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22 Settembre 2013 PALEONTOLOGIA
Leonardo Debbia Gaia news
Furono i Neanderthal, 45mila anni fa, a nutrirsi di salmone del Caucaso?
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Perchè gli esseri umani anatomicamente moderni hanno sostituito i Neanderthal in Europa circa 40mila anni fa?

Un'ipotesi sostiene che i Neanderthal fossero alquanto rigidi nelle loro abitudini alimentari, scegliendo tra i grandi mammiferi erbivori, cavalli, bisonti e mammut, di cui erano predatori, mentre i Sapiens avrebbero attinto ad una più ampia varietà di risorse alimentari, tra cui il pesce. Questa flessibilità nella dieta dei Sapiens, secondo alcuni, sarebbe stata di grande vantaggio nella concorrenza con i Neanderthal e avrebbe deciso il loro successo finale.

Nella cartina è mostrata la posizione della caverna di Kudaro 3 sulle montagne del Caucaso

L'ipotesi citata non tiene conto di recenti scoperte nella vallata del Rodano, in Francia, i cui siti neandertaliani hanno rivelato che il pesce, pure se in modeste quantità, aveva costituito nel Paleolitico una sia pur piccola parte del patrimonio alimentare di quei gruppi.

Ora, in uno studio congiunto, il prof. Hervé Bocherens, dell'Università di Tubinga, Germania, insieme ai colleghi dell'Accademia Russa delle Scienze di S.Pietroburgo e dell'Istituto di Scienze Naturali di Bruxelles, Belgio, hanno trovato in una caverna delle montagne del Caucaso accenni indiretti di consumo di pesce da parte dei Neanderthal.

A questo punto, gli studiosi mettono in discussione l'ipotesi di un vantaggio evolutivo degli esseri umani moderni derivato da una scelta dietetica.

Le analisi delle ossa escludono che orsi asiatici delle caverne (Ursus kudarensis) o leoni di grotta (Panthera spelaea) possano aver consumato il pesce i cui resti sono stati rinvenuti nella grotta caucasica.

L'ipotesi su differenze alimentari tra Sapiens e Neanderthal si basa sullo studio di ossa di animali trovate in grotte occupate da questi due tipi umani che possono fornire indizi sulla loro dieta, ma è comunque sempre difficile escludere con certezza i grandi predatori animali che possono aver contribuito alla formazione di questi accumuli d'ossa.

Uno di questi casi è, per l'appunto, una grotta situata sulle pendici settentrionali del Caucaso, il sito denominato Kudaro 3.

Qui, i frammenti di ossa di grandi salmoni, che notoriamente migrano dalle acque marine ai luoghi di deposizione delle uova in acque dolci, sono stati trovati negli strati archeologici del Paleolitico Medio, datati tra i 42 e i 48mila anni e probabilmente depositati dai Neanderthal.

Tuttavia, nella caverna sono stati trovati anche resti di grandi carnivori, come l'orso asiatico delle caverne e il leone di grotta e anche questi avrebbero potuto essersi cibati del pesce.

Per verificare questa ipotesi è stata valutata la possibilità che nella dieta di questi grandi carnivori potesse aver trovato posto il pesce, analizzando i valori degli isotopi di carbonio, azoto e zolfo presenti nel collagene osseo di questi animali e confrontando le presenze isotopiche tra i predatori e le loro potenziali prede.

I risultati indicano che i salmoni non facevano parte della dieta degli orsi delle caverne, essendo questi prettamente vegetariani come i loro omologhi europei), né dei leoni di grotta, dal momento che questi erano esclusivamente predatori di erbivori provenienti da zone aride.

"Questo studio sostiene indirettamente l'ipotesi che gli ominidi del Paleolitico Medio, probabilmente Neanderthal, sono stati in gradi di consumare il pesce, quando era disponibile, e pertanto le scelte di Sapiens e Neanderthal non erano fondamentalmente differenti", afferma Hervé Bocherens.

Secondo lo studioso, la scomparsa di questi ultimi è attribuibile a qualcosa di ben più complesso e più devastante di una semplice differenza di dieta.