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5 Novembre 2004 ARCHEOLOGIA
Al-Ahram Weekly Online
UN´ETERNITÀ DI DISTINZIONE SOCIALE
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"La scena famosa al mondo del trasporto di una statua monolitica dalle miniere di Hatnub, ad est di Tel Al-Amarna, a Deir al-Bersha è riprodotta in quasi tutti i libri sull´antico Egitto. Eppure la maggior parte delle persone ancora non sanno che la destinazione della statua era questo sito sepolcrale, poco conosciuto, nel Deserto Occidentale" ha dichiarato Harco Willemks, professore di Egittologia e direttore della missione archeologica belga al lavoro al sito di Al-Berhsa.

"Pochi degli ammiratori del sarcofago meravigliosamente decorato del Medio Regno al Museo Egizio, sanno anche che proviene da questo sito" ha dichiarato.

In effetti, non è facile accedervi. Situato tra Beni Hassan e Tel Al-Amarna, era stato scelto come sito funerario dai signori di "Hare Nome", la cui capitale Ashmunein era in linea diretta dall´altra parte del fiume.

Qui, massicci rilievi si combinano con letti di fiume prosciugati. Il più ampio è quello del Wafi Al-Nakhla, che irrompe tra le colline e corre in direzione sud-est. Altri sono il Wadi Al-Bersha e Wadi Camusa, e nel mezzo di queste aree di sbarramento, si trovano le rovine di antiche strutture.

Il progetto archeologico lanciato qui nel 1994 dall´Università Cattolica di Leuven, sta rivelando risultati interessanti.

Lontano dall´essere semplicemente un sito funerario del Medio Regno, come generalmente ritenuto, vi sono tracce dei monumenti dell´Antico Regno e del Tardo Periodo della storia egiziana. Vi sono anche indicazioni di occupazione da parte di eremiti copti dell´inizio dell´era Cristiana.

Willems descrive i risultati del lavoro portato avanti finora dal team belga come particolarmente rilevante, specie nelle ultime due stagioni. "Il nostro scopo non è di indagare le singole tombe, quanto di studiare i siti sepolcrali in generale, come anche le loro reciproche interrelazioni, per ottenere una comprensione maggiore dell´intera regione" ha dichiarato.

"Il nostro è uno studio comprensivo di un sito enorme, non ancora ben conosciuto, e stiamo portando avanti ricerche nelle differenti fasi di sviluppo, al fine di ottenere una cognizione più estesa di un´intera gamma di monumenti."

La missione si è occupata principalmente di un´area ancora poco scavata, e che rivela un uso continuato per il corso delle dinastie successive. Willems ha fatto menzione particolare dei cimiteri dell´Antico Regno, e di nuove evidenze di tombe di roccia del Primo Periodo Intermedio, tombe del Medio Regno e mastabe "riguardo le quali niente di serio è mai stato pubblicato" e strutture del Secondo Periodo Intermedio "per le quali furono usurpate pietre da strutture precedenti".

"Una delle sorprese sono le prove di un ampio cimitero del Secondo Periodo Intermedio, comprendente più di 100 tombe di roccia dotate di condotti che abbiamo appena iniziato ad indagare" ha dichiarato Willems. Egli sostiene che nessuna di esse era mai stata esaminata scientificamente fino a quando il suo team ha iniziato a lavorarvi nell´Aprile di quest´anno.

Per la sua posizione tre due siti archeologici ben noti Beni Hassan con le sue famose tombe del Medio Regno a nord e Tel Al-Amarna, la città del sole di Akhenaten, a sud Al Bersha attira oggi poche attenzioni.

Ad ogni modo, le cose erano differenti nel XIX secolo, dopo che due ufficiali navali inglesi, il Capitano Mangles ed il Luogotenente Irby, visitarono l´area e descrissero per la prima volta al mondo moderno la famosa scena del colosso su una slitta. La pittura serviva come un magnete per attrarre i visitatori a questo luogo fuori mano, ma sfortunatamente tali persone non ebbero cura della tomba, tagliando via le importanti iscrizioni dietro il rilievo del colosso e mutilando altre porzioni di esso.

Willems ha dichiarato che l´Egittologo e Botanico Inglese Percy Edward Newberry merita molto dei crediti per il lavoro nell´area. Newberry lavorava per il Fondo di Esplorazione dell´Egitto, al suo stadio iniziale, e, per via delle sue conoscenze botaniche, fu in grado di assistere Flinders Petrie quando scavava Hawara e Kahun. "Portò avanti il suo primo lavoro indipendente a Beni Hassan ad Al-Bersha tra il 1890 ed il 1894, e tracciò una mappa dell´area dove erano situate le tombe del Medio Regno, " ha spiegato Willems.

"Nel corso di un periodo di tre mesi, abbiamo concentrato il nostro lavoro in una piccola area, ri-scavando alcune di queste tombe e portando avanti una survey epigrafica."

