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10 Giugno 2011 ARCHEOLOGIA
Mark Brown The Guardian
GL'IDOLI INFRANTI DI KEROS: MISTERO DELL'ANTICA GRECIA
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Dire che fosse un mistero archeologico sarebbe ancora dire poco: perché si trovavano, sepolti in una fossa, i frammenti di belle figurine di bronzo, su un'isoletta greca popolata soltanto da capre?

Oggi, gli accademici dell'Università di Cambridge ritengono di aver fatto luce su un mistero di 4500 anni fa, a Keros, una piccola isola delle Cicladi, nell'Egeo.

Sembra che Keros fosse la sede d'un insolito rito cerimoniale: gli isolani rompevano oggetti di pregio e andavano in pellegrinaggio a seppellirne i frammenti.

"E' notevole, " dice il Professor Colin Renfrew, che ha condotto gli ultimi scavi.

"Crediamo che la rottura di statuette e di altri oggetti preziosi fosse un rituale e che Keros fosse il santuario in cui tali oggetti venivano sepolti."

La storia di Keros cominciò nel 1963 grazie allo stesso Renfrew, che allora era un giovane studente dai capelli lunghi. Arrivò a quest'isola, abitata solo da due pastori di capre, per cercare oggetti d'interesse archeologico.

"Fui sorpreso nel trovare pezzetti di recipienti e di figurine di marmo, " dice Renfrew. Erano frammenti d'un tipo di scultura che si trova in altri luoghi dele Cicladi, di cui conserviamo esempi nel British Museum e che hanno ispirato artisti come Pablo Picasso, Constantin Brancusi e Henry Moore.

Le sculture di Keros erano quasi tutte in frammenti. Si trovavano migliaia di pezzetti di vasellame e di figurine.

Nel 1987 Renfrew, diventato professore d'archeologia a Cambridge, ritornò a Keros per compiere scavi più seri.

Scoprì che i frammenti non erano stati provocati dall'incuria. "Era chiaro che si trattava d'un sito molto strano."

Nel 2006 Renfrew trovò un nuovo sito di figurine spezzate e i resti d'un insediamento su un isolotto a cento metri dalla costa, Dhaskalio.

Il gruppo si convinse dell'esistenza di una sorta di casa di alloggio per pellegrini.

Gli esami geologici mostrarono che la costruzione era stata realizzata con marmo d'importazione.

Il gruppo aveva scoperto che â€" più o meno all'epoca in cui in Egitto si costruivano le piramidi â€" si trasportavano grandi quantità di marmo all'isolotto di Dhaskalio per costruire.

La teoria di Renfrew è che quegli abitanti delle Cicladi usassero statuette e vasi in una sorta di rito, portandoli forse in processione, come si usa ancor oggi in certi villaggi greci.

"Dopo averli usati, li dismettevano, li rompevano e usavano i frammenti per compiere un rito preciso".

Renfrew pensa che gli isolani si recassero a Keros a intervalli regolari, un poco come erano regolari gli antichi riti greci del pellegrinaggio a Olimpia, ogni quattro anni.

"Non ho dubbi che si trattasse d'un rito di rinascita â€" una nuova generazione di icone che erano state usate e una nuova generazione di gente che cresceva."

L'evidenza suggerisce che i frammenti fossero ritualmente deposti a Keros per un periodo di circa 400-500 anni, sin verso il 2000 a.C.

Renfrew ha detto che altri enigmi di Keros e Dhaskalio attendono ancora una risposta.


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