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22 Ottobre 2010 STORIA
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Milano, in mostra mille anni di islam
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Milano protagonista di una grande prima mondiale, per la prima volta esce dal Kuwait una selezione di opere della collezione al Sabah, di proprietà di Hussah al Sabah. Un tesoro unico nel suo genere che ripercorre, con oltre 350 oggetti, di cui un terzo inediti, mille anni di storia dell'arte islamica nella mostra "Arte della civiltà islamica" in programma a Palazzo Reale, da oggi fino al 30 gennaio 2011.

"Inaugura oggi a Palazzo Reale una mostra che si inserisce a pieno titolo in un grande progetto volto a conoscere e approfondire le diverse culture presenti nella nostra città - spiega il sindaco Letizia Moratti . Perché la cultura non solo ci arricchisce ma è uno strumento capace di portare ad una sempre maggiore comprensione tra i popoli. Se da una parte, infatti, è importante conservare e valorizzare la propria storia, tradizione e identità dall'altra, conoscersi meglio è aprirsi alle culture del mondo andando a cogliere influenze e connessioni tra le diverse civiltà".

"L'incontro delle civiltà è appena iniziato - dichiara l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -. Con questo incontro pace e progresso, grazie all'arte, si rafforzano vicendevolmente. Se vogliamo davvero un confronto tra tradizioni e religioni diverse l'arte con i suoi capolavori e oggetti in questa mostra è una straordinaria occasione per un'integrazione virtuosa e creativa. Questa esposizione è stata studiata in una nostra missione in Kuwait sin dal maggio 2009 e offre una visibilità di una Milano alternativa, non solo economica e finanziaria".

Realizzata dal Comune di Milano, in stretta collaborazione con lo Stato del Kuwait, la mostra "L'arte della civiltà islamica - La collezione al Sabah" ripercorre mille anni di storia dell'arte islamica, con una ricchissima varietà cronologica dal VII al XVII secolo, geografica (dalla Spagna all'Estremo Oriente) e tipologica (tappeti e tessuti, raffinati metalli cesellati, ceramiche, sculture, miniature, preziosi gioielli e oggetti in avorio).

E' un'esposizione di altissimo livello, curata da Giovanni Curatola, professore di Archeologia e storia dell'arte musulmana alle Università di Udine e Milano, che ha intrapreso un lungo e appassionato lavoro di selezione da una collezione straordinaria, ad accompagnarci in questo affascinante viaggio.

Un progetto importante reso possibile grazie alla fiducia che lo Stato del Kuwait ha accordato a Milano che è la prima tappa di un tour internazionale. L'esposizione viaggerà, infatti, alla volta di Austria, Canada e Korea.

Un tour in giro per il mondo che precederà la creazione di un nuovo museo d'arte del Kuwait che ospiterà in maniera definitiva la collezioneAl - Sabah. Nel luglio 1975 lo sceicco Nasser Sabah Ahmed al-Sabahha mostrato a sua moglie, Sheikha Hussah Sabah Selim al-Sabah la prima opera d'arte islamica, una splendida bottiglia in vetro smaltato d'epoca Mamelucca del XIV secolo, comprata durante un viaggio.

Da qui è iniziata un'avventura che ha portato la coppia a raccogliere e collezionare, in otto anni di intenso lavoro, circa 20.000 opere, tra cui vari capolavori, ma anche numerosi oggetti di grande interesse per gli studiosi.

Nel 1983, in occasione della Festa Nazionale del Kuwait, Sheikh Nasser e Sheikha Hussah, offrono al loro Paese, e al mondo intero, l'inestimabile dono del prestito permanente della Collezione (chiamata Dar al-Athar al-Islamiyya; "Casa delle Antichità dell'Islam") al museo Nazionale del Kuwait in un'apposita ala destinata ad ospitare 1200 eccezionali opere d'arte islamica in grado di fornire un panorama pressoché completo - e di altissimo livello al pari delle più blasonate e storiche raccolte mondiali: Berlino, Cairo, Copenhagen, Damasco, Londra, Parigi, San Pietroburgo, Tehran - dell'esperienza artistica dell'Islam. Il 2 agosto 1990 il Kuwait viene invaso dall'Iraq: ha inizio la guerra che porta la distruzione della collezione.

Fortunatamente, però, 107 opere pochi giorni prