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23 Giugno 2004 MISTERO
Guglielmo Gualandi
Lo zodiaco B del tempio di Hator a Denderah
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Dendera si trova alla estremità orientale della grande ansa che il Nilo compie fra Karnak ed Abidos, a circa 26 gradi di latitudine Nord.
Ci interessiamo dello Zodiaco circolare di Dendera, pur sapendo che in quel documento sono evidenti le tracce di influsso ellenistico, perché in quello zodiaco sono stati individuati alcuni allineamenti che, secondo gli studiosi interessati, dimostrano la conoscenza del fenomeno della precessione degli equinozi, fin da epoche molto remote.
Hat Hor - La casa di Horus - era la dea della fertilità, la sposa, la madre, i greci la identicarono con Artemide, la Venere dei romani. Per queste sue caratteristiche sembra che si tratti di una sovrapposizione di Iside.
Se andate al Louvre, il grande museo di Parigi, non dimenticate di andare a guardare, nella sezione egizia, lo Zodiaco Circolare di Dendera.
Quel manufatto circolare adornava il soffitto di un angolo del Tempio dedicato alla dea Hator, che gli egittologi chiamano Dendera B, per distinguerlo da uno zodiaco rettangolare che adorna una parete dello stesso tempio, chiamato Dendera A .
Prima di entrare nel merito dell'esame delle teorie fiorite attorno a quello zodiaco è opportuno richiamare alcune definizioni astronomiche, utili per chi ha poca dimestichezza con l'astronomia, che utilizzeremo nel prosieguo del capitolo.


L'orologio del cielo
La rotazione della terra attorno al proprio asse, la rivoluzione attorno al sole e la precessione degli equinozi, fanno si che un osservatore della volta celeste, situato in un punto della superficie terrestre, abbia l'impressione di essere fermo mentre il sole, la luna, i pianeti visibili ad occhio nudo e le costellazioni ruotano attorno alla terra sorgendo ad est e tramontando ad ovest, seguendo un arco immaginario detto eclittica.
Questo schema fondamentale viene "complicato":
1) dallo scorrere delle stagioni, causato dalla rivoluzione attorno al sole e
dall'obliquità dell'asse polare rispetto al piano dell'eclittica;
2) dallo spostamento dei poli, rispetto alla volta celeste, causato della precessione degli equinozi.

 Tav. 1 - Hator la vacca sacra (fotografia dell'autore)


Primo - Il senso antiorario della rotazione fa sì che gli astri e l'intera volta celeste "ruotino" in senso orario da est ad ovest completando un ciclo in 24 ore.
Secondo - L'obliquità determina un movimento apparente della volta celeste più rapido nei confronti della rotazione, per cui le costellazioni slittano in senso orario arrivando "all'appuntamento con l'osservatore" in anticipo ed in modo sincronizzato con l'andamento stagionale.
Lo sa bene chi si diletta di astrologia che, seti sente dire che sei nato fra il 21 giugno ed il 20 luglio, ti dice:"sei del Cancro", in quanto ad ogni periodo dell'anno, corrisponde un segno dello zodiaco.
Con lo stesso sincronismo, lo scorrere delle stagioni viene accompagnato anche dalle variazioni dell'Azimut al momento della levata del Sole sull'orizzonte, la variazione avviene fra i 62 gradi del solstizio d'estate il 21 di giugno ed i 118 gradi del solstizio invernale il 21 dicembre, passando per gli equinozi a 90 gradi, il 21 di marzo ed il 21 di settembre.
Insieme all'Azimut si registrano anche variazioni di altezza dell'eclittica sull'orizzonte, infatti l'altezza è minima al Solstizio invernale e massima al Solstizio d'estate.
Il terzo movimento è percepibile solo in tempi lunghi rispetto alla vita di un uomo, è causato dalla precessione degli equinozi e si evidenzia con uno "slittamento retrogrado" delle costellazioni, esaminate nello stesso giorno dell'anno, ad una velocità di un grado ogni 72 anni, in modo che il "cambio di costellazione" avviene in 2160 anni (72 x 30) ed il ciclo si completa in 25.960 anni (2160 x 12).
Questi tre movimenti sono sincronizzati fra di loro e fanno si che la volta celeste possa essere considerata come un grandioso orologio che segna le ere precessionali, gli anni, i giorni ed i minuti, sia per il passato che per il futuro.
Un piccolo programma computerizzato ( come lo Skymap o lo Skylab) permette di ricostruire esattamente la posizione degli astri per un arco di tempo compreso fra il 9.999 a.C. ed il 9.999 d. C.


