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7 Giugno 2001 ARCHEOLOGIA
Carmelo Malacrino Archeologia Viva
E CLEOPATRA ORDINA:... CHE SIA FATTO
tempo di lettura previsto 2 min. circa

Che sia fatto', genestoi, scrive Cleopatra il 23 febbraio del 33 a.C. in un decreto reale rinvenuto nel 1904 ad Abusir EI-Melek, a sud del Cairo, da una spedizione di archeologi di Berlino; il papiro, l'unico documento autografo di Cleopatra, è stato al centro della mostra 'Imperatori sul Nilo', da poco conclusasi all'Allard Pierson Museum di Amsterdam, incentrata sui vari aspetti della società egiziana dal momento della conquista romana, avvenuta con la vittoria di Ottaviano su Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio del 31 a.C., fino alla presa degli Arabi, nel VII secolo. Due le figure messe in evidenza, Ottaviano Augusto (23 a.C. - 14 d.C.) e Adriano (117-138 d.C.): il primo si reca in Egitto dopo la battaglia di Azio e visita la tomba di Alessandro Magno; conosce le grandi potenzialità offerte da questo paese, la cui enorme produzione di grano gli avrebbe permesso di sfamare l'intera popolazione di Roma. Un secolo dopo è l'imperatore Adriano a visitare l'Egitto; durante il suo viaggio nell'impero vi soggiorna otto mesi, entrando in trionfo ad Alessandria. Il favore della popolazione è tale che il nome di un mese, Cholach, viene trasforrnato in Adrianus.

Una sezione della mostra ha inquadrato gli aspetti privati della società, quali la famiglia o la cura della bellezza. Alcuni oggetti, come le pedine o i dadi in osso, illustrano i giochi degli adulti, mentre per i bambini vi sono piccoli giocattoli in legno, come un curioso topolino. Monili in oro e pietre preziose, bottiglie per oli profumati, specchi e strumenti per la cura del corpo mostrano quanto gli egiziani tenessero alla propria immagine. I vetri, in particolare, offrono un quadro dei livelli raggiunti nella tecnica della soffiatura e in tecniche più complesse, come quelle a mosaico o millefiori: Alessandria diverrà uno dei principali centri di esportazione di questi materiali in tutto il Mediterraneo.

Ma è Cleopatra, la sua calligrafia così chiara e decisa, che richiama maggiormente l'attenzione. Proveniente dall'Ägyptisches Museum di Berlino, il papiro P25 23 9 è stato riconosciuto come sottoscritto dalla regina d'Egitto solo in un secondo momento: venne rinvenuto come materiale di recupero per la costruzione di un sarcofago e si è dovuto aspettare l'acume del papirologo belga Peter van Minnen, dell'Università di Lovanio, per la sua interpretazione. Il documento, redatto a favore di P. Canidius Crassus, generale di Antonio, presenta nella prima riga una doppia data: il XIX anno di regno di Cleopatra VII d'Egitto e il IV di Antonio. Nell'intento di ottenerne l'appoggio, Cleopatra offre a Canidio e ai suoi discendenti il beneficio non indifferente di esportare senza tasse 10.000 artabi di grano, una quantità di circa 400.000 litri, e di importare fino a 5.000 keramia di vino, oltre 35.000 litri. L´esenzione comprende campi, operai, animali e attrezzi necessari alla lavorazione della terra. Ma né Canidio, né i suoi discendenti beneficeranno di tale esenzione: infatti, come sappiamo da Plutarco, poco dopo la battaglia di Azio e il suicidio della regina Cleopatra, Canidio, che ha combattuto contro Ottaviano, viene giustiziato. Catalogo Peeters.


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