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15 Ottobre 2017 ARCHEOLOGIA
Luigi Bignami https://it.businessinsider.com
ANTIKITERA STUPISCE ANCORA, RITROVATE NEI SUOI FONDALI SETTE STATUE IN BRONZO ROMANE
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Archeologi marini che indagano l'antico naufragio che permise di portare alla luce il meccanismo di Antikythera, hanno trovato un vero e proprio tesoro tra cui pezzi di bronzo di statue, marmi, un coperchio di un sarcofago e un misterioso disco in bronzo decorato con un toro.

Ma andiamo con ordine per spiegare cos'è il meccanismo di Antikythera. Nel 1902 in prossimità dell'isola di Cerigotto (Anticitera o Antikitera) che si trova tra il Peloponneso e Creta, venne ritrovato il relitto di una nave Romana. Seguirono varie fasi di ricerca durante una delle quali si trovò un congegno meccanico che è stato chiamato macchina di Anticitera o meccanismo di Antikythera. Ci volle del tempo per capire cosa fosse, soprattutto perché era di rame e dunque tutte le parti che lo componeva erano corrose e in parte danneggiate. Dopo un lungo lavoro di restauro si capì che si trattava di un complesso congegno che permetteva di riprodurre le fasi lunari e il moto dei pianeti allora conosciuti attorno al Sole. Era così complesso che si arrivò ad ipotizzare che non fosse parte del carico della nave romana, ma che fosse casualmente caduto in mare in prossimità di essa in tempi più recenti. Ma tutte le analisi eseguite portarono all'età di costruzione: primo secolo avanti Cristo.

La macchina di Antikythera

Si tratta di un congegno composto da ingranaggi molto piccoli che si incastrano in spazi minuscoli: ad esempio in un settore di 7 millimetri vi sono ben 5 ingranaggi. La macchina riproduce il complesso ciclo metonico, dal nome dell'astronomo greco Metone (V secolo avanti Cristo), un ciclo di 19 anni solari e 254 mesi lunari sul quale erano calcolati alcuni calendari del passato.

Successivi studi hanno scoperto che la macchina calcola anche le eclissi e permetteva di calcolare la data delle Olimpiadi. Quando poi, nel 2008, Alexander Jones, dell'Istituto per gli studi sul Mondo Antico di New York, riuscì a tradurre alcune iscrizioni poste sul meccanismo si capì che i nomi dei mesi incisi sullo strumento erano quelli utilizzati nelle colonie corinzie, in particolare a Siracusa, in Sicilia. Dunque potrebbe essere stato costruito in Sicilia.

Ma al di là dello studio della "macchina", le ricerche sul fondali di mare dove è stata ritrovata la nave romana sono continuate, e recentemente ecco la scoperta di inaspettati reperti.

Alcuni sono già stati portati alla luce, altri invece si trovano intrappolati sotto pesanti blocchi di roccia che forse rotolarono verso i fondali durante un violento terremoto. Stando ai ricercatori attualmente impegnati nelle ricerche vi sarebbero almeno sette statue di bronzo di dimensioni umane da trovare e riportare in superficie.

Si tratta di una scoperta eccezionale perché trovare statue di bronzo di epoca Romana è assai raro, dato che, nel corso dei secoli, sono state fuse per farne armi. Ad oggi se ne conoscono solo 50 ancora conservate.

Al momento Brendan Foley dell'Università di Lund (Svezia) e Theotokis Theodoulou dell'Eforato Greco per le Antichità Subacquee di Atene (Grecia) hanno rinvenuto anche parti umane (già ne erano state trovate nel 2014) e l'analisi del Dna potrebbe raccontare nuovi elementi di chi furono quegli uomini che trasportarono il prezioso carico e che, molto probabilmente a causa di forti tempeste, finirono sui fondali marini.

Ma la scoperta più interessante potrebbe essere il misterioso disco in bronzo che ai raggi X ha rivelato una decorazione a forma di Toro. Secondo uno degli archeologi potrebbe essere una parte mancante del meccanismo di Antikythera.


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