Rappresentazioni astronomiche o simboliche?
Le teorie in base alle quali studiosi più o meno "indipendenti", ricercano le motivazioni che hanno spinto gli uomini del passato a realizzare monumenti orientati e rappresentazioni astronomiche, sono basate in gran parte sull'utilizzo di quei programmi di facile uso.
Forniti di una password idonea per entrare fra gli ingranaggi della meccanica celeste, ritorniamo al tempio di Dendera ed al suo zodiaco circolare, per descrivere sinteticamente tre diverse teorie.
La prima è una teoria semplicistica, condivisa da gran parte dell'ortodossia, in base alla quale, la presenza delle costellazioni dello zodiaco dimostrano il forte influsso ellenistico, mentre la disposizione delle altre rappresentazioni di stelle e pianeti dimostrano il carattere puramente simbolico e mitologico dello zodiaco.
La seconda teoria è più complessa, è stata messa a punto da "studiosi indipendenti" i quali hanno ravvisato in quello zodiaco, ideato attorno al 700 a.C., una rappresentazione dinamica della volta celeste, per cui sono state indicate le posizioni degli astri in due diverse epoche che coincidono con il momento nel quale il polo nord veniva segnalato dalla stella Thuban (alfa Dragonis) del Drago e la seconda con la stella Polare della nostra Orsa Minore.
La terza teoria si basa sul presupposto che lo zodiaco sia stato progettato e realizzato in epoca tolemaica, e rappresenti il tentativo di riprodurre la posizione degli astri in occasione di due eclissi di sole, avvenute nel 62 e 61 a.C..
Mentre la prima teoria non richiede spiegazioni perché si esaurisce nella sua enunciazione, le altre due teorie richiedono un attento esame che iniziamo con la Seconda Teoria.


Lo zodiaco B
Il tempio della dea Hator ha una datazione complessa gli ortodossi affermano che è stato ufficialmente costruito in epoca tolemaica, nel primo secolo a.C. circa, e poi restaurato più volte in epoca romana, ma Auguste Mariette alla metà circa del XIX secolo ha scoperto che le fondazioni del tempio sono profonde ben 7 metri, mentre la quasi totalità dei templi Egizi, come Luxor, Karnac ed altri, è praticamente appoggiata sulla superficie del terreno appena spianata.
Quelle fondazioni fanno pensare che i lavori di epoca tolemaica siano stati solo restauri di un tempio preesistente e molto più antico.
Il manufatto era attaccato al soffitto, come se rappresentasse un oblò attraverso il quale fosse possibile guardare la volta celeste. Vedi Tav. 2.

 Tav. 2. Lo zodiaco di Dendera (Da Ancient Egyptian Science)

All'interno del cerchio che limita lo zodiaco, ci sono 36 figure, con la testa rivolta al centro del cerchio e con i piedi appoggiati sulla linea esterna, il numero di quelle figure, per la maggior parte antropomorfe, induce a pensare alle stelle decane, ma fra di esse ci sono delle rappresentazioni che è difficile identificare come stelle decane, inoltre quelle rappresentazioni sono disposte in modo irregolare, a distanze variabili con qualche intervallo incompatibile per degli astri che debbono indicare le ore.
Nonostante ciò, c'è chi ritiene che quelle 36 figure rappresentino le stelle decane, accettando così la tesi dell'!approssimazione delle rappresentazione astronomiche Egizie.
Fra le figure più interne sono state raffigurate le 12 costellazioni dello zodiaco a riprova della costruzione dello zodiaco in epoca tolemaica, i pianeti, alcune stelle, alcune costellazioni ed altre raffigurazioni non identificate.


