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18 Gennaio 2011 ARCHEOLOGIA
Dan Vergano, USA TODAY Liutprand.it
I CADAVERI NELLE TORBIERE LASCIANO PERPLESSI GLI SCIENZIATI
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Gli studiosi hanno cercato a lungo di dare un senso ad una delle stranezze del mondo archeologico: cadaveri di uomini trovati in ignominiose sepolture nell'acqua fredda delle torbiere, ovunque dall'Irlanda alla Russia.

Negli ultimi due secoli, sono stati trovati centinaia di questi corpi nelle paludi. Chi erano e perché sono stati spediti all'altro mondo, nelle umide paludi? La gamma di teorie va dall'esecuzione di disertori, a streghe, alla gente comune.

La Contessa irlandese di Moira, già nel 1783, promosse ricerche accademiche, suggerendo che i corpi nelle paludi fossero vittime di cerimonie dei Druidi. Altri, citando l'antico scrittore romano Tacito, pensavano che probabilmente fossero disertori giustiziati. Le discussioni sui singoli reperti sono continuate, anche quando comparve alla Contessa, nelle paludi dell'Irlanda del Nord, il corpo "Drumkeeragh", una donna vestita in abiti di lana.

"Purtroppo in generale si parla quasi esclusivamente dei reperti più spettacolari, i corpi mummificati", scrive l'archeologo Moten Ravn della Danimarca, del Museo Navale Vichingo di Roskilde, in un articolo nel corrente numero di Acta Archaeologica journal. Piuttosto che ragionare su un solo corpo, Ravn suggerisce che un'analisi di tutti i corpi possa offrire indizi su come finirono sepolti nelle paludi.

Che cos'è una palude e come essa consente di conservare qualcosa? Le paludi col clima freddo, ricche di muschi che rendono le acque marroni. Circa 560 corpi sono stati trovati nelle torbiere nella sola Danimarca, Ravn nota, solitamente scoperti quando gli agricoltori tentavano di trasformare le zone umide in terreni agricoli. La sua indagine si concentra su 145 corpi delle torbiere, risalenti ai primi tempi dell'età del ferro e alla tarda età del bronzo, circa dal 500 a.C. al 100 a.C., epoca preromana nell'Europa settentrionale.

Gli acidi presenti nelle acque della palude hanno mummificato alcuni corpi, o più esattamente li hanno conciati come cuoio. La torba rilascia sostanze chimiche che si combinano con il calcio dei corpi, "il che significa che le ossa dei corpi nelle torbiere prendono la consistenza della gomma", scrive. Altre paludi ricche di fango conservano solo le ossa dei corpi.

Gli studiosi hanno indagato su e giù definire l'identità dei corpi. Lo storico Niels Petersen nel 1835 decise che il corpo della donna "Haraldskaer", ritrovato presso il sito di una fabbrica di rame, appartenesse alla Regina norvegese Gunhilde, annegata dal re Harald Blatund (dente azzurro) nel nono secolo. Nel 1907, l'archeologa Johanna Mestorf era convinta che fossero tutti criminali giustiziati, constatando che molti dei corpi erano legati e nudi.

Sulla scia dei Predatori dell'Arca Perduta, gli archeologi nazisti dominarono la ricerca dei corpi nelle torbiere, a partire dal 1930 fino alla fine del terzo Reich, e Ravn nota che erano "interessati a provare che la cosiddetta razza nordica fosse discendente diretta della razza proto-germanica", risalente all'età del bronzo.

Tutte queste idee incontrano problemi, iniziando con la Regina Gunhilde, che era improbabile che fosse stata sepolta avvolta in pelli, come è stata trovata. Un studio del 2004 sul Journal of Archaeological Science osserva che la datazione al carbonio rivela anche che effettivamente il corpo di "Haraldskaer" è stato gettato nella palude da 2500 anni, non sotto il Regno del re Bluetooth.

Per quanto riguarda l'ipotesi dei criminali giustiziati, Ravn nota che ci sono solo 21 casi danesi, in cui i corpi palesemente sono stati legati, il che "può essere una protezione generale contro fantasmi e non qualcosa riservato per i criminali", egli scrive. Circa il 34% dei corpi delle età del bronzo e del ferro nel suo campione sono rivestiti, ma l'abbigliamento non si può conservare nelle torbiere come la carne, il che spiegherebbe la sua assenza. Uno studio del 2009, anche esso nel Journal of Archaeological Science, condotto da Ulla Mannering dell'Università di Copenaghen, riferisce 44 casi di corpi trovati nelle paludi con i vestiti in Danimarca, in maggior parte risalenti all'epoca romana.

La teoria nazista è solo molto superficiale, naturalmente, pur se gli archeologi considervano anche corpi trovati in torbiere in Irlanda e altrove, persino nel sud di Creta, ben lontano da qualsiasi patria "proto-germanica".

Invece, "oggi la maggior parte degli archeologi sostiene la teoria del sacrificio", scrive Ravn. Proposta nel 1950, l'idea di base è che i corpi della palude costituissero per lo più offerte agli dèi nordici Odino o Nerthus ("madre terra"), e il resto fossero vittime di omicidio o di incidente. All'epoca le persone venivano principalmente cremate, un punto che suggerisce che una sepoltura nella torbiera dovesse essere un evento speciale.

Un'alternativa è l'idea che nel 2002 è stata proposta dallo storico Allen Lund: che i corpi della palude appartenessero a streghe. Anticamente la gente conosceva le proprietà di conservazione delle torbiere e cercava di bloccare i nemici soprannaturali, sospendendoli in uno stato tra vita e morte per prevenire di essere ossessionata da loro.

Ravn propone una nuova teoria per spiegare alcuni corpi della palude - forse erano solo gente che morì per cause naturali e fu sepolta nelle torbiere dai parenti. Non c'è niente di speciale circa la gamma di 145 persone nella sua indagine, uomini, donne, giovani e vecchie. Chiaramente, alcuni sono stati collocati in buche scavate foderate con corteccia e cotone, seppelliti con perline di vetro o gioielli d'oro in bocca, un costume romano. Nei miti celtici, laghi e paludi erano luoghi di guarigione, Ravn suggerisce. "È possibile che vi fosse il desiderio di trasmettere queste caratteristiche curative della torbiera ad una persona che era morta di morte naturale, in modo che il defunto potesse arrivare sano nel Regno dei morti", egli ipotizza. In generale, i corpi della palude sono "non così facili da spiegare", dice Ravn. Il più antico, la donna Koelbjerg, data a 10.000 anni fa. Altri datano sino ai tempi moderni, come Johann Spieker, un falconiere (persona che addestrava falchi da caccia), morto nel 1828. "La ragione per cui certe persone hanno trovato il loro luogo di riposo finale nella torbiera non derivava da qualsiasi tradizione unica o da un singolo rituale", conclude Ravn. "Alcuni erano dovuti a incidenti e altri all'omicidio. Alcuni possono sono stati sacrificati e altri possono essere morti per cause naturali e furono tutti sepolti nella torbiera."


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