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8 Gennaio 2003 ARCHEOLOGIA
Le Scienze
Un naufragio in Giappone conferma il terremoto del 1700
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Negli ultimi vent'anni sono state trovate molte prove del fatto che un grande terremoto ha scosso il fondo marino al largo delle coste occidentali del Nord America nel 1700, molto prima che nella regione cominciassero a esistere documenti scritti. Lo studio dei dettagli del naufragio di una nave in Giappone ha fornito ora una nuova e interessante conferma.

I documenti storici provenienti dai villaggi costieri dell'isola di Honshu, la principale dell'arcipelago giapponese, mostrano che il 28 gennaio 1700 la costa venne colpita da una serie di forti onde, chiamate collettivamente tsunami. Poiché nessun terremoto in Giappone aveva preannunciato le onde, secondo il geologo Brian Atwater dell'Università di Washington e del Geological Survey degli Stati Uniti è probabile che queste provenissero da qualche altro luogo lungo i margini del Pacifico.

Nel villaggio di Kuwagasaki, ora parte della città di Miyako, 500 chilometri a nord-est di Tokyo, lo tsunami raggiunse un'altezza di tre metri, distruggendo tredici case e dando origine a un incendio. Documenti trovati in altre cinque città forniscono altri indizi che consentono di stabilire che lo tsunami venne generato da un terremoto di magnitudine 9.0 al largo delle coste dello stato di Washington il 26 gennaio 1700.

A questo si aggiunge la storia del naufragio: una nave che trasportava 30 tonnellate di riso, partita da Nakamura per Tokyo, venne affondata da una tempesta mentre era ormeggiata nei pressi della città di Nakaminato. Solo nel 2002 il geologo giapponese Kenji Satake ha collegato l'evento con il terremoto nordamericano. Atwater ha presentato la sua ricostruzione al convegno annuale della Geological Society of America a Seattle.

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