Schwaller e Biot
Le caratteristiche individuate da Schwaler de Lubicz, che lo hanno indotto a ritenere che gli Egizi conoscessero la Precessione, sono state prese in considerazione anche dall'astronomo con forte interesse per l'egittologia, J. Baptiste Biot.
Anche un autore ortodosso come Marschal Clagett - ricorda lo studio di Jean Baptiste Biot sullo zodiaco B di Dendera, e ci propone la mappa del cielo (1).

 Tav. 3. Arrangiamento dello zodiaco ad opera di collaboratori di Biot (da Anciet Egyptian Science)

Nel diagramma nel quale sono state rappresentate le intuizioni di Biot, sono stati disegnati due cerchi eccentrici, sui cui bordi sono disposte le costellazioni dello zodiaco.
I centri dei due cerchi coincidono con due figure note, la prima è l'Ippopotamo femmina che rappresenta la nostra costellazione del Drago, la seconda rappresenta uno Sciacallo, la nostra Orsa Minore. A fianco dello sciacallo è stata rappresentata Mestiu, la Coscia, la costellazione dell'Orsa Maggiore.
La presenza di due poli nord dimostra la volontà di rappresentare una delle conseguenze della precessione, ovvero lo spostamento lento ma costante del prolungamento dell'asse polare che sembra disegnare un cerchio sulla volta celeste.

Nello zodiaco sono stati individuati tre assi:
1) L'asse del tempio passa sotto le zampe dello Sciacallo e taglia una delle forme di Iside, qui rappresentato come un falco appollaiato su uno scettro.
L'asse del tempio non è orientato per meridiani e paralleli, ma è stato orientato a nord/est, di 18 gradi .
2) L'asse nord/sud, passa per la stella fra le corna della vacca - Iside;
3) L'asse est/ovest passa per l'altare con quattro teste di ariete, che rappresenta la Costellazione del Toro.

Una conseguenza di quella rappresentazione, evidenziata da B. Biot, è la variazione delle altezze degli astri, rispetto all'equatore geografico, purtroppo l'unico commento di Clagett sullo studio di Biot, è quello inserito nella didascalia che accompagna la copia della mappa.

Il disegno attribuito a J.B. Biot, presenta almeno tre anomalie:
1) è ruotato di 90 gradi a destra;
2) è invertito in modo speculare rispetto all'originale;
3) è stato omesso il disegno dell'altare sovrastato da quattro teste di ariete che rappresenta la costellazione del Toro.

Le anomalie del disegno seguono una logica difficile da comprendere, in quanto l'inversione speculare non può essere attribuita ad un errore, infatti alle estremità degli assi che indicano l'orientamento nord/sud ed est/ovest, sono stati scritti i nomi relativi ai punti cardinali, se ri capovolgessimo il disegno si capovolgerebbero anche le scritte.
Non conoscendo scritti originali di Biot, ci dobbiamo accontentare di quello che vedo.


Colin Wilson e John Lasch
La convinzione di Schwaller (2) sulla presenza, nello zodiaco, delle prove della conoscenza della precessione, da parte degli Egizi, è stata raccolta anche da Colin Wilson (3) il quale ha cercato di trovare gli elementi utili per dimostrarla. La sua ricerca lo ha portato ad incontrare il ricercatore John Lasch il quale ha scritto:

