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31 Luglio 2006 ARCHEOLOGIA
The Independent
LA NUOVA STONEHENGE FRANCESE. SEGRETI DI UNA MACCHINA DEL TEMPO NEOLITICA
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Alcuni mesi or sono, operai impegnati presso un terreno incolto nel sud della Bretagna, furono colpiti da un enorme masso di granito. Il titolare dell´impresa edile, pur non essendo uno storico, comprese immediatamente di cosa dovesse trattarsi: quel che restava di un menhir o pietra eretta neolitica sepolto, e decise di coprire lo scavo, prima che la cosa attirasse la curiosità di qualche impiccione. Non voleva che il lavoro di costruzione di sei bungalow lungo la costa fosse fermato per via di uno scavo archeologico di tempi probabilmente interminabili. Del resto, deve avere pensato, Carnac – il più grande sito neolitico al mondo, con una fila di pietre erette con oltre 3, 000 menhir nello spazio di quattro chilometri – si trova poco lontano. Non potrebbe bastare a soddisfare storici, turisti ed il Ministero della Cultura di Parigi?

Ma era già troppo tardi.

Qualcuno aveva notato il menhir semisepolto. La costruzione dei bungalow fu fermata per disporre uno scavo archeologico.

Come risultato, la nostra conoscenza della prima storia umana potrebbe esserne trasformata, o per lo meno arricchita. Al momento sono appena state completate le operazioni preliminari, ed uno dei più famosi esperti francesi di tempi neolitici ha dichiarato essere il risultato di un "miracolo". Altri hanno parlato di "macchina del tempo", qualcosa pari in significato a Carnac, Stonehenge o Newgrange nella Contea di Meath. Il sito potrebbe offrire, come una moderna Stele di Rosetta, indizi unici per svelare il codice di uno dei più importanti ed affascinanti capitoli dello sviluppo umano.

Il medio e tardo neolitico (o Età della Pietra) e prima Età del Bronzo nell´Europa occidentale – dal 4, 000 al 1, 5000 a.C.) – furono periodi di progressi rivoluzionari. L´uomo europeo creò ceramiche e addomesticò gli animali per la prima volta. Passò dalla caccia all´agricoltura. Emerse dalle caverne e costruì case. Passò dalle incisioni rupestri alla costruzione di elaborate tombe di terra e pietre, e – molti anni prima delle piramidi egizie – alla costruzione di allineamenti e circoli di pietre erette progettati con grande accuratezza e realizzati con enormi sforzi. Ve ne sono circa 3, 000 nelle sole Inghilterra, Irlanda e Bretagna. Ve ne sono anche sparse dalla Danimarca al Portogallo, e nel sud dell´Italia. Molte di queste sono state scoperte negli ultimi 50 anni. Molte rimangono avvolte dal mistero.

Gli archeologi che lavoravano al sito di Kerdruelland negli ultimi nove mesi, anno scoperto non uno ma 60 menhir perduti. Ritengono che siano stati eretti e quindi distrutti durante il "medio periodo" delle pietre erette nell´Europa occidentale, attorno al 2, 500 a.C. (lo stesso periodo in cui fu costruita Stonehenge probabilmente ad opera di invasori dalla Bretagna).

Poiché i menhir di Kerdruelland si sono preservati in fango e detriti per 4, 500 anni, potrebbero offrire nuove informazioni sul modo in cui simili allineamenti furono creati. Ai celebri siti di Carnac e Stonehenge, alcune delle pietre sono state spostate o rubate, o aggiunte nel corso dei secoli. Qui le pietre, alte fino a due metri, giacciono esattamente come quattro millenni e mezzo or sono; ed anche il terreno ed il sottosuolo sono del tutto intatti. Per questo gli studiosi sperano di poter recuperare elementi preziosi, come strumenti di selce e cocci di ceramiche.

