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1 Marzo 2015 SCIENZA
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SPIEGATA LA "PAUSA" DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
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Nell'ultimo decennio, la temperatura media del pianeta è aumentata meno che in quelli precedenti per una combinazione favorevole di cicli naturali di raffreddamento e riscaldamento degli oceani. Lo afferma un nuovo studio, avvertendo che l'effetto compensativo si esaurirà presto ed entro il 2036 l'aumento della temperatura media sarà di 2° rispetto ai livelli preindustriali.

La cosiddetta pausa nel riscaldamento globale si riferisce al fatto che il tasso d'incremento della temperatura è diminuito. La temperatura media globale sta salendo ancora, ma negli ultimi 10-15 anni meno rapidamente che nei decenni precedenti.

Anche se l'incremento di temperatura in atto è un problema, un tasso inferiore è certo preferibile. Ma perché è avvenuto questo rallentamento, e quanto durerà? La risposta arriva da alcuni climatologi che hanno combinato le registrazioni delle temperature dal 1880 al 2010, concludendo che il rallentamento è causato dall'interazione tra due grandi cicli oceanici, l'Oscillazione multidecennale pacifica e l'Oscillazione multidecennale atlantica. E la loro analisi, pubblicata online su "Science", indica che il rallentamento si esaurirà entro pochi decenni.La temperatura dell'Oceano atlantico e dell'Oceano pacifico, in particolar modo negli strati più superficiali, segue cicli naturali di aumento e diminuzione, per effetto di processi di circolazione di grandi masse d'acqua, che avvengono in questi come in altri mari del mondo. I periodi di riscaldamento e di raffreddamento possono durare diversi decenni. L'analisi mostra che, di solito, quando il Pacifico settentrionale si riscalda, il Pacifico settentrionale si raffredda e viceversa, compensandosi l'un l'altro nell'influenzare le temperature atmosferiche dell'emisfero boreale.

Ma i cicli e la loro ampiezza non sono sincronizzati esattamente. Nell'ultimo decennio, l'entità del raffreddamento del Pacifico settentrionale è stata maggiore del riscaldamento dell'Atlantico settentrionale, con il risultato netto di un rallentamento nell'incremento della temperatura, come ha spiegato Byron A. Steinman, professore di scienze terrestri e ambientali dell'Università del Minnesota a Duluth, che ha guidato il nuovo studio.

Comprendere queste dinamiche è importante, poiché possono rallentare oppure accelerare il riscaldamento dovuto alle attività umane. Nelle conclusioni dello studio, gli autori notano che le oscillazioni dei due oceani hanno "compensato il riscaldamento antropogenico nel corso dell'ultimo decennio", e proseguono sottolineando che, sulla base dei cicli naturali degli ultimi 130 anni, la tendenza "probabilmente si invertirà, e gli effetti di riscaldamento si sommeranno nei decenni successivi". Le oscillazioni hanno rallentato il riscaldamento dovuto alle attività umane per breve tempo, ma quando l'effetto inevitabilmente si esaurirà, le oscillazioni si aggiungeranno al riscaldamento umano, riportando il suo tasso d'incremento su valori elevati.

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