"...Ogni zodiaco modellato sulle quattro stagioni come è ovvio ha due assi che si intrecciano ad angolo retto.
La linea degli Equinozi (Est/ Ovest) e la linea dei Solstizi (Nord /Sud).
Come è ovvio, a Dendera questa "croce assiale" è stata notata da tutti gli studiosi.
L'estremità orientale dell'Asse A, che passa per Ariete, probabilmente corrisponde all'epoca in cui il restauro era cominciato, vale a dire verso il 700 a.C., come si è detto in precedenza.
Il disegno dello zodiaco comprende, con altrettanta evidenza, altri due Assi, D e C.
Ma studiando il tracciato complessivo dello zodiaco, mi sono reso conto che c'era un quinto asse, ancora non scoperto.
La mia attenzione si è focalizzata sulla sua esistenza grazie alla presenza della Vergine, la dea del grano identificata con Iside, che tiene in mano un mannello di frumento in un gesto noto alle fonti Sumeriche come risalenti al III millenni a.C." (3)

Dopo aver definito le caratteristiche dello zodiaco, iniziamo ad esaminare le figure interne individuando le 12 costellazioni zodiacali. Vedi Tav.4. (4).

 Tav. 4 - Le costellazioni dello Zodiaco (arrangiamento dell'autore)

1) Asse del tempio
2) Asse A Nord/Sud
Le costellazioni sono facilmente individuabili, seguendo la numerazione che abbiamo sovrapposto, possiamo vedere:

1) Gemelli
2) Toro
3) Ariete
4) Pesci
5) Acquario
6) Capricorno
7) Sagittario
8) Scorpione
9) Bilancia
10) Vergine
11) Leone
12) Cancro

L'asse passante per lo sciacallo, che rappresenta l'Orsa Minore, passa al centro della costellazione dell'Ariete indicando così il 700 a.C. circa, il momento nel quale è stato progettato il tempio, gli zodiaci e le altre decorazioni, come ha sostenuto Schwaller de Lubicz.
Al centro dello zodiaco ci sono due figure che conosciamo perché le abbiamo incontrate parlando delle Costellazioni del Nord, si tratta dell'ippopotamo femmina che è stato identificato con la costellazione del Drago e la Coscia bovina che gli egittologi hanno identificato con l'Orsa Maggiore, fra le due figure è stato inserito uno sciacallo, che dovrebbe coincidere con il Polo Nord nell'era dell'Ariete, compresa fra il 2280 ed il 120 a.C., quando è stato costruito il tempio e posizionato lo zodiaco circolare.

 Tav. 5 - Le stelle e pianeti (arrangiamento dell'autore)

1) Sciacallo - Orsa Minore;
2) La coscia - Mestiu - Orsa Maggiore;
3) Ippopotamo femmina - Rert. La Costelazione del Drago;
4) Giove;
5) Saturno;
6) Marte;
8) Spica - la costellazione della Vergine;
9) Mercurio;
10) Venere;
11) Sirio - Iside;
12) Sirio;
13) Orione - Osiride.

Nello zodiaco sono state individuate solo due stelle: Sirio in due diverse forme e Spica, riconoscibile per il mannello di grano.
L'Asse E, individuato da John Lasch, interseca la mammella dell'Ippopotamo (la stella Thuban del Drago) ed ha tre caratteristiche individuate dallo stesso ricercatore:
1) attraversa l'altare sormontato da quattro teste di ariete che rappresenta la Costellazione del Toro; Vedi Tav. 6.

 Tav. 6 - Asse E (arrangiamento dell'autore)

2) Interseca il pesce più basso, quindi l'era compresa fra il 120 a.C. ed il 2040 d.C.;
3) Interseca la coda del Leone che indica la metà dell' XI millennio a.C., ovvero l'inizio del ciclo precessionale, lo Zep Tepi, quando Osiride camminava sulla terra e Al Nitak culminava ad appena 9 gradi di altezza.

