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12 Maggio 2010 ARCHEOLOGIA
aezio ilfattostorico.com
Ancora sulla ricerca della Terra di Punt
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In occasione del 61′ meeting annuale dell´American Research Center in Egypt (ARCE), è stata presentata una ricerca che indica nell´Eritrea o nell´Etiopia orientale la localizzazione della Terra di Punt, o Ta-netjer, terra degli dèi.

Per gli Egizi, Punt era un centro in cui commerciare profumi, giraffe, elettro, babbuini e altri beni esotici. Sebbene vi viaggiarono fino alla fine del Nuovo Regno, 3000 anni fa, gli studiosi non sanno dove si trovasse questo luogo. Gli antichi testi offrono solo vaghe allusioni alla sua localizzazione e non è mai stata scoperta una "civiltà di Punt".

Al British Museum sono conservati tre babbuini mummificati datati al Nuovo Regno. Analizzando gli isotopi dell´ossigeno del pelo di due di loro uno proveniente da Tebe, l´altro dalla Valle dei re è stato possibile verificarne la provenienza.

"Pensiamo che Punt sia una sorta di regione circoscritta che include l´Etiopia orientale e tutta l´Eritrea", dice Nathaniel Dominy, professore di antropologia all´Università della California a Santa Cruz.

Vengono perciò scartate le altre ipotesi: la Somalia, lo Yemen e il Mozambico.

Gli scienziati per il momento non possono circoscrivere ulteriormente il loro luogo di origine: per farlo necessitano di campioni di ossa con cui analizzare gli isotopi dello stronzio ma per adesso il British Museum non ha ancora rilasciato il permesso.

Si possono però ipotizzare dove gli Egizi attraccassero le loro navi in Eritrea.

"Se guardate una mappa dell´Eritrea potete vedere che c´è un grande porto [vicino all'odierna Massaua, o Massawa]", dice Dominy. "Abbiamo un campione proveniente da quello stesso porto e quel campione corrisponde bene alla mummia [analizzata]".

Ci sono però da tenere alcuni punti in considerazione.

Uno è che i ricercatori sono stati in grado di identificare solo l´origine del babbuino della valle dei Re. L´altro, quello di Tebe, sembra aver speso del tempo in Egitto tenuto come un animale esotico. Vivendo in Egitto e consumando la dieta locale, gli isotopi dell´ossigeno sono cambiati e quindi non se ne può stabilire la provenienza.

Il secondo punto è che i ricercatori non sono riusciti ad ottenere campioni di babbuini dello Yemen per una comparazione. Ciò però non sarebbe un problema visto che, spiega Dominy, le analisi permettono di escludere senza alcun dubbio la Somalia come luogo d´origine del babbuino, e quindi anche lo Yemen, i cui babbuini hanno isotopi simili a quelli della Somalia.

L´idea dello Yemen come sede di Punt era già stata attaccata dagli egittologi per un´altra ragione: una scena di Punt, dipinta in un tempio costruito dalla regina Hatshepsut, mostra una giraffa animale nativo dell´Africa, non dello Yemen.

Inoltre, è molto improbabile che la popolazione di Punt si sia trovata così distante dai luoghi d´origine delle risorse che commerciava, cioè che acquistava da luoghi lontani in Africa babbuini e giraffe per poi rivenderli agli Egizi.

I babbuini si possono trovare in tutta l´Africa e anche nello Yemen. Gli Egizi non avranno perciò avuto bisogno di intermediari che li trasportassero su lunghe distanze: se dovevano procurarsi babbuini dell´Eritrea andavano a prenderli in Eritrea.

Il babbuino è peraltro un animale pericoloso e non facile da mantenere in cattività. Trasportarlo per due lunghi viaggi dal luogo d´origine verso un porto commerciale lontano (come lo Yemen) e poi in Egitto è qualcosa di improbabile.


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