Lo studio approfondito dei territori sepolcrali del Medio Regno è stato denso di soddisfazioni. "La missione ha scoperto alcuni fatti interessanti" ha dichiarato Willems. Gli archeologi hanno scoperto, per esempio, che le persone sepolte presso il margine della strada in un cimitero erano membri chiaramente privilegiati della comunità, in grado di costruirsi tombe di calcare ampie e ben costruite, per le quali usarono legno importato. Più in profondità nel wadi (valle) il gruppo ha trovato tombe più modeste dello stesso periodo, mentre la tomba del governatore, il membro più importante della comunità, fu costruita nella collocazione primaria, sulla cima di una sporgenza.

Willems ha spiegato che le tombe di roccia di Al-Bersha devono essere state simili a quelle di Beni Hassan, con un portico, un architrave supportato da un paio di colonne, una camera interna decorata e l´altare sul retro. Ad ogni modo sono state totalmente demolite da antichi minatori.

"Il calcare è stato prelevato dai massi di pietra, distruggendo le bellissime decorazioni. Quindi, il soffitto è crollato, lasciando una massa di detriti." Nella collina sono stati scavati dei tunnel ed i minatori hanno lasciato solo qualche supporto. "Niente dell´antica architettura può essere riconosciuto oggi" ha dichiarato.

Willems ha spiegato che oltre all´ubicazione delle tombe per persone di differenti strati sociali nel Medio regno, ed alle loro reciproche relazioni, vi erano differenze strutturali nelle tombe come anche nel corredo funerario, tutto ad indicare una società altamente diversificata. "Gioielleria di qualità è stata trovata nelle tombe ricche in posizione eminente, mentre gli oggetti nelle tombe delle persone più povere nel retro, erano modeste" ha dichiarato.

Una vasta area deve ancora essere scavata ad Al-Bersha. Oltre alle tombe di roccia dell´Antico Regno e del Primo Periodo Intermedio, e le sopra-menzionate tombe di roccia del Medio Regno e le mastabe (alcune delle quali furono riusate in tempi successivi), e molto deve essere imparato circa l´utilizzo delle cave di pietra nell´area tra il Nuovo Regno ed il Tardo Periodo che proseguì fino al Faraone Nectanebo I nel IV secolo a.C. e circa l´occupazione di alcune delle tombe degli eremiti copti.

Willems ha dichiarato che le miniere sono affascinanti, non solo per la grande quantità di iscrizioni demotiche sopravvissute e che devono ancora essere studiate, ma anche perché, malgrado alcune delle miniere si trovino in posizione isolata, alcune furono incise nelle tombe di roccia del Medio Regno.

Quando fu trovata la tomba del governatore, nel 1988, era in condizioni precarie, ma le pareti erano ancora erette. Il team sta tentando di restaurare la tomba, che si trovava in una condizione tanto fragile che si è resa necessaria la stabilizzazione come primo passo. Quel che è stato rivelato finora è un´imponente cappella dotata di colonne.

"Di fronte alla tomba ci siamo imbattuti in una notevole scoperta: una fila di piccole tombe create per coloro che avevano lavorato per il governatore" ha dichiarato Willems. "Nessun dubbio che volessero essere costruite quanto più vicine a quelle del loro ricco datore di lavoro, per continuare ad assicurargli i loro servigi, e ad essere nel contempo protetti dalla sua presenza anche nell´oltretomba".

Riproduzioni della famosa scena di una pittura nella tomba di Djehutihotep, che visse al tempo dei regni del Medio Regno dei Faraoni Amenemhet II, Senusert II e Senusert III (1932-1842 a.C.), mostrano la sua statua monolitica trasportata dalle miniere. E´ descritto come fatta di alabastro ("pietra da Hatnub") e di 13 metri di altezza, e può essere paragonata alla famosa scena del Palazzo di Sennecherib di Babilonia del trasporto di un colossale toro alato dalla testa umana. Entrambe offrono evidenze del semplice ma efficace metodo di trasporto nei tempi antichi.

La figura seduta sul trono, tutta bianca eccetto per il copricapo e la barba artificiale, è assicurata ad una slitta che la trasporta. Corde intrecciate sono assicurate alla pietra per mezzo di lacci di pelle di bue, e, sulle ginocchia della statua si trova una figura in piedi, che, battendo le mani, da il tempo agli uomini che trainano la slitta.

Di fronte alla statua si trova un sacerdote con un incensiere per benedire la figura. Prima arrivano quattro file di operai, 43 uomini in tutto, che tirano quattro cavi fissati alla parte anteriore della slitta. Gruppi di operai ed ufficiali accompagnano la statua, e sulla sommità della scena una folla gioiosa che reca rami nelle mani si fa avanti per incontrare la processione. Djehutihotep stesso segue la statua a piedi insieme con i suoi tre figli e attendenti. Quindi segue un lungo passaggio che descrive l´evento che è stato fortunatamente traslitterato prima della sua distruzione all´inizio del XIX secolo. L´artista che aveva decorato la tomba, e le cui sembianze su questo rilievo dipinto sono definite "Lettore, pittore di mummie, decoratore di questa tomba... Ameni-ankhu".