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4 Giugno 2003 ARCHEOLOGIA
IOL News
Gli archeologi alla ricerca degli antichi dei
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Ankara Un team internazionale di archeologi inizierà presto un´azione di recupero sulla sommità del Monte Nemrut, nella Turchia orientale, dove colossali statue di circa duemila anni or sono, raffiguranti antiche divinità, stanno soffrendo l´inquinamento atmosferico, secondo quanto riferito dal capo del progetto.

Hermen Brijder, un archeologo tedesco, ha dichiarato che il piano di lavoro, che include il restauro, il recupero ed un´opera di preservazione sulle antiche opere, richiederà almeno otto anni.

Il sito, nella provincia orientale di Adiyaman, è stato eretto dal sovrano Antiochus I (69-34 a.C.) che si ritiene discendesse da Apollo.

Circa 200 000 metri cubi di pietra sono stati tagliati manualmente dalla cima della montagna per dar luogo ad una piattaforma artificiale, dove il re ha eretto una statua di se stesso, accanto a quelle di Apollo, Zeus ed altre antiche divinità.

I 10 monumenti sono altri circa 10 metri e sono ricavati da blocchi di pietra del peso di almeno 6 tonnellate.

Le teste gigantesche, insieme ad un gran numero di rilievi ed iscrizioni, ora si trovano disposte sulla cima di una montagna, a circa 2150 metri di altezza, e formano una scena impressionante, da molti definita l´ottava meraviglia del mondo.

Brijder ha dichiarato che pianificano di riparare alcune delle sculture, mentre altre saranno trasferite ad un museo per proteggerle dall´impatto distruttivo dell´inquinamento atmosferico.

I resti, ormai danneggiati dal tempo e dai visitatori senza riguardo, sono stati inseriti nella Lista del Patrimonio dell´Umanità dell´UNESCO nel 1987 come una delle costruzioni più ambiziose del periodo ellenistico, a seguito della caduta dell´impero di Alessandro magno.

Gli archeologi ritengono che la tomba di Antioco I sia essa stessa locata al sito e si aspettano sia importante e ricca come quelle dei faraoni egizi.