Le osservazioni sulla presenza del doppio Polo Nord sono convincenti, anche se inevitabilmente cozzano con le convinzioni di gran parte dell'egittologia ortodossa moderna.
Sulla base di quelle caratteristiche, Lasch sostiene che gli Egizi intendessero anche indicare la nostra era, l'era del passaggio dai Pesci all'Acquario, la metà del ciclo.
A me sembra che quella di Lasch sia una forzatura delle intenzioni degli Egizi, in effetti il grande orologio precessionale ha una "lancetta" che attraversa tutto il quadrante per cui, quando indica un punto, se preferite un'era, indica contemporaneamente anche il punto che si trova a 180 gradi, o a 13000 anni dall'era che si trova all'altra estremità della "lancetta", dal primo, a me sembra che l'intenzione di chi ha progettato e fatto costruire lo zodiaco, era quella di sottolineare la metà dell'XI millennio a.C., lo Zep Tepi., indicando "meccanicamente" e casualmente anche la nostra era.


Camillo Trevisan
Abbiamo avuto occasione di dire che Dendera B, ha attirato l'attenzione di molti studiosi, sono quindi state formulate diverse ipotesi, ne riprendiamo una, a mo di esempio, elaborata da Camillo Trevisan, (5) visibile in Internet.
La finalità comune a tutte le teorie, è quella di trovare una "spiegazione" accettabile, della posizione delle rappresentazioni degli astri sullo zodiaco.
Un notevole problema tecnico interpretativo è costituito dalla rappresentazione su un piano degli astri disposti su uno sfondo sferico come appare la volta celeste; la complessità aumenta quando si vogliono rappresentare contemporaneamente due diverse situazioni astronomiche.
L'autore sostiene che lo zodiaco circolare di Dendera rappresenta la situazione astronomica rilevata in occasione di due eclissi di sole:
- la prima si è verificata il 1° settembre del 62 a.C. ha coperto il sole per il 77 % e si verificò al tramonto, l'altezza dell'eclittica era a 40 gradi;
- la seconda si verificò il 20 ottobre del 61 a.C. ha coperto il sole per 86 % e si verificò all'alba, l'eclittica era quasi allo zenit d Dendera.

Quindi le eclissi avvennero durante il regno di Tolomeo XII che regnò dall'80 al 51 a.C..
L'asse del Tempio, è rappresentato da un falco con corona, appollaiato su uno scettro mentre.Tav.8., l'asse Nord Sud è indicato dalla stella posta fra le corna della vacca Hator- Iside ed è separato da quello del tempio da un angolo di 18 gradi.
Una iscrizione geroglifica, trovata nel tempio afferma che :

"La cerimonia della tensione della corda è avvenuta il 14 ° giorno del mese di Epiphi, nel 27° anno del regno di Tolomeo XII . I lavori per la costruzione terminarono nel 9° anno di Augusto",

ovvero:

"L'inizio dei lavori per la costruzione del tempio è avvenuto il 16 luglio del 54, giorno prossimo alla levata eliaca di Sirio e sono stati terminati fra il 21 ed il 20 a.C.".

 Tav. 7 - Lo zodiaco (arrangiamento di Camillo Trevisan)

Tre anni dopo l'inizio dei lavori, nel 51 a.C. morì Tolomeo XII che aveva voluto far costruire il tempio.
Durante la prima eclissi di sole, quando l'eclittica era a 40 gradi di altezza, le costellazioni sono state collocate su un arco, a diversa distanza dal polo:

Pesci, Aquario, Capricorno Sagittario, Scorpione, Biblancia.

L'autore ci fa notare che le costellazioni dai Pesci alla Bilancia, sono disposte a distanza decrescente dal Polo.


Durante la seconda eclissi, la disposizione delle costellazioni visibili, sempre che il sole fosse stato completamente oscurato permettendo all'osservatore terrestre di vedere le stelle, sono state disposte su un arco, più vicino al polo, ma sul versante nord in quanto la parte sud era stata occupata della prima serie e non potevano sovrapporsi.

Vergine, Leone, Cancro, Gemelli, Toro, Ariete.

