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9 Dicembre 2011 PALEONTOLOGIA
Carlotta Clerici Corriere della Sera
Nelle fattorie neolitiche per vivere in prima persona l'età della pietra
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Tornare all'età della pietra. È quello che succede nelle aree didattiche italiane, chiamate fattorie neolitiche, dove adulti e bambini possono fare un salto nel tempo e vivere inprima persona la vita degli uomini delle caverne. Tra queste, l'Oasi del Baugiano che si trova a Quaranta in provincia di Pistoia, fresca di riconoscimento dall'Unione Europea con tanto di cerimonia a Bruxelles per il premio all'innovazione assegnato alla giovane coppia proprietaria dell'agriturismo toscano.

FATTORIA NEOLITICA - Un'avventura, quella di Luca Benicchi e Stefania Corrocher del Baugiano, iniziata undici anni fa rilevando una fattoria in stato di abbandono e che, con il passare degli anni, è riuscita a trasformarsi in un centro multifunzionale, con più di 27 proposte didattiche diverse, tra cui cinque dedicate alla preistoria. A occuparsi della fattoria neolitica, i giovani archeologi del Museo di Monte Lupo Fiorentino che guidano i ragazzi sul campo per farli vivere come ai tempi della preistoria. Infatti, all'interno delle capanne neolitiche e nella zona all'aperto del villaggio, dotata anche di tende, si possono svolgere tutte le attività che scandivano la vita degli uomini primitivi. A cominciare dalle fornaci per cuocere le ceramica, alla zona per accendere il fuoco, alle pitture rupestri fatte con i minerali grazie all'ossidazione differente del ferro, alla raccolta dei chicchi di grano per fare il pane e alla cottura nei forni di terracotta, ai telai per la tessitura di trecce di corda e di collane, fino al recinto per gli animali.

DIDATTICA - "In più", racconta Benicchi, "al termine delle attività didattiche proponiamo anche una gara, dividendo i ragazzi in un due clan, gli Ötzi e i Lucy, dove con archi e frecce primitivi si deve dare la caccia nei boschi agli animali preistorici ricostruiti in resina come il cervo, il tasso e il cinghiale". "Tutto quello che facciamo", prosegue Stefania Corrocher, "è basato sul fare e sull'intrattenimento. Perché non c'è niente di meglio che coinvolgere in prima persona i bambini per farli imparare. Sia per quello che riguarda l'arte neolitica, l' accensione del fuoco, ma anche per i lavori tessili e del vasellame. Questo è un metodo che abbiamo già sperimentato con successo anche nelle altre attività che proponiamo. Ad esempio, nel laboratorio del miele, dove usiamo una vera e propria drammatizzazione teatrale e facciamo interpretare alle persone coinvolte le api che vivono nell'alveare. Oppure nella nostra latteria dei ragazzi, dove affidiamo a quindici ragazzi dai 10 ai 17 anni un caseificio per un giorno intero. E dove, durante il milk day, devono occuparsi di tutto, dalla mungitura alla produzione dei formaggi, dalle 5 di mattina alle 7 di sera".

ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE - Svariate, del resto, le proposte di vita preistorica in tutto il territorio italiano e anche l'offerta delle attività che si possono fare. Ad esempio il percorso neolitico del Campo dei Fiori a San Vittore di Cesena, che offre, insieme al resto, un laboratorio di argilla o l'esperienza degli agricoltori neolitici e di conciatura delle pelli che si può fare all'Archeopark di Boario Terme in provincia di Brescia o al laboratorio sperimentale di archeologia sperimentale Gli Albori, a Granaione in provincia di Grosseto. In quest'ultimo, dal giovane archeologo Riccardo Chessa, è anche possibile, oltre ai laboratori preistorici, fare veri e propri corsi di sopravvivenza. "Da metà dicembre", svela Chessa, "abbiamo già un accordo con il ministero della Difesa per un progetto pilota di addestramento militare. Partiremo, preparando 700 soldati che andranno in Iraq a sopravvivere in qualsiasi tipo di situazione e d'emergenza. Nella fase di addestramento insegneremo loro a orientarsi, ad accendere il fuoco in quindici modi diversi, a curasi con le piante, a trovare il cibo e a conservarlo con l'essicazione, oppure a procurarsi l'acqua anche nelle zone deserte". Tra le tecniche che verranno insegnate ai militari, anche quelle legate all'archeologia sperimentale come la costruzione delle armi rudimentali. "Nel nostro laboratorio", spiega Chessa, "siamo riusciti a fabbricare le punte delle frecce esattamente come quelle che si usavano 20 mila anni fa. Riproducendo con tecniche fedeli le prime armi che sono state costruite in tutte le zone del mondo. Ad esempio, gli archi, i boomerang o quelle del Giappone, dell'Egitto o del Medio Oriente. Anche nelle attività didattiche dei ragazzi, infatti, noi teniamo molto a far vedere che l'esigenza umana di costruire armi nasce contemporaneamente in posti molto lontani tra loro. Per far capire loro che, nonostante le differenze di etnia, alla fine apparteniamo tutti alla stessa specie".

ESPERIENZE ALL'ESTERO - Interessanti, le esperienze didattiche legate all'età della pietra che si possono svolgere anche fuori dal territorio nazionale. E dove si può vivere la vita ai tempi dei masai, degli aborigeni australiani dei boscimani e dei primi nativi americani. Tra le proposte, quella in Svizzera, nella fattoria neolitica di Gletterens, ricostruita sull'antico insediamento di un villaggio lacustre del 3 mila avanti Cristo, sulla riva sud del lago di Neuchâtel, con case di argilla e tetti di paglia come 5 mila anni fa. Oppure, si possono vivere i suoni della preistoria con i concerti fatti con i primi strumenti musicali nelle grotte francesi di Arcy sur Cure o nel parco archeologico olandese, l'Archeon di Alphen. Infine, anche il villaggio vichingo il Jorvik Viking Centre, tra le attrazioni principali di York e visitato, a partire dalla sua apertura nel 1984, da più di 15 milioni di persone.


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