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20 Febbraio 2004 ARCHEOLOGIA
swissinfo.ch
Scoperto passaggio ad agricoltura
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SYDNEY - Archeologi australiani affermano di aver risolto l'enigma di 1000 anni mancanti nella conoscenza della preistoria umana, quelli della transizione da uomo cacciatore-raccoglitore, ad agricoltore sedentario. L'equipe dell'università La Trobe di Melbourne ha trovato resti di cereali selvatici sulla sponda del Mar Morto in Giordania, la cui esistenza in quel contesto completa un quadro finora lacunoso.

Secondo le teorie comunemente accettate il periodo di transizione, conosciuto come 'Pre-Pottery Neolithic A' (PPNA, o Neolitico pre-ceramica A), si è concluso verso il 9.200 avanti Cristo. Ma l'archeologo coordinatore del progetto, professor Phillip Edwards, sostiene che la scoperta della sua equipe, di antenati selvatici delle successive coltivazioni domestiche, dimostra che il PPNA di fatto è durato fino all'8.300 avanti Cristo.

Quel periodo -, ha spiegato Edwards all'agenzia di stampa australiana Aap - ha visto la «coltivazione pre-domestica» di orzo, frumento, leguminose e pistacchio. «I nostri antenati hanno certamente cominciato a piantare raccolti da circa il 9.250 avanti Cristo, ma i semi che hanno piantato per circa 1000 anni continuavano ed essere di varietà selvatiche, il che ha portato alla conclusione sbagliata che essi siano stati raccolti in territori incolti durante quel millennio, e non coltivati», ha dichiarato.

La teoria propugnata dagli australiani resta finora in minoranza, mentre la maggioranza degli archeologi ritiene che l'uomo allora non fosse ancora agricoltore. E lo scenario per uno scontro internazionale fra sostenitori delle due teorie sarà il Pre-Pottery Neolithic Workshop, i programma il mese prossimo a Frejus, in Francia.