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9 Gennaio 2011 STORIA
Science Daily
I riferimenti letterari nascosti nella Gioconda
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ScienceDaily (6 gennaio 2011) - Ross Kilpatrick, professore emerito di materie classiche presso la Queen's University, ritiene che il capolavoro di Leonardo da Vinci, la Gioconda, incorpori immagini ispirate dal poeta romano Orazio e dal poeta fiorentino Petrarca. La tecnica di prendere un passaggio dalla letteratura e inserirlo in un'opera d'arte è nota come "invenzione" ed è stata utilizzata da molti artisti del Rinascimento.

"La composizione della Gioconda è sorprendente. Perché Leonardo ha dipinto una donna attraente, seduta su un balcone, mentre sullo sfondo c'è un mondo completamente diverso, deserto e sterile?" dice il Dr. Kilpatrick. "Che cosa sta cercando di dire l'artista?"

Il Dr. Kilpatrick ritiene che Leonardo stesse alludendo all'Ode 1 di Orazio. 22 (Integer vitae) e a due sonetti di Petrarca (Canzoniere CXXX, CLIX). Come la Gioconda, quei tre poemi celebrano una devozione a una giovane donna sorridente, con i voti di amare e di seguire la donna in tutto il mondo, dalle montagne umide agli aridi deserti. Le regioni menzionate da Orazio e Petrarca sono simili allo sfondo della Gioconda.

Entrambi i poeti erano letti quando Leonardo dipinse il quadro nel primo 1500. Leonardo aveva dimestichezza con le opere di Petrarca e Orazio, e il ponte che si vede sullo sfondo della Gioconda è stato identificato come quello dalla città natale di Tetrarca, Arezzo (mentre c'è chi vorrebbe vedervi il ponte "gobbo" di Bobbio).

"La Gioconda è stata dipinta in un momento in cui la grande letteratura era ben nota. Era citata, riferita e celebrata", dice il Dr. Kilpatrick.

Il Dr. Kilpatrick ha studiato i riferimenti letterari nell'arte negli ultimi 20 anni. Recentemente ha trovato riferimenti al mitico matrimonio delle Divinità greche Ariadne e Dioniso nel famoso dipinto "il bacio" di Gustav Klimt.

I risultati del Dr. Kilpatrick sulla Gioconda ora sono stati pubblicati nella Rivista italiana MEDICEA.

Fonte: Science News


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