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1 Marzo 2005 ARCHEOLOGIA
The Guardian
ANTICA MAPPA O FALSO?
tempo di lettura previsto 3 min. circa

Una delle più acclamate scoperte archeologiche tedesche un disco datato a 3, 600 anni or sono, ritraente stelle e pianeti si trova al centro di una disputa, a seguito di nuove teorie secondo le quali sarebbe solo una falsificazione moderna.

Secondo l´establishment dei Musei tedeschi, il Disco del Cielo di Nebra sarebbe la più antica riproduzione dei cieli mai scoperta, ed offrirebbe una peculiare visione del pensiero umano nell´età del Bronzo.

Ma l´autenticità del reperto è messa in discussione da uno dei maggiori archeologi del paese, Peter Schauer dell´Università di Rengensburg. Questi ha dichiarato in tribunale a Halle che il reperto non sarebbe niente più che una falsificazione amatoriale.

Il Prof Schauer ha dichiarato che la patina verde dall´aspetto antico sul reperto non è antica affatto, e che sarebbe stata cerata artificialmente in laboratorio, con l´impiego di acidi, urea e di una fiamma ossidrica.

La dentellatura del fianco del disco, inoltre, non sarebbe stata creata da uno strumento dell´Età del Bronzo, ma a macchina, ha aggiunto.

"I miei colleghi non vogliono credermi. Ma vi sono pochi dubbi che si tratti di un falso" ha dichiarato. "Oh, senza dubbio l´aspetto è accattivante, e la suggestione è forte. Riproduce le stelle ed il cielo. Si possono persino vedere le Pleiadi. Ma mi dispiace dire, che è un falso."

Il disco sarebbe stato trovato nel 1999 da due appassionati di metal detector, in un terreno fangoso presso una collina fortificata preistorica, presso la città tedesca di Nebra, insieme a due antiche spade e gioielli. Gli archeologi dilettanti, a seguito del ritrovamento, tentarono di vendere il disco a veri musei tedeschi per un milione di marchi.

In seguito, la polizia della città svizzera di Basilea procedette al loro arresto, e i due scopritori furono in seguito condannati per appropriazione di beni rubati. La coppia ha presentato appello alla sentenza, sostenendo che se il disco è un falso, come si sostiene, non vi sarebbero state ragioni per la condanna di primo grado.

La scorsa settimana un giudice di Halle ha convocato il Professor Schauer in qualità di esperto, dopo che questi aveva scritto una lettera al quotidiano Frankfurter Allgemeine lo scorso novembre, in cui dichiarava che il disco fosse un falso.

Altri esperti, invece, hanno respinto le affermazioni di Schauer. "Un esame della patina ha confermato l´antichità delle sue origini. Non ho dubbi si tratti di un reperto originale dell´Età del Bronzo" ha dichiarato un altro professore, Josef Riederer, alla corte. I test hanno rivelato che il disco proveniva dal sito di Nebra, ha sostenuto un altro esperto, Gregor Borg.

Il caso ha imbarazzato gli ambienti della cultura tedeschi, che avevano salutato il disco come la più sensazionale scoperta archeologica dell´ultimo secolo. Il disco, con le sue applicazioni d´oro, sarebbe la prima rappresentazione concreta del cosmo, conosciuta fino ad oggi, ed una scoperta chiave non solo per l´archeologia ma anche per l´astronomia e la storia della religione, hanno sostenuto gli esperti. Probabilmente appartenne ad un principe dell´Età del Bronzo, che scambiava i suoi beni in commerci attraverso tutta Europa.

Migliaia di tedeschi si sono recati alla mostra di Halle per ammirare il reperto.

Ieri il Professor Schauer ha dichiarato che il disco potrebbe essere stato prodotto dagli sciamani della Siberia, e che probabilmente non ha più di "due o trecento anni". Alla domanda se non potrebbe forse ingannarsi, ha risposto: "Ho trascorso 19 anni della mia vita ad esaminare scoperte dal mondo antico e romano. So di cosa parlo".

Con tutta probabilità il giudice si pronuncerà sul caso la prossima settimana.