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24 Marzo 2003 ARCHEOLOGIA
adnkronos
Dinosauri: ritornano vivi grazie ad un robot
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Grazie ad un robot riescono a riprendere ''vita'' anche i dinosauri. L'idea di fare passeggiare ancora nel mondo i giganti della preistoria e' venuta a Pete Dilworth, un geniale ricercatore del Laboratorio di Intelligenza Artificiale del Massachussets Institute of Technology di Cambridge. Cosi' lo scienziato ha pensato bene di costruire una copia robotica del famigerato Troodon, il piu' intelligente e spietato fra i dinosauri carnivori, vissuto nel Cretaceo e scomparso dal nostro pianeta 75 milioni di anni fa.

Una volta realizzato il suo dinobot, Dilworth lo ha battezzato Troody e non ci ha pensato due volte a girare con lui indisturbato per i viali del Mit. E tanto e' realistica la sua ''jurassika'' creatura, che molti stentano a capire si tratti solo di una copia di ferro del mitico animale del passato.

Troody, infatti, salta come un vero dinosauro, si muove come uno di loro e spalanca le fauci e mangia carne, o qualcosa di simile, proprio come un vero Troodon. Ma perche' tanta passione per i robot dinosauri? ''Se in un museo di storia naturale i ragazzi potessero vedere all'azione i dinosauri, sono certo che si interesserebbero di piu' alla biologia ed alle scienze'' spiega Dilworth al National Geographic on-line, che questa settimana dedica un'intera sezione a tutto, ma proprio tutto quello che si puo' desiderare di conoscere sui dinosauri.

Cosi', per catturare sempre piu' fans alla scienza, il ricercatore americano si sta accingendo a realizzare un altro leggendario dinobot. E' un Protoceratopo, e' vissuto sempre nel Cretaceo ed e' noto per il grande corno che aveva sul muso. Per confezionare questo nuovo dinobot, Dilworth ha messo in piedi una squadra di eccezione. Oltre ad un gruppo di paleontologi, infatti, nel team costruito dal robotico del Mit lavorano anche l'artista Gregory Paul di Baltimora e i tecnici della societa' Hall Train Studio di Toronto, specializzata in effetti speciali.

Ma lo scienziato non si ferma qui. Tra gli obiettivi delle sue ricerche c'e' anche uno scopo, come dire, meno spettacolare e piu' prettamente scientifico. Attraverso la riproduzione meccanica degli antichi dinosauri, lo scienziato e i paleontologi suoi colleghi sperano di scoprire nuove informazioni sui movimenti e le abitudini dei dinosauri.

Per costruire Troody, infatti, Dilworth ha impiegato sei anni di lunghe ricerche. Alla fine ha messo in laboratorio un dinorobot del peso di 4, 5 chili, alto 45 centimetri e lungo poco piu' di un metro, capace di muoversi proprio come un dinosauro vero. O almeno come i paleontologi pensano si muovesse il suo piu' preistorico antenato.

Nel ventre di Troody, infatti, e' stato posizionato un sofisticato sistema di sensori, chiamato force-control, che rende l'andatura del dinorobot del tutto simile a quella di un vero Troodon.

Tutto il corpo di Troody, poi, e' stato collegato ad un fascio di elettrodi che simulano il sistema nervoso umano, comandati da un computer centrale capace di realizzare centinaia di operazioni al secondo, che da' adeguati impulsi ai muscoli artificiali del dinorobot. Ora il team di scienziati sta cercando di perfezionare i movimenti di Troody ancora di piu'. E se l'impresa riuscira', il prossimo passo per Dilworth sara' far rivivere il gigantesco Tirannosauro.


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