ARCHEOLOGIA
Zahi Hawass guardians.net
NEWS SUL ROBOT E LE PORTE SEGRETE DELLA GRANDE PIRAMIDE DI CHEOPE
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tempo di lettura previsto 6 min. circa

Ho ricevuto questa settimana una proposta per raccogliere i fermagli ed i detriti all´interno dei condotti che conducevano alla Camera della Regina, all´interno della Grande Piramide, da parte del Dr. TC Ng, un ricercatore indipendente di Hong Kong.

Come molti sanno, avevamo già ricevuto una proposta per l´esplorazione robotica dei condotti dall´Università Nazionale di Singapore (NUS). Ma sarebbe necessaria una strumentazione supplementare da aggiungere al robot in dotazione alla NUS, per migliorare sensibilmente l´esplorazione robotica, riuscendo probabilmente a raccogliere i fermagli come anche altri piccoli reperti.

I robot di Hong Kong invece sono assolutamente completi ed autonomi, e non richiedono risorse aggiuntive. Gli esperti hanno dichiarato di aver aggiunto ai loro robot alcuni elementi accuratamente disegnati per proteggere i condotti della piramide. Tutti i robot inoltre sono stati testati su pendii superiori a 45 gradi, su una varietà di materiali, incluso il calcare lucidato. Ad ogni modo, è noto che il pavimento dei condotti è la zona dei fermagli e dei detriti è ruvida, ideale dunque per massimizzare la presa della strumentazione.

Al termine di un´accurata valutazione di entrambe i robot, si prenderà una decisione.

L´entrata moderna alla piramide è stata creata nel IX secolo d.C. da el-Mamoun, figlio di Haroun el-Rashied. Questi mancò la vera entrata, che si trova a circa un terzo del cammino lungo la facciata nord. Dall´entrata originale, un passaggio discende attraverso il corpo della piramide, conducendo ad una camera non finita, incisa nella roccia sotto la piramide. Da un punto a media via lungo il passaggio discendente, un secondo passaggio conduce invece verso l´alto, ad un passaggio orizzontale che conduce a sua volta ad una seconda camera, erroneamente chiamata Camera della Regina (nei fatti non era certamente per nessuna delle mogli di Khufu, che avevano le loro piccole piramidi).

Dal punto in cui il primo passaggio ascendente incontra il passaggio orizzontale, un corridoio ottenuto in modo mirabile, la Grande Galleria, ascende ad una Terza Camera, la "Camera del Re", dove il sarcofago di granito di Khufu è stato trovato vuoto. La discussione degli studiosi circa l´ordine seguito nella costruzione ed il proposito di questi corridoi e camere, è ancora in corso: molti egittologi ritengono che le tre camere rappresentino tre modifiche nel piano interno, riflettendo mutamenti nel culto di Khufu, ma altri ritengono che tutte e tre le camere fossero parte di un progetto originario.

Un gran numero di esploratori si è avventurato nelle camere all´interno della Grande Piramide, e vari egittologi hanno offerto contributi alla nostra comprensione del contesto e dello scopo. Indagini scientifiche moderne sulla Grande Piramide iniziarono nel 1993, quando, per la prima volta, abbiamo chiuso la piramide per un anno intero. Il progetto era parte di un piano per istituire un sistema rotazionale a Giza, chiudendo una piramide l´anno mentre le altre due stavano aperte, per bilanciare la conservazione ed il turismo. Durante le opere di conservazione abbiamo scoperto che i livelli di umidità all´interno della Grande Piramide raggiungevano l´85%. La maggior parte di essa, era dovuta al turismo, dal momento che ogni persona che entra nella piramide respira approssimativamente 20 grammi di acqua. Quest´acqua evapora, e lascia sale dietro sé. Il sale penetra nella pietra e lentamente la distrugge. Nel 1993 abbiamo scoperto che la superficie della Grande Galleria era incrostata di sale, ed abbiamo notato la presenza di molte crepe.