Il fatto che le pietre siano state erette e quindi deliberatamente decapitate, più o meno nello stesso periodo di tempo, è un´altra scoperta significativa. Offre nuove evidenze che il neolitico fu un periodo di sommovimenti sociali e religiosi, guerre e rivoluzioni. In altre parole, i neolitici potrebbero essere stati "megalitici" - ossessionati da queste grandi pietre – ma non erano socialmente o culturalmente monolitici. Gli uomini antichi erano vari e sfaccettati almeno quanto gli uomini moderni.

Il professor Jean-Paul Demoule presidente dell´agenzia francese che sovrintende alla conduzione di scavi archeologici di particolare urgenza, ha dichiarato: "Il sito è, storicamente ed archeologicamente parlando, un miracolo. È anche un paradosso. Precisamente è perchè fu distrutto che si è mantenuto in un simile stato. Come un relitto custodito intatto dall´oceano."

Fino ad ora sono state trovate 60 pietre, alcune complete, alcune rotte, ma riteniamo che ve ne debbano essere molte altre attorno. Una volta che gli studiosi avranno stabilito dove si trovassero originariamente le pietre, si potranno trarre delle conclusioni basate su fatti scientifici, non su semplici congetture. Sarà possibile ad esempio comprendere se le pietre formassero originariamente linee, un circolo, o una forma tipica per la Bretagna, quella di ferro di cavallo.

Kerdruelland oggi è una striscia di terra lungo la costa; piuttosto banale se non fosse per le coperture di plastica che proteggono i recenti ritrovamenti dalle tempeste estive. Avere un´idea di cosa dovesse sembrare circa 4, 000 anni non deve essere difficile. Otto miglia ad est si trovano tre ampi allineamenti di pietre, ed i "cromlechs" associati, circoli di pietre presso Carnac.

Le pietre sono grandi e piccole, dritte e curve, per lo più erette ancora dove sono state trovate. Si allungano nella distanza, offendo indizi sul perché siano stati disposti in quel modo.

Gli storici neolitici ritengono che le file originali di pietre a Carnac indicassero una sorta di strada cerimoniale, che conduceva ad un ampio raggruppamento di pietre, o "cromlechs", dove avvenivano raduni rituali. Le prime pietre potrebbero essere state erette attorno al 3, 500 a.C. – 1, 000 anni prima di quelle di Kerdruelland.

Nella sua opera di recente pubblicazione "The stone circles of Britain, Ireland and Brottany" (Yale University Press) l´esperto neolitico inglese Aubrey Burl suggerisce che agli originari, semplici corsi di pietre di Carnac, siano stati ampliati e confusi fino ai tempi Romani, e forse perfino in tempi più recenti, conservando la tradizione locale di aggiungere un paio di pietre ogni anno.

Di qui, la frustrazione degli archeologi e degli storici del neolitico. Il professor Burl riferisce anche di un caso evidente osservato ad un circolo di pietre di Hampton Down nel Dorset. Una fotografia scattata nel 1908 mostra 16 pietre erette. Una del 1964 ne mostra 28. Scavi successivi suggeriscono che solo 8 di queste fossero genuine. Ma quali?

Il professor Burl lamenta anche che la nostra comprensione delle pietre erette è stata distorta da Stonehenge, che è straordinaria, ma atipica.

La maggior parte dei circoli usano pietre raccolte nelle vicinanze. È raro che le rocce venissero intagliate altrove e quindi trasportate al sito. Le rocce dell´anello principale di Stonehenge sono un´eccezione. Provengono da 20 miglia di distanza, ed è stimato ci siano voluti 200 uomini per trascinare ogni lastra per 100m al giorno. L´ambiziosa realizzazione di Stonehenge però non trova eguali in altri monumenti neolitici, e rappresenta, secondo Burl un esempio unico di "follia megalitica". La maggior parte degli altri circoli di pietre sono stati messi insieme pezzo dopo pezzo, e sono mutati nel corso dei secoli.