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18 Novembre 2010 PALEONTOLOGIA
galileonet.it
Un gamberetto ben conservato di 360 milioni di anni fa
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Ha più di 360 milioni di anni e viene dall'Oklahoma (Usa) il più antico gamberetto conosciuto. Il fossile, perfettamente conservato, è stato presentato da Rodney Feldmann e Carrie Schweitzer dell'Università del Kent (Ohio) sulle pagine del Journal of Crustacean Biology.

Lungo circa sette centimetri, il fossile era stato rinvenuto in una cava vicino ad Ada, in Oklahoma, da Royal Mapes, un paleontologo dell'Università dell'Ohio. I ricercatori del Kent lo hanno classificato come un esemplare appartenente alla famiglia delle Aciculopodidae e lo hanno chiamato Aciculopoda mapesi. Ciò che ha stupito maggiormente i geologi è stato scoprire come il crostaceo fosse davvvero ben conservato: i muscoli che una volta costituivano la coda dell'animale sono infatti ancora perfettamente visibili. La conservazione delle parti molli di un animale è molto rara da osservare, ma in questo caso - come spiegano i ricercatori - è stata possibile grazie alla combinazione dei bassi valori di pH delle acque e delle basse concentrazioni di ossigeno. Inoltre, il gamberetto viveva probabilmente in acque molto profonde, lontano dalle forti correnti che avrebbero potuto danneggiarlo.

Prima di questa scoperta, il primato di gamberetto più antico spettava a un esemplare del Madagascar, vecchio "solo" 245 milioni di anni. Aciculopoda mapesi è anche una delle più antiche testimonianze dei decapodi, ovvero di crostacei con dieci zampe (come i granchi e le aragoste), insieme a Palaeopalaemon newberryi (un animale simile a un'aragosta ritrovato in Ohio e Iowa). "L'antenato comune delle due specie potrebbe trovarsi nelle rocce che una volta formavano il continente Laurentia e che oggi si ritrovano nel Nord America e nella Groenlandia" ha concluso Schweitzer.


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