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16 Febbraio 2011 STORIA
Gloria Mattioni tiscali.it
Roma secondo Hollywood, così "Spartacus" rivisita la nostra storia antica
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Qualcuno in Italia si indignerà, all'idea che gli americani - sempre considerati dagli europei snob un popolo senza storia - abbiano la sfrontatezza di proporci la loro versione della storia delle nostre stesse origini, ma tant'è: giovedì 17, su Sky, debutta Spartacus, una delle serie televisive che più hanno fatto scandalo negli Stati Uniti. In sintesi, si tratta dell'antica mitologia Romana versione "pulp fiction".

Tonnellate di sangue, sesso, violenza, a farcire una classica trama di intrighi di palazzo e lotte per il potere. Non è la prima volta che l'industria dello spettacolo si rivolge alla storia antica: ci sono già stati in passato i grandi film in costume (da Spartaco a Gladiator), e c'è stata qualche anno fa "Roma", altra serie tv ideata da John Milius e basata sostanzialmente sugli stessi ingredienti. Ma Spartacus compie un vero e proprio salto di qualità, accentuando gli elementi più "impresentabili" e scandalosi: non ne sarà sorpreso chi conosce Sam Raimi, che della serie è il produttore e che ha sempre manifestato spiccata predilezione per l'eccesso, il linguaggio sopra le righe, le esplosioni fantasmagoriche di effetti speciali shock.

Che ad attrarre un vasto pubblico qui in America sia stata una serie che mette in scena le dissoluzioni pubbliche e private dell'impero romano può stupire soltanto chi non conosce la fascinazione americana per la mitologia spettacolarizzata. Questo dopotutto è il paese dove - per citare la fine di un vecchio film di John Ford - "quando la realtà si scontra con la leggenda, noi stampiamo la leggenda".

Chi vorrà mettersi in cattedra rimproverando a Spartacus di travisare la storia presentandone una versione inesatta e romanzata dovrebbe d'altra parte ricordarsi che nessuno dei grandi narratori dell'antichità (compreso Omero e compresi gli autori dei Vangeli) è mai stato minimamente affidabile quanto a ricostruzioni storiche e che semmai tutti hanno piegato la realtà alla costruzione dell'epica. Può darsi che Spartacus si sia spinto un po' oltre, con i suoi combattimenti di inaudita violenza, le orge mostrate senza ritegno, i cattivi che più cattivi non si può, i sentimenti ostentatamente melodrammatici.

Ma questa è la tendenza di tutte le nuove serie tv più spettacolari, che presentano storie lunghe e complesse e personaggi che seguiamo passo dopo passo, ma che alla rappresentazione piatta del reality preferiscono l'assoluto, travolgente iperrealismo. Alla prova del nove, staremo a vedere se anche l'Italia avrà voglia di superare la realtà attraverso la leggenda.


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