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18 Marzo 2010 ARCHEOLOGIA
Maurizia Tazartes Il Giornale
La millenaria storia del fuoco in cento capolavori
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Milano - Non è facile organizzare una mostra sul «Fuoco», perché questo elemento vitale è stato rappresentato dai primordi dell´umanità a oggi e il materiale è enorme. Non a caso la grande rassegna che si inaugura domani a Palazzo Reale di Milano ha come sottotitolo «Da Eraclito a Tiziano da Previati a Plessi» (sino al 6 giugno, catalogo Fabbrica delle Idee). Ma il Comune di Milano e la Fondazione DNArt, in collaborazione con il Mibac e altri Enti, ce l´hanno fatta riunendo cento opere tra dipinti, sculture, rilievi, oreficerie, videoinstallazioni e altro. È il secondo appuntamento di un progetto quadriennale sui quattro elementi (Acqua, Aria, Terra, Fuoco), che ha già visto la realizzazione della rassegna «Anima dell´Acqua» realizzata a Palazzo Reale nel 2009. L´intento è sottolineare, anche con l´arte, l´importanza degli elementi naturali in un´epoca in cui il dibattito sull´ambiente è alla ribalta.

Il fuoco che scalda, che brucia, che scoppia, il fuoco reale e quello simbolico e mille altri fuochi sono stati oggetto di ispirazione per centinaia di artisti. Dalle lingue fiammeggianti che bruciano i santi nelle predelle delle pale d´altare quattrocentesche al fuoco che scalda i derelitti nell´Ottocento alle «Allegorie» di Arcimboldo: l´iconografia è tra le più vaste e complesse. In questo universo la mostra, curata da Elena Fontanella, Cosimo Damiano Fonseca e Claudio Strinati, ha esplorato le radici simboliche e archetipiche dell´elemento, mettendo a confronto archeologia e contemporaneità, secondo un interessante filo conduttore. Undici sezioni tematiche raccontano come la conquista del fuoco sia stata per l´uomo il momento iniziale di cultura, identità, vita sociale portando anche, innalzandosi verso l´alto, l´idea del divino.

C´è il Fuoco creatore rappresentato dal sole sulla terra, caldo, luminoso, bruciante, principio vitale dell´universo, adorato dagli antichi, e che oggi apre il percorso con fiasche cipriote e vasi messapici decorati con simboli solari. C´è il Fuoco del mito, che con la luce, il buio, la notte, l´aurora, ha ispirato per secoli gli artisti, che li hanno personificati, come raccontano Il carro del Sole di Gaetano Previati e l´Aurora del cinquecentesco Francesco Del Brina. Il Fuoco sotterraneo è rappresentato da Vulcano, il dio che divora, annienta, purifica, protettore dei fabbri e dei costruttori, delle mille fucine incandescenti, come quella dipinta da Giorgio Vasari. Il Fuoco magico è invece quello delle streghe e degli alchimisti, antichi e moderni, come ricorda la Strega malinconica di Guttuso. Il Fuoco utile, trasforma e fa rinascere, il Fuoco della comunità riunisce popoli e famiglie, il Fuoco della redenzione scalda Gesù Bambino nelle Adorazioni dei pastori e nei dipinti sacri. Il lungo viaggio continua tra fuochi utili e dannosi, mostruosi e incendiari, apocalittici e redentori.

«Fuoco, da Eraclito a Tiziano, da Previati a Plessi» Milano, Palazzo Reale dal 6 marzo al 6 giugno 2010, informazioni: 02 29010404 02 29010404 info@fondazionednart.it


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