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15 Febbraio 2011 SCIENZA
FRANCESCA GIULIANI Repubblica.it
Così si sta spegnendo il giallo dei Girasoli
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Il killer era nascosto nei tubetti di colore che gli impressionisti e, come loro, molti fra gli artisti di fine Ottocento acquistavano in piccole botteghe, un segno di modernità seducente, una esperienza quasi "di consumo" all'avanguardia che poi, visto sulla tela, risultava straordinariamente lucente, come qualcosa di nuovissimo, mai visto prima. Così accadde anche a Van Gogh, e a lui più che a chiunque altro: per il suo giallo, vera luce stesa sulla tela, si sono spesi oceani di parole senza mai definirne tutta la potenza. Anche sulla tavolozza dell'artista dei Girasoli c'era il colore di quei tubetti che contenevano, per la prima volta in tempi di rivoluzione industriale, il cromato di piombo che dava poi il giallo cromo, tonalità che ha reso tante opere d'arte definitivamente celebri. Questa sostanza oggi mette in pericolo i Girasoli di Van Gogh che rischiano di spegnersi, il loro giallo rischia di diventare gradualmente ocra e poi, nel volgere di pochi decenni, trasformarsi in un marrone opaco. Un degrado che potrebbe coinvolgere a catena anche i capolavori di artisti come Manet, Pissarro, Seurat, Renoir.

Salvare il "giallo di Van Gogh", proteggerlo dal degrado dovuto al trascorrere del tempo e consegnarlo intatto a chi potrà vederlo in un futuro anche molto lontano è l'obiettivo degli studi condotti da un gruppo di ricercatori di quattro Paesi europei, dell'Istituto di scienze e tecnologie molecolari del Cnr, del dipartimento di Chimica dell'Università di Perugia e delle università

di Anversa, Delft e Grenoble, sede dell'European Synchrotron Radiation Facility, i cui risultati sono stati appena pubblicati sulla rivista Analytical Chemistry.

Naturalmente era indispensabile nelle ricerche preservare al massimo i dipinti: per questo, in una prima fase dello studio i ricercatori hanno utilizzato dei campioni di colore prelevati da tubetti arrivati fino a noi dell'artista fauve Rik Wouters (1882-1913) invecchiati artificialmente grazie all'azione della luce, posti per 500 ore sotto una lampada a raggi ultravioletti; nelle tre settimane successive, il giallo brillante è diventato color cioccolata. Soltanto in una seconda fase la ricerca ha riguardato dei campioni di giallo prelevati già in passato da due dipinti di Van Gogh a rischio deterioramento, Le rive della Senna (1887) e Veduta di Arles con iris (1888), esposti al Museo Van Gogh di Amsterdam. Analisi complesse di tipo spettroscopico hanno coinvolto diversi istituti europei: l'annerimento, si è dimostrato, è legato alla riduzione del cromo VI a cromo III, le reazioni sono state esplorate in un'infinità di dettagli.

Chiarisce Costanza Miliani, ricercatrice del Cnr e autrice della pubblicazione con Letizia Monico: "I gialli a base di cromato di piombo, il giallo cromo, sono caratterizzati da una scarsa stabilità chimica e fotochimica che si manifesta nel tempo con un marcato imbrunimento. Durante le ricerche i pigmenti hanno mostrato una maggiore reattività agli agenti atmosferici come luce, temperatura e umidità rispetto ai materiali naturali dell'arte tradizionale". I ricercatori puntano adesso a comprendere quali condizioni favoriscano il processo e le possibilità per rallentarlo perché non tutti i dipinti di Van Gogh hanno subito la stessa alterazione: nella serie dei Girasoli la versione conservata presso la National Gallery di Londra mantiene le tonalità del giallo mentre in quella del Van Gogh Museum di Amsterdam danno un netto viraggio al marrone.

"Questo tipo di ricerche è fondamentale per avanzare le nostre conoscenze sull'invecchiamento delle pitture e su come sia meglio conservarle per le generazioni future", è il commento di Ella Hendriks, del museo di Amsterdam. In Italia sono due i dipinti di Van Gogh conservati in un museo statale, L'Arlesiana (1890) e Il Giardiniere (1889), entrambi alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma. La direttrice Maria Vittoria Marini Clarelli sottolinea l'importanza di "preservare queste opere per il futuro, anche secondo modalità particolari che però non escludano l'esposizione. È possibile che arrivino a renderne più complessa la circolazione in occasione di mostre". Ma i risultati delle ricerche sul giallo di Van Gogh sembrano indicare una soluzione che sa di contrappasso: per proteggere le pitture e salvarne il colore che celebrava la luce, è proprio dalla luce che bisognerà tenerle lontane.

TAG: Musei

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