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11 Aprile 2003 ARCHEOLOGIA
David Parlman SF Gate
Un giudizio Salomonico: nuove prove confermano i regni Ebrei nei tempi biblici
tempo di lettura previsto 4 min. circa

In profondità tra le rovine saccheggiate circa 3, 000 anni or sono da un Faraone Egizio, gli scienziati dicono di avere scoperto nuove prove dell´esistenza storica dei leggendari regni biblici di Davide e Salomone.

Le prove confutano le recenti teorie di altri ricercatori che insistono nell´affermare che i monarchi biblici fossero semplicemente personaggi mitici, creati da studiosi e scribi dell´antichità molto tempo dopo gli eventi, al solo scopo di avvalorare le loro lezioni di moralità.

Il dibattito comunque, è lungi dal dirsi concluso.

Le più recenti evidenze arrivano da Israele dove un gruppo di archeologi ed esperti olandesi ha concluso uno scavo di durata settennale presso un sito storico chiamato Tel Rehov. Il sito si trova nella valle del Giordano, dove successivi insediamenti sorsero e caddero nel corso dei secoli.

Usando tecniche altamente sofisticate per stabilire la datazione mediante il tasso di decadimento del carbonio radioattivo, gli scienziati hanno fissato il tempo di un momento conteso nella storia, registrato nella Bibbia, quando un faraone ora conosciuto come Shoshenq I invase Gerusalemme.

Come riporta Libro delle Cronache del Vecchio Testamento, Shoshenq (la Bibbia lo chiama Sisach):

2Cr 12, 3: "...aveva con sé milleduecento carri e sessantamila cavalieri..." e saccheggiò la capitale d´Israele ed altre città e fortezze come Rehov, Megiddo e Hazor.

Il Faraone in seguito citò queste sue conquiste sulle iscrizioni di un monumento nel tempio di Amun a Karnak, dove si trova attualmente la città egiziana di Luxor.

La nuova cronologia pone dunque la guerra di conquista ed i saccheggi di Shoshenq a Rehov nel X secolo piuttosto che nel IX, una differenza altamente significativa. La data è fissata in questo modo attorno al 925 a.C., circa cinque anni dopo che Salomone si dice fosse morto, e circa 80 anni prima di quanto altri archeologi sostengono.

Questi studiosi, conosciuti nel mondo dell´archeologia come "minimalisti", insistono che sia David che Salomone fossero poco più che semplici capi tribù, e certamente non i potenti monarchi di cui si favoleggia nel testo biblico.

Un rapporto sulle nuove evidenze appare oggi sulla rivista Science, scritto da Hendrik Bruins (ricercatore del deserto dell´Università di Ben-Gurion del Negev, in Israele) Johannes van der Plicht (Centro per la Ricerca sugli Isotopi dell´Università di Groning in Olanda) e Amicai Mazar (Nuova Università Ebraica di Gerusalemme), il principale archeologo a Tel Rehov.

In un´intervista telefonica, Mazar ha dichiarato che uno specifico "livello di distruzione" al sito ha rivelato un raccolto di semi di grano appena colto e semi di olive che hanno messo i suoi colleghi in condizioni di datarli con un livello insolitamente alto di precisione. I dati dei livelli sia precedenti che successivi mostrano chiaramente come i successivi strati di occupazione potrebbero essere individuati tra il XII ed il IX secolo a.C., ha dichiarato.

"Le nuove prove offrono un ancoraggio archeologicamente preciso per le monarchie unite del tempo di David e Salomone" ha dichiarato Mazar. "Le ceramiche che abbiamo trovato indicano che la conquista si data allo stesso periodo di Megiddo, quando i suoi possenti cancelli e mura e templi furono distrutte dalle armate di Shoshenq."

Più di 40 anni or sono l´anziano Yigael Yadin, che conquistò fama durante la guerra israeliana per l´indipendenza, si dedicò all´archeologia e dopo avere scavato le imponenti rovine di Megiddo sostenne che furono infatti distrutte durante il cosiddetto periodo salomonico.

Recentemente invece, un gruppo di archeologi guidato da Israel Finkelstein dell´Università di Tel Aviv, al lavoro a Megiddo, ha insistito che il cosiddetto portale di Salomone si daterebbe ad un periodo di molto successivo forse 100 o perfino 200 anni dopo Salomone.

Finkelstein ha letto una copia del rapporto di Mazar che gli è stato inviato per posta elettronica. Dopo aver risposto che Mazar "è un raffinato studioso", ha insistito che "vi sono molti problemi con i dati archeologici" e che i campioni di materiale usati per la datazione al radiocarbonio sono, al meglio, discutibili.

Nel passato, Finkelstein aveva accusato Mazar di aver coltivato un "approccio sentimentale, in qualche modo romantico all´archeologia dell´Età del Ferro", secondo un precedente rapporto su Science.

Successivamente, comunque, uno dei leader dell´archeologia israeliana, il Professor Lawrence E. Stager, direttore del Museo Semitico dell´Università di Harvard, ha respinto le teorie di Finkelstein e degli altri archeologi che condividono le sue idee.

"Non è in discussione che Rehov e le altre città conquistate da Shoshenq si trovassero effettivamente lì al tempo di Salomone.

"Non abbiamo bisogno di contare più solo sulla Bibbia o sulle iscrizioni di Shoshenk a Karnak per stabilire che Salomone ed il suo regno esistettero effettivamente, poiché abbiamo ora la suprema evidenza delle datazioni al radiocarbonio".

Per contattare David Parlman: dperlman@sfchronicle.com.


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