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23 Settembre 2001 STORIA
LeMonde.fr
Ritrovare l'Atlantide
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Un geologo francese sostiene di aver localizzato l´isola sommersa di Atlantide ad ovest dello Stretto di Gibilterra, nel luogo preciso in cui l´aveva collocata Platone, nel IV sec a.C., secondo quanto si legge nei due dialoghi in cui aveva ampiamente trattato di questa terra mitica. "Curiosamente, nessuno ha mai preso in seria considerazione la localizzazione più evidente, che è suggerita nei testi di Platone -nominativamente il "Timeo" ed il "Crizia" - in cui si trovano le prime descrizioni di Atlantide e della sua scomparsa, basati su racconti sentiti in terra egiziana" ha dichiarato Jacques Collina-Girard, l´autore della ricerca. Secondo il filosofo greco, l´Atlantide si sarebbe collocata subito a ridosso elle colonne d´Ercole, oggi conosciute come Stretto di Gibilterra. Questi testi sono all´origine di infinite leggende e speculazioni, ed il mito ha ispirato le menti di poeti e romanzieri. L´opera di Jacques Collina-Girard, specialista di morfologia marina (CNRS-Università di Aix-Marsiglia), si occupa in particolare degli ultimi 20000 anni, e dei movimenti della popolazione all´interno dell´Europa e dell´Africa del Nord alla fine dell´ultima età glaciale, circa 19000 anni fa. Per comprendere se le genti del paleolitico possano avere attraversato lo stretto, Collina-Girard ha disegnato una carta relativa alla morfologia dell´Europa all´epoca, derivando che il livello del mare fosse di circa 130 metri inferiore a quello odierno. Questa ricostruzione rivela l´esistenza di un antico arcipelago, avente una posizione precisamente identica a quella in cui Platone situa l´Atlantide. "Si trovava davanti alle Colonne d´Ercole", scriveva Platone, ad ovest di Gibilterra. Il passaggio era più stretto di oggi, e formava una sorta di mare interno dentro il quale si trovava l´Atlantide. Il livello del mare nell´era post-glaciale, circa 11000 anni fa, aumentava di due metri per secolo, secondo gli studi condotti sulle barriere coralline della zona. E´allora, secondo quanto suggerisce Jacques Collina-Girard, che l´isola si inabissò; e anche Platone dice che ciò accadde circa 9000 anni prima della sua epoca.

Ma ci sono dettagli inconciliabili con il racconto di Platone: ad esempio egli diceva che si trattasse di una terra "più grande della Libia e dell´Asia riunite", mentre secondo Collina-Girard l´isola non aveva che una dimensione di 14 chilometri per 5. La spiegazione data per questo errore, commesso col passare delle generazioni, è dovuto alla conversione delle misure egiziane nelle unità di lunghezza utilizzate dai greci.

Platone parla anche di un´attività vulcanica che avrebbe fatto precipitare la situazione di Atlantide, e quindi la sua scomparsa, ma secondo il ricercatore francese, si è voluto senza dubbio abbellire la storia... "I Greci conoscevano bene le eruzioni vulcaniche; e proprio un´eruzione poteva costituire un destino più plausibile e drammatico che una semplice alterazione del livello del mare" suggerisce il ricercatore. Jacques Collina-Girard ritiene inoltre che Platone avesse largamente fatto uso di questo racconto a scopi mitici, anche per sostenere la sua concezione politica della Repubblica ideale.

"Il mito di Atlantide rinvia ad eventi geologici di portata eccezionale. E questa crisi è ancora più catastrofica perché riguarda un mondo che aveva raggiunto il suo pieno apogeo alla fine del paleolitico, dell´ultima era glaciale" conclude il ricercatore francese.


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