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17 Dicembre 2003 ARCHEOLOGIA
BBC News online
L´uccellino di avorio svela antiche abilità
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Un pezzo scolpito di avorio di mammut potrebbe essere la prima rappresentazione di un uccello nella storia dell´archeologia.

La figurina di 30, 000 anni, trovata nella Grotta di Hohle Feols nella Valle di Ach, in Germania, raffigura quello che sembra essere un cormorano nell´atto di tuffarsi, con le ali chiuse.

E´ stato trovato con altre incisioni di stile simile, una modellata come la testa di un cavallo, un´altra mezzo animale, e mezzo umano.

Gli esperti hanno dichiarato alla rivista Nature che le figurine sono tra gli esempi più squisiti della prima arte umana. Non è possibile però affermare con certezza quale particolare specie di ominide abbia creato gli oggetti.

Ad ogni modo, il professor Nicholas Conard, del dipartimento di Preistoria ed Ecologia Quaternaria presso l´Università di Tubinga, sostiene che gli scultori erano probabilmente moderni umani (Homo sapiens).

"La nostra convinzione si basa sugli strati geologici nei quali sono state individuate le figurine - del Paleolitico Superiore - normalmente associati ai moderni umani, e non ai Neanderthaliani" ha dichiarato alla BBC News Online.

Le figurine sono piuttosto piccole. Il cormorano misura 4, 7 cm, e reca un piccolo foro nel becco. Ha le gambe, ma non ha traccia di zampe. La schiena reca una serie di linee distinte che potrebbero rappresentarne le piume.

La testa di animale (a destra) era probabilmente il ritratto di un cavallo, ha dichiarato il Professor Conard. Anche qui i dettagli sono raffinati: la bocca, le narici e gli occhi dell´animale sono delineati con linee precise.

La terza figura (sotto) è di più difficile interpretazione. Alta solo 2, 5 cm ha indubitabilmente fattezze umane come spalle, braccia corte ed un orecchio delicatamente inciso, ma il volto sembra più quello di un leone.

Il professor Conard suggerisce che l´oggetto possa avere avuto un uso simbolico associato allo sciamanesimo, una sistema di credenze magico-religiose arcaico, che individuava connessioni tra il mondo visibile ed il mondo degli spiriti.

La collezione comprendo un gruppo di più di 20 figurine, tutte di età similare (30, 000 o più anni di età) recuperate in quattro diversi siti delle Valli di Ach e Lone: Vogelherd, Geissenklosterle, Hohlenstein-Stadel and Hohle Fels.

Queste scoperte supportano l´idea che l´abilità artistica fosse straordinaria già ai primordi della specie.

Conard ha aggiunto: "abbiamo sempre creduto che l´abilità avrebbe richiesto un certo tempo per evolvere – ritenevamo che i più semplici disegni tracciati con il carbonico fossero i più antichi ed i dipinti i più recenti. E invece la datazione al carbonio ci mostra ora che alcune delle più belle ed elaborate pitture siano tra le cose più antiche che abbiamo.

"Questo tipo di scoperte è la prova per me che, ad iniziare da quel periodo, o non più tardi di quel tempo, esistevano modi di vivere che non sono poi tanto differenti dal nostro – almeno in termini di complessità e di comunicazione simbolica".

E´ stato sostenuto che esistano anche figurine molto più antiche – risalenti addirittura a centinaia di migliaia di anni or sono. La figura di Berekhat Ram da Israele e la figurina Tan-Tan del Marocco, per esempio, sono state presentate come opere dell´Homo erectus. Ma molti ricercatori scettici ritengono che questi oggetti siano semplici accidenti di natura; oggetti modellati in sagome vagamente umane mediante processi geologici del tutto fortuiti.