E' corretto far notare che Sirio posta ad indicare il nord, lo scettro con falco che indica l'asse del tempio ed Orione, sono stati collocati arbitrariamente all'esterno delle costellazioni del versante nord.

 Tav. 8 - Posizioni dell'eclittica nelle due ricorrenze (disegno di Trevisan)

Considerazioni
Prima Tesi: Nessun commento.

Seconda Tesi:
1) La profondità della fondazione dimostra l'antichità del tempio originario;
2) Le convinzioni di Schwaller e di Biot sembrano confermate dalla evidente presenza dei due Poli (Ippopotamo e Sciacallo);
3) La datazione al 700 a.C. circa, sembra confermata dalla posizione degli astri;
4) Il riferimento fatto da Lash alla nostra era. mi sembra una forzatura, fra le altre cose, non si conoscono riferimenti "ad un futuro che non sia di un milione di anni, l'eternità", negli scritti sapienziali o nei testi mitologici.

Terza Tesi:
1) Valuto positivamente il tentativo di "spiegare" la disposizione degli astri dello zodiaco ricorrendo ad argomentazioni astronomiche;
2) Le ragioni della posizione delle costellazioni dovute alla volontà di celebrare due eclissi di sole, che non vengono mai menzionate dai testri Egizi, non mi sembra una ragione forte;
3) Le spiegazioni per giustificare le diverse distanze da un unico polo, sono più deboli rispetto alle argomentazioni sostenute per descrivere una distanza dal Polo Nord in due momenti separati da circa 2000 anni. Come avviene nella Seconda tesi;
4) Se la volontà dei costruttori, fosse stata quella di rappresentare le situazioni astronomiche in due diverse date, avrebbero collocato entrambi "le serie di costellazioni" sul lato Sud, come se l'osservatore si fosse trovato "all'esterno" del sistema.

 Tav. 9 - Le costellazioni dello zodiaco (disegno di Trevisan)

Ci eravamo proposti di illustrare i caratteri distintivi delle due teorie e mi sembra di averlo fatto in modo soddisfacente, anche se le argomentazioni degli autori sono, ovviamente, più complesse.

Mi sembra confermata la tesi iniziale dell'utilizzo delle orientazioni astronomiche anche a Dendera, dimostrando che, almeno la progettazione, sia avvenuta prima dell'inserimento degli influssi ellenistici e che la presenza delle costellazioni dello zodiaco risalga alla dominazione persiana.

Le "conclusioni" che traggo, sono opinabili almeno quanto le teorie, ed intendono rappresentare semplicemente "quanto ci ho capito io".
La "verità" è un'altra cosa ed è nella mente di Thoth, il dio della conoscenza.

Un quiz filologico
Per me l'egittologia rappresenta uno spasso da condividere con altri egittomani come me, per cui non vi sembri fuori posto un piccolo "quiz filologico", suggerito dalla stessa Hathor.
L'egittologo tedesco Dumichen afferma che, nelle iscrizioni di Dendera, la dea Hathor è detta "regina di ogni gioia", poi aggiunge che una traduzione letterale potrebbe essere "Signora di ogni circuito del cuore" (6).
Il determinativo cuore è il piccolo vaso che funge da piombo nel filo del Merkat (lo strumento per rilevazioni astronomiche), è qualche cosa di specifico come "centro di gravità", dice ancora Dumichen.
Che Hathor fosse intesa anche come "La Signora della gravità"? Chiedo io.



NOTE

(1) Ancient Egyptian Science.- Marschal Clagett
(2) La teocrazia Faraoni - Schwaller de Lubicz
(3) Da Atlantide alla Sfinge - Colin Wilson
(4) I diagrammi dello zodiaco sono arrangiamenti dell'autore
(5) http://brezza.iuav.it/dpa/ricerche/trevisan/dendera1.htm
(6) Il mulino di Amleto - G. de Santillana e Herta von Dechend

di Guglielmo Gualandi
ggual@libero.it
www.altroegitto.com


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