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26 Novembre 2003 MISTERO
Cinzia Montagna
Le piramidi di Montevecchia
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Sono tre, come le piramidi di Giza. E sono orientate come le piramidi di Giza, hanno un'angolatura molto simile e sono fatte a gradoni. La differenza tra le piramidi di Montevecchia, in provincia di Lecco, e quelle della Piana di Cheope, Chefren e Micerino consiste in due aspetti: le piramidi di Lecco se ne sono state ben nascoste per qualche migliaio di anni e i gradoni non sono blocchi trasportati da schiavi, bensì sculture nella roccia. Le "piramidi" di Montevecchia sono in realtà tre colline, immerse fra le colline numerose e verdi del Parco di Montevecchia e del Curone.

Le tre piramidi di Montevecchia.

Ad individuare l'esistenza di una "firma" umana in quelle tre colline è stato l'architetto Vincenzo di Gregorio, un paio d'anni fa. Di Gregorio è un architetto che si occupa di costruzioni un po'... particolari. E' stato lui, per capirci, a ideare, brevettare e costruire il gioco del Tangram tridimensionale. Una sorta di cubo di Rubic, ma con incastri a punta. Per chi conosce il Tangram tradizionale (che non è solo un passatempo orientale fatto da un puzzle di legno difficilmente ricostruibile, ma possiede anche una sua filosofia di mosse e immagini) il solo pensiero di un Tangram proiettato nello spazio fa corrucciare la fronte: una vera e propria sfida all'intelletto. Di Gregorio, però, si occupa anche di storia. Locale soprattutto. Due anni fa, dunque, osserva delle fotografie aeree e satellitari del suo paese e intuisce che quelle tre colline hanno una strana disposizione. Le osserva meglio dal vero e, grazie alla collaborazione di un astrofisico, ne misura la pendenza. Sorpresa: le tre colline hanno tutte le falde con inclinazione massima di 43/44 gradi. L'aspetto curioso è che, in natura, molto raramente tre falde di una collina hanno la stessa inclinazione. Figuriamoci tre colline disposte in sequenza... E nasce il dubbio: qualcuno le ha scolpite? "Non una persona sola - risponde Di Gregorio - ma un gruppo di persone. E non bisogna pensare che i gradoni siano stati motivati da necessità agricole: le colline sono fatte di roccia calcarea molto dura, vi cresce solo l'erba". E Di Gregorio spiega la connessione fra le "piramidi" di Montevecchia e quelle egizie più note: "Secondo ciò che ci viene insegnato dall'archeologia 'ufficiale', vi sono 4 piramidi in Egitto che per le loro dimensioni vengono definite come le 4 "grandi" piramidi: le piramidi di Chefren e di Cheope (alte oltre 150 metri), quella cosiddetta "Rossa" e "Romboidale" di Daipur.

Veduta con la seconda piramide.

Mentre le prime due sarebbero state innalzate ognuna nell'arco di una ventina d'anni, le altre 2 (alte oltre 100 metri) sarebbero state costruite entrambe da Snefru (padre di Cheope) sempre in 20 anni.
Si è calcolato che per ottenere questi risultati in questo tempo sarebbe dovuto essere scolpito, levigato, trasportato, messo in opera, un blocco di granito ogni 2,5 minuti (sia di giorno che di notte). Considerando anche che alcuni di questi blocchi pesano 80/100 tonnellate e non si sa ancora come sia stato possibile portarli a quelle altezze con una tecnologia dell'età del bronzo (la ruota non era ancora stata inventata), la vicenda così come tramandata solleva più di un dubbio.
è chiaro che le cose possono essere andate diversamente a Giza da come è stato raccontato sino ad oggi. Infatti se si ipotizza come "poco credibile" la costruzione di quei colossi in pochi decenni ma si pensi come "più razionale" l'idea che per costruire la sola piramide di Cheope ci siano voluti "secoli" (basta solo considerare i tempi di costruzione di una qualsiasi delle nostre cattedrali gotiche), si giunge alla conclusione che se non è stato Cheope a costruire la piramide a lui attribuita deve essere stato qualcun altro molto tempo prima (infatti la datazione dei Faraoni egizia è molto accurata e degli altri Faraoni si sa che non hanno costruito quel tipo di piramidi).

Sentiero di una delle tre piramidi che porta alla cima.

Una "retrodatazione" delle 4 Grandi Piramidi significherebbe dimostrare l'esistenza di un popolo tecnologicamente molto progredito prima della nascita dell'Impero Egizio, in un'epoca post glaciazione. Questo stesso popolo può essersi insediato in Europa come in Egitto.
Ebbene Montevecchia ha anche un'altra particolarità: Per una fortuita disposizione di due rilievi montuosi a nord (in direzione Lecco) i ghiacciai nella loro discesa dal nord verso Milano sono stati spaccati da queste montagne e si sono ricongiunti più a Sud, lasciando Montevecchia e la sua valle priva di ghiacci (almeno nelle due ultime glaciazioni del Rizz 250.000 a.c. e del Wurm finita 10/12000 a.c.).
Chi fosse vissuto in quel periodo in questa valle avrebbe trovato un posto ideale: verde, ricco di acqua e di animali, caldo privo dei venti freddi dei ghiacciai.

In quest'area (a riprova di ciò) sono stati scoperti i più antichi resti umani della Lombardia.
Negli anni '70 sono stati rinvenuti le tracce di due accampamenti (uno sopra l'altro) dell'uomo di Neanderthal e dell'Homo Sapiens, il primo di 60.000 a.c. e l'altro di 32.000 a.c.

Fotografie aeree di due delle tre piramidi di Montevecchia.



Un'ipotesi potrebbe essere quindi che, a Giza come a Montevecchia, abbia operato un altro tipo di civiltà. Altro parallelismo riguarda l'inclinazione delle piramidi a cui si accennava prima: alcune piramidi egizie, precisamente quelle fatte costruire dal padre di Cheope a 20 chilometri da Giza, hanno la stessa esatta inclinazione di 43/44 gradi come quelle di Montevecchia... E come quelle di Giza sono orientate allo stesso modo. In quanto al sistema dei terrazzamenti in agricoltura, è noto che si diffuse a partire dall'anno 1000, quindi in epoca molto vicina a noi, e su strutture inclinate preesistenti". Le "costruzioni" di Montevecchia sono dunque un mistero che apre altri misteri e dubbi inquietanti sulla storia ufficiale. A sua volta, la "ri-scoperta" della notizia avviata in questi mesi a partire dal sito www.lombardiainrete.it sei mesi fa ha attirato l'attenzione dei lettori on line americani e inglesi. Un gruppo di studiosi cecoslovacchi ha inoltre eseguito un primo sopralluogo in zona e ha in previsione un ulteriore viaggio a Montevecchia. E il mistero delle piramidi di Montevecchia sta facendo il giro del mondo...


di Cinzia Montagna
cinziamontagna@libero.it