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27 Gennaio 2003 ARCHEOLOGIA
galileonet.it
La mamma delle lingue indoeuropee
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Una lingua parlata novemila anni fa nell'attuale Turchia avrebbe dato origine a tutte le lingue indoeuropee. Lo sostiene uno studio pubblicato sull'ultimo numero di Nature, che contraddice la teoria predominante secondo cui le lingue indoeuropee - che includono quasi tutte quelle parlate nel Vecchio continente, in Asia centrale e in India - avrebbero avuto origine nella regione siberiana, per poi diffondersi in Europa, portate da popoli nomadi, seimila anni fa. Russell Gray e Quentin Atkinson dell'Università di Auckland, in Nuova Zelanda, hanno analizzato 87 lingue, dal gaelico all'afgano, tutte considerate parte della famiglia linguistica indoeuropea. Per prima cosa hanno compilato una lista di circa 200 parole, comuni a tutte le culture, come "io", "cielo", "caccia". Quindi hanno analizzato somiglianze e differenze di queste parole tra le diverse lingue per costruire un albero evolutivo, simile a quelli creati dai biologi in base alle differenze genetiche tra le specie viventi. Infine, basandosi su un calcolo statistico della velocità con cui cambiano le parole, hanno potuto datare le varie ramificazioni dell'albero. In base a questo calcolo, tutte le lingue indoeuropee deriverebbero dall'ittita, la lingua più antica tra quelle analizzate, che avrebbe iniziato a differenziarsi in vari gruppi tra i diecimila e gli ottomila anni fa. In quel periodo, secondo quanto mostrato dai ritrovamenti archeologici, l'agricoltura iniziò a diffondersi dalla regione dell'Anatolia verso l'Europa e l'Asia. Potrebbero essere stati gli stessi agricoltori a muoversi da quella regione, diffondendo il loro linguaggio; oppure altri popoli potrebbero aver adottato elementi di quella lingua insieme alle tecniche agricole.

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