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6 Gennaio 2005 ARCHEOLOGIA
Penn Museum
AL VIA IL PROGETTO ARCHEOLOGICO TIWANAKU DEL PENN MUSEUM
tempo di lettura previsto 4 min. circa

Gli archeologi del Museo dell´Università di Pennsylvania al lavoro all´antico sito di Tiwanaku in Bolivia un sito a volte chiamato la "Stonhenge Americana" hanno unito le loro forze a quelle di un team di ingegneri, matematici, esperti di informatica e antropologi del Dipartimento di Computer e Scienza dell´Informazione dell´Università di Pennsylvania, della Scuola di Ingegneria, il Centro per l´Avanzamento delle Tecnologie Spaziali dell´Università dell´Arkansas, e del Dipartimento di Antropologia dell´Università di Denver, per iniziare un progetto di esplorazione su larga scala degli strati immediatamente al di sotto della superficie, usando equipaggiamenti e tecniche che potrebbero rivelarsi il futuro della ricerca archeologica.

Il loro progetto pilota di collaborazione, della durata di tre anni, reso possibile da un finanziamento di 1.05 milioni di dollari della Fondazione Nazionale della Scienza, è chiamato "Informatizzazione e Recupero di Strutture Archeologiche in 3D dalla Ricognizione Sub-Superficiale". Cerca di raccogliere dati di strutture archeologiche tridimensionali da - approssimativamente - 60 acri sotterranei di Tiwanaku senza l´aiuto della vanga degli archeologi.

"Quel che è nuovo, e specialmente emozionante, circa questo progetto, è il modo in cui procederemo andando oltre l´impiego delle survey geofisiche, che gli archeologi hanno condotto con crescente regolarità nel corso dell´ultimo decennio" ha notato il Dr. Alexei Vranich, della sezione Americana di Ricerca Associata al Museo di Archeologia e Antropologia dell´Università di Pennsylvania, uno dei principali ricercatori e Direttore di Campo, con Jose Maria Lopez Bejarano, allo scavo di Tiwanaku dal 1995.

"Il problema è stato recentemente una sorta di collo di bottiglia tecnologico, dove ampie aree sono esplorate, ma gli sforzi per processare e fondere i dati da sensori multipli ha considerevolmente rallentato il processo. Utilizzando i livelli raggiunti di evoluzione tecnologica ed informatica, potremo essere in grado di sviluppare una metodologia per processare rapidamente ed efficacemente l´immenso ammontare di dati sub-superficiali che abbiamo raccolto. Ciò permetterà agli archeologi di raggiungere una più profonda comprensione dell´ampio contesto spaziale dei siti del complesso urbano, come Tiwanaku".

"La nostra collaborazione con gli antropologi risale a due anni or sono, quando abbiamo iniziato a costruire modelli in 3D di strutture superficiali dalle immagini fotografiche" ha notato il DR. Kostas Daniilidis, Principale Ricercatore e Professore Associato, Dipartimento di Informatica e Scienza dell´Informazione, all´Università di Pennsylvania. "La sfida scientifica in questo progetto NSF è risolvere il problema inverso: recuperare strutture superficiali in 3D dalle loro proiezioni topografiche. Vorremo veramente risolvere il collo di bottiglia tra l´immenso ammontare di dati dei segnali non processati e le significative informazioni nella forma dei modelli geometrici in 3D."

Una monumentale città sugli altipiani boliviani, 13, 000 piedi sopra il livello del mare ed uno dei 754 siti riconosciuti Patrimonio dell´Umanità, Tiwanaku è circondato da catene montuose, ed il Lago Titicaca giace sul suo lato occidentale. I massicci, solidi blocchi di una pietra non indigena sulla distesa pianeggiante centrale, gli hanno valso il nome de "la Stonehenge delle Americhe" e, nel corso degli anni, hanno alimentato svariate teorie circa il modo in cui il sito venne ad esistenza.

Negli ultimi 10 anni, squadre di archeologi del Museo dell´Università di Pennsylvania e di altri istituti di ricerca, hanno compiuto progressi sulla comprensione di questo sito enigmatico, e più informazioni si scoprono con il passare degli anni. Gli archeologi hanno concluso che l´antica città fu occupata tra il 500 ed il 1, 000 d.C., quindi abbandonata centinaia di anni prima dell´arrivo degli Inca nel XV secolo. Per via del clima arido che erose tutte le pareti esterne di questa città, e la perdita delle pietre di superficie, razziate dalle popolazioni locali nel corso degli anni per costruzioni successive, molta parte della preesistente struttura urbana è andata perduta. La perdita di dati superficiali, e la grande dimensione del sito, stimata in circa quattro miglia quadrate, ha reso particolarmente difficile agli archeologi approfondire la loro comprensione dell´organizzazione spaziale del complesso del sito. Il lavoro finanziato dalla Fondazione Nazionale della Scienza inizierà nel giugno del 2005, e continuerà per sei settimane, ogni estate, fino al 2008.

I principali ricercatori al lavoro con il Dr. Vranich ed il Dr. Daniilidis comprendono: il Dr. George Biros, Professore Assistente, Dipartimento di Ingegneria Meccanica&Applicazioni Meccaniche all´Informatica e alla Scienza dell´Informazione, Università di Pennsylvania; il Dr. Jianbo Shi, Professore Assistente, di Scienza dell´nformazione Computerizzata, Università di Pennsylvania; il Dr. Lawrence Conyers, Professore Associato di Antropologia, Università di Denver, Colorado; ed il Dr. W. Fredrick Limp, Direttore del Centro per l´Avanzamento delle Tecnologie Spaziali e Professore, Dipartimento di Antropologia, Geoscienze e Dinamiche Ambientali, Università dell´ Arkansas, Fayetteville.

Per maggiori informazioni sugli scavi di Tiwanaku, è possibile visitare il sito del Museo (in lingua inglese): http://www.museum.upenn.edu/new/research/Exp_Rese_Disc/Americas/tiwanaku/index.shtml

Il Museo di Archeologia ed Antropologia dell´Università di Pennsylvania è dedicato allo studio e alla comprensione della storia e della diversità umana. Fondato nel 1887, il Museo ha inviato più di 400 spedizioni archeologiche ed antropologiche in tutti i continenti abitati del mondo. Il museo è situato in 3260 South Street, Philadelphia, PA 19104 ed è raggiungibile via Internet all´indirizzo: http://www.museum.upenn.edu