Al centro della Terra potrebbe esistere uno stato della materia che sfida le nostre categorie più basilari. Non è davvero solido, ma nemmeno liquido. È qualcosa di intermedio, fluido e rigido allo stesso tempo. Ora, per la prima volta, gli scienziati sono riusciti a dimostrarne l’esistenza in laboratorio.
Da decenni sappiamo che il nucleo esterno del pianeta è fuso, mentre quello interno resta solido nonostante il calore estremo. Eppure i dati sismici raccontavano una storia diversa: le onde di taglio rallentano più del previsto, come se il nucleo fosse “morbido”, quasi burroso. Una contraddizione che ha spinto i ricercatori a cercare una nuova spiegazione.
La risposta arriva dallo stato superionico. In questa fase, la struttura di ferro rimane cristallina e stabile, mentre atomi più leggeri – come il carbonio – si muovono liberamente al suo interno, scorrendo come un fluido intrappolato in una gabbia solida. Il risultato è una materia sorprendentemente deformabile, capace di assorbire e rallentare le onde sismiche.
Per dimostrarlo, i ricercatori hanno sparato minuscoli proiettili di lega ferro-carbonio a velocità superiori a 7 chilometri al secondo, usando sofisticati cannoni a gas. L’impatto ha generato pressioni e temperature vicine a quelle del nucleo terrestre, anche se solo per frazioni di secondo. È bastato. I sensori hanno registrato esattamente il comportamento “molle” previsto dai modelli sismici.
Questa scoperta non risolve solo un enigma geofisico: cambia il modo in cui immaginiamo il cuore del pianeta. Il nucleo interno sarebbe un sistema dinamico, in cui elementi leggeri scorrono e interagiscono.
Di Salvo Privitera