Avevamo necessità di pulire la piramide, ed anche sviluppare un sistema che tenesse bassa l´umidità ad un livello permanente. Un´idea fu quella di pulire due dei condotti interni, ognuno di circa otto pollici quadrati, conosciuti come "condotti per l´aerazione" che conducevano verso l´alto e all´esterno della piramide, dalle pareti nord e sud della camera più alta (la "Camera del Re") e porre delle macchine al suo interno per creare un sistema di ventilazione. Parlai con Rainer Stadelmann, direttore dell´Istituto Archeologico Tedesco al Cairo a quel tempo, che contattò a sua volta un esperto in robotica, Rudolf Gantenbrink, che arrivò per lavorare sotto gli auspici dell´Isituto. Gantenbrink progettò un robot chiamato Wepewawet (un antico dio egizio della morte) per esplorare i condotti nella terza camera. Usando il robot, ripulimmo il condotto e fissammo ventilatori al suo interno per far circolare l´aria e tenere bassa l´umidità.

Il robot fu inviato anche all´interno dei condotti simili nella seconda camera (la "Camera della Regina"). Questi condotti furono originariamente scoperti nel settembre del 1872, dall´ingegnere inglese Waynman Dixon. Dixon aveva infilato un piolo di ferro tra le giunture della massoneria del muro sud, e aveva compreso che dietro vi era uno spazio vuoto. Quindi scavò il muro, e trovò il condotto. Cercò un condotto nell´area equivalente sulla parete nord, e ne trovò un altro. Quando accese una candela e la pose sul condotto sud, essa oscillò, ad indicare che c´era una leggera corrente.

Durante le esplorazioni del 1993 dei condotti della Camera della Regina, Gantenbrink fece alcune scoperete intriganti. Il condotto settentrionale curvava bruscamente ad ovest a circa 27 piedi, ed il robot non poteva procedere oltre. Nel condotto meridionale, Wepwawet fu fermato dopo 208 piedi da una porta, o piccola lastra di pietra con due maniglie di rame che bloccavano l´intero condotto. La maniglia di sinistre aveva perso un pezzo, in un momento imprecisato del passato, e giaceva a circa sei piedi dalla "porta".

Per scoprire di più sullo scopo del condotto e della cosiddetta Camera della Regina, si rendevano necessarie ulteriori ricerche. L´Istituto Tedesco del Cairo aveva avuto la concessione alla Grande Piramide, ma io capii che non erano interessati a completare il lavoro. Era impossibile assegnare la concessione a Gantenbrink come individuo - la legge per le antichità in Egitto consente di concedere licenze solo ad istituzioni. Così decisi che il Supremo Consiglio di Antichità (SCA) si sarebbe fatto carico del lavoro.

Nel settembre del 2003, fu inviato un altro robot all´interno del condotto per scoprire cosa si trovasse oltre la porta. Scavammo un foro di 1 cm di diametro ed inviammo una piccola telecamera attraverso il foro, per trovare un´altra porta 21 cm dopo la prima.

Inviammo inoltre il robot nel condotto settentrionale e scoprimmo che dopo 20 metri il condotto girava e continuava per altri 8 metri. Il robot continuò per altri 60 m e quindi si fermò davanti ad una porta con due manici di rame. E´ la stessa distanza della porta nel condotto meridionale con due manici di rame.

La presenza di queste porte nella Grande Piramide, solleva numerosi interrogativi. Un´idea è che le porte siano sfide che il Re avrebbe dovuto affrontare durante il suo viaggio verso l´oltretomba. E´ scritto nei Testi delle Piramidi che il re avrebbe dovuto sciogliere delle cinture prima di iniziare il viaggio; forse è un riferimento ai manici di rame delle porte. Ma se questo fosse vero, perché la piramide di Khufu è l´unica ad avere simili porte?

Ed inoltre, perché non vi sono porte nei condotti della terza camera? Logicamente, si dovrebbero trovare dove fu seppellito il corpo del re. E´ possibile che queste porte siano le evidenze che la vera camera sepolcrale di Khufu sia nascosta in qualche punto imprecisato all´interno della Piramide.

Un´antica storia dal papiro di Westcar racconta come Khufu cercasse i documenti segreti del dio Thoth per progettare l camere della sua piramide; e noi dopo millenni di storia, stiamo ancora cercando di comprendere le complesse architetture che si lasciò alle spalle.