sei in Home > Archeologia > News > Dettaglio News
11 Luglio 2003 ARCHEOLOGIA
Heramagazine.net
Nuove scoperte sui costruttori delle piramidi di Giza
tempo di lettura previsto 2 min. circa

Una quindicina di nuove tombe è stata scoperta nella piana di Giza, a breve distanza da quella che è chiamata Necropoli dei costruttori delle piramidi, in un'area a sud-est della sfinge e a sud di Heit El Ghorab (Muro del Corvo). Le tombe, alcune delle quali di forma piramidale, furono edificate con mattoni di fango, con armature in pietra calcarea, basalto e granito. Gli scheletri sono stati rinvenuti immediatamente sotto la struttura in mattoni.

I sepolcri presentano una lunga camera interna con due false porte, attraverso le quali il defunto poteva comunicare con i vivi e ricevere offerte.

La scoperta rivela molto sul ciclo della vita e della morte nell'Antico Regno, tanto quanto le sepolture dei reali e dei nobili che circondano le piramidi a nord del muro.

I resti umani rinvenuti nell'area permettono di concludere che la classe operaia costituisse circa l'80% della popolazione, mentre regnanti, nobili e sacerdoti ammontassero al restante 20 %.

Lo studio degli scheletri rivela un numero equivalente di maschi e femmine. Molti soggetti giacevano in posizione fetale, con il viso rivolto a est e la sommità del capo verso nord. La maggior parte degli uomini morì tra i 30 e i 36 anni.

Si è, inoltre, scoperto che l'età media delle donne non superasse i 30 anni, il che, con tutta probabilità, si deve attribuire ai decessi per parto.

I notabili godevano senza dubbio di una salute migliore, come provano gli scheletri provenienti dal complesso di mastabe situato a ovest della piramide di Cheope. Fra i nobili, le donne vivevano da 5 ai 10 anni in più rispetto a quelle appartenenti alle comunità operaia e artigiana.

Rispetto ai resti delle mastabe, lo studio delle ossa degli operai ha rivelato una maggiore incidenza e gravità dell'artrite degenerativa, osservabile soprattutto nelle vertebre lombari e nelle ginocchia, segno evidente di un lavoro pesante.

Fratture semplici e multiple sono state riscontrate negli scheletri di entrambe le classi Frequenti sono le fratture di radio, ulna, omero e fibula.

La maggior parte delle fratture è completamente guarita. Il perfetto allineamento dell'osso indica che le fratture furono steccate.

Abbiamo trovato due casi, entrambi individui di sesso maschile, che suggeriscono un'amputazione della gamba sinistra e del braccio destro. Le estremità cicatrizzate degli arti provano che le amputazioni ebbero successo.

Lo scrupoloso trattamento medico che questi operai ricevettero è contraddice la comune opinione che i faraoni utilizzassero schiavi per costruire le piramidi, idea vecchia quanto gli scritti di Erodoto.

Il tipico scenario degli schiavi oppressi e frustati dalle guardie del Faraone trova conferma nel racconto dell'Esodo e nell'opera dello storico Josephus, attivo nel I secolo d.C.. In realtà, i costruttori delle piramidi non erano schiavi, ma contadini coscritti che lavoravano a rotazione, sotto la supervisione di abili artigiani e operai specializzati.