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29 Gennaio 2002 ARCHEOLOGIA
cnn.com
L´Arco di Adriano pronto al restauro
tempo di lettura previsto 2 min. circa

Atene, Grecia L´Arco di Adriano, situato ai piedi dell´Acropoli, una volta separava il vecchio dal nuovo nella città di Atene. Ora i restauratori sperano di poter aiutare l´antico monumento a riacquistare parte della sua gloria passata.

Le impalcature avvolgono metà del scultura Romana, e gli archeologi esaminano il marmo dell´Arco per determinare il metodo migliore per restaurarlo, ripulirlo e proteggerlo.

"I restauratori studieranno il problema dell´inquinamento che ha incrostato l´arco ed il modo in cui possa essere rimosso nel modo meno doloroso" riporta Dimosthenis Giraud, che guida le operazioni.

"I restauratori vedranno inoltre come intervenire sulle spaccature più serie".

Costruito nel 131d.C. dall´Imperatore Romano Adriano, l´arco serviva come via d´accesso tra l´antica città greca di Atene e le sezioni più nuove della città. Ora si trova innanzi ad una delle più trafficate vie di Atene.

La struttura alta 60 piedi, fu costruita con il marmo ricavato dalle vicine cave di Monte Pentesi, lo stesso usato per il Partenone. L´arco centrale del monumento è supportato da colonne coronate di capitelli Corinzi.

Due iscrizioni sono incise sull´architrave, una su ciascun lato.

Sul lato che guarda l´Acropoli, l´incisione dice: "Questa è Atene, l´antica città di Teseo". Sul lato che guarda la città nuova, invece, si legge: "Questa è la città di Adriano e non di Teseo".

Un´altra serie di pilastri corinzi, simili, anche se più piccoli, a quelli del vicino tempio di Zeus, torreggiano sulla cima della struttura.

Giraud riferisce che i tecnici devono riuscire a capire come ripristinare l´originaria stabilità della struttura, poiché otto delle colonne che ornavano il monumento sono state rimosse più di 250 anni or sono.

Gli studi dovrebbero durare circa tre mesi, mediante esami accurati di campioni prelevati da un´area pari a circa metà del monumento.

L´esame di questi campioni offrirà un´indicazione di massima delle operazioni necessarie sull´intera superficie dell´arco, ha riferito Giraud. I risultati saranno quindi presentati al Consiglio Centrale di Archeologia per il via libera al restauro vero e proprio.


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