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26 Maggio 2009 ARCHEOLOGIA
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ARCHEOLOGIA: IN DIMINUZIONE GLI SCAVI CLANDESTINI
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Roma - Sono in diminuzione gli scavi archeologici clandestini in Italia, nei primi quattro mesi del 2009, i Carabinieri ne hanno scoperti solo sette. E' quanto hanno reso noto i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, presentando questa mattina l'esito di quattro operazioni che hanno portato alla denuncia totale di quindici persone e al recupero di diverse opere archeologiche trafugate in Italia. Nel corso del 2008 i Carabinieri hanno scoperto 238 scavi clandestini, mentre nel 2007 erano 207. "Si tratta di un trend in diminuzione - ha detto il colonnello Raffaele Mancino, comandante del Reparto operativo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale - questo e' stato possibile anche con l'aiuto delle diverse soprintendenze. Ma c'e' anche un calo dovuto alla diminuzione della richiesta dei beni archeologici da parte dei mercati internazionali per la disponibilita' dimostrata dallo Stato italiano di mettere in mostra opere con accordi con diversi musei nel mondo".

Con l'operazione denominata 'Phoenix' i Carabinieri hanno recuperato 251 reperti archeologici, per un valore di oltre 2 milioni di euro, in provincia di Aosta a Etroubles, al confine con la Svizzera. Si tratta di reperti frutto di scavi clandestini nel Lazio, nella Campania, Puglia e Calabria e che erano gia' stati individuati negli anni passati nell'ambito di indagini su un trafficante internazionale di opere d'arte, Giacomo Medici. I reperti erano stati acquistati da una galleria antiquaria di Ginevra cui i titolari hanno deciso di restituirle alle Autorita' italiane.

Fra i reperti recuperati una Kylix di Siana, due enormi Pithos Ceretani e numerose statuette votive ancora sporche di terra. Le statuette, secondo quanto accertato, sono state trafugate al Santuario ellenistico scoperto sulla via Scrimbia a Vibo Valentia. Alcune di queste statuette erano gia' state sequestrate nel '96 mentre venivano trasportate in treno in Germania. Si e' ora scoperto un nuovo trafugamento, sempre avvenuto dal sito della via Scrimbia, con l'utilizzo di una galleria sotterranea di decine di metri completa di binari e un carrellino da minatori per il trasporto. La galleria era stata realizzata nel garage di una abitazione nei pressi dell'area archeologica. Le statuette sono state recuperate ancora all'interno delle cassette per la frutta utilizzate per trasportarle in Svizzera. "I reperti sono provento di scavi clandestini - ha detto Angelo Bottini, sovrintendente per i Beni archeologici di Roma - avvenuti nell'alto Lazio, in Campania, Calabria e Puglia negli anni '80.

Le terrecotte provenienti da via Scrimbia documentano la cultura artistica della Magna Grecia".