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31 Ottobre 2004 ARCHEOLOGIA
TheStar.com
SCAVARE I MISTERI MAYA
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CALGARY – Le parole "Maya" e "mistero" non sono mai disgiunte quando si parla alla civiltà che dominò il Centro America per almeno sette secoli prima di crollare – misteriosamente appunto – attorno al 900 d.C.

L´archeologa Kathryn Reese-Taylor, professore presso l´Università di Calgary, sta attualmente scavando uno dei più intriganti di questi molti misteri, una città "perduta" che non solo sopravvisse chiusa tra due superpotenze maya in lotta, ma che potrebbe anche aver segnato un nuovo percorso culturale e linguistico.

Lavorando con i ricercatori da Australia e Guatemala, la Reese-Talyor co-dirige il team che svolge gli scavi alle rovine di Naachtun, un´antica città situata nel cuore geografico della civiltà Maya.

La posizione nel Guatemala settentrionale – tra i centri maya di Tikal e Calakmul, attraverso il confine con il Messico – è così remota che Naachtun è stata scoperta... due volte.

"E´ completamente inesplorata, eccetto quel che abbiamo fino ad ora" ha dichiarato l´archeologa quarantasettenne.

"Quel che la rende differente è che molti di questi edifici sono ancora in piedi. Non sono crollati come in molti altri siti maya".

Solo raggiungere il sito comporta un percorso di 30 km a piedi e a dorso d´asino, quando le forti piogge non rendono la strada sterrata del tutto impraticabile, perfino per i veicoli fuoristrada. Problemi aggiuntivi includono la mancanza di acqua potabile, i serpenti velenosi ed i predatori di tombe.

"Il saccheggio è stato massiccio, ed include alcune delle prime tombe. Sono proprio i reperti di cui si ha bisogno per rispondere ai misteri di questa grande civiltà perduta" spiega la Reese-Taylor.

Il team di 40 membri è stato impegnato in 25 scavi nel corso dei primi tre mesi di spedizione questa primavera ed ha solo grattato la superficie. I ricercatori stimano che il sito di Naachtun vanta almeno 100 edifici pubblici.

L´antica città probabilmente copriva un´area circolare che si estendeva per una dozzina di chilometri da un´estremità all´altra e conteneva circa 500 edifici per una popolazione di 40, 000 persone al suo culmine.

La Reese-Taylor ritiene che Naachtun potrebbe aiutare a colmare alcuni dei vuoti circa il crollo finale della civiltà classica Maya, e questo è particolarmente interessante, perché i Maya raggiunsero un considerevole livello di sviluppo.

Mapparono i cieli, svilupparono il solo sistema di scrittura nativo delle Americhe e furono maestri nella matematica e nel calcolo calendariale – il tutto mentre in Europa si sviluppava il Medio Evo.

Al picco della loro civiltà nell´VIII secolo, il cuore del regno Maya nel nord del Guatemala e nello Yucatan era probabilmente la regione più densamente popolata del mondo.

Nel corso di un´esposizione al Museo della Civiltà di Hull, aveva dichiarato:

"Senza il vantaggio di strumenti di metallo, bestie da soma o perfino della ruota, sono stati in grado di costruire ampie città con un livello incredibile di perfezione e varietà architettonica. La loro eredità nella pietra, che è sopravvissuta in forme spettacolari in luoghi come Palenque, Tikal, Tulum, Chichen Itza, Copan e Uxmal, si perpetua nel tempo, come anche i sette milioni di discendenti della civiltà classica maya."

I Maya effettivamente soffrirono due principali crolli: il primo tra il 150 ed il 200 d.C.; il secondo, finale, un declino lungo un secolo ad iniziare dall´800 d.C. circa, che vuotò molte delle loro grandi città.

"Con tutta probabilità siamo in procinto di scoprire che cosa abbia causato il crollo finale" ha dichiarato la Reese-Taylor, riferendosi agli archeologi che studiano i siti maya in Guatemala, Belize, Honduras e Messico.

I ricercatori ritengono generalmente che una combinazione di tre fattori – quel che la Reese-Taylor chiama "il colpo dell´uno-due-tre" – innescò il crollo di molte città maya: continue guerre tra re rivali, ultra-sfruttamento del fragile ecosistema e decenni di siccità.

I risultati furono carestie ad iniziare del 750 d.C. e migrazioni di massa al nord.

Eppure alcune città maya erano ancora in perfetta efficienza quando i conquistadores spagnoli arrivarono nel XVI secolo.

L´ultimo sito maya indipendente non cadde fino al 1697.

Molto tempo dopo l´assalto spagnolo, i Maya a Naachtun avevano sviluppato la loro abilità di sopravvivenza politica. Per circa tre secoli, prosperarono malgrado si trovassero sotto il fuoco incrociato dei continui stati di guerra tra due superpotenze vicine: Tikal, 65 chilometri al sud, e Calakmul, 45 a nord.

Queste affiliazioni lasciarono comunque il loro marchio culturale.

Vari edifici mostrano influenze da entrambe le superpotenze, ma si legge anche un terzo stile nella regione attorno al Rio Bec, una città ancora più a nord.

Questi edifici particolari apparvero dopo il 630 d.C.

Per i decenni successivi, Naachtum in qualche modo sconfisse la superpotenza di Calakmul in una guerra.

"Potrebbe avere avuto un amico potente a Rio Bec e fu in grado di prevalere grazie a questo aiuto" ha dichiarato la Reese-Taylor.

Ulteriori indizi circa la diversità culturale della città perduta stanno emergendo dalla decifrazione dei geroglifici incisi sulle lastre di pietra cerimoniali.

Conosciute come stele, le lastre commemorano eventi nelle vite dei re maya, come nascite, morti e l´assunzione di uffici. Naachtum è particolarmente ricca di queste testimonianze, con più di due dozzine di lastre ancora intatte.

Vi sono già alcuni indizi nella scelta di simboli come "glifi": sembrerebbe l´insieme dello stile di una scrittura di corte da una regione e di uno stile gergale da un´altra. Gli archeologi stanno alacremente catalogando le ceramiche e gli altri reperti con un occhio particolare alla scoperta di ulteriori evidenze del fatto che Naachtun fosse un crogiolo di tendenze culturali ed etniche.

"Quel che mi guida è il tentativo di comprendere la complessità dell´area" ha dichiarato la Reese-Taylor.

"Come hanno potuto i diversi linguaggi, le differenti etnicità, i differenti sistemi politici unificarsi in una sola regione in modo così coerente?"

I ricercatori di oggi possono trattare simili argomenti solo grazie ai decenni di precedenti lavori sul campo, nel quale gli archeologi canadesi hanno giocato un ruolo sostanziale. Il Royal Ontario Museum di Toronto, per esempio, ha portato avanti investigazioni pionieristiche a Lamanai, una città maya in Belize.

E svelare i segreti del sistema di scrittura con i suoi 600 glifi è una missione così complicata da essere stata raccontata in diversi libri, tra cui "Breaking The Maya Code" di Michael Coe. Tutte le narrazioni riportano il credito per la scoperta chiave di Dave Keeley, dal dipartimento di archeologia di Calgary - ora in pensione - e dal suo allora studente Peter Mathews.

Ora docente di archeologia all´Università di La Trobe a Melbourne, Australia, Mathews è un collaboratore nella ricerca di Naachtun. Il co-direttore guatemalteco del progetto è Martin Ranger, un archeologo dell´Università di San Carlos.

Il budget annuale per la ricerca di Naachtun ammonta a circa 15, 000$, la maggior parte dei quali provengono dal Consiglio per la Ricerca di Scienze Sociali e Umane, un´agenzia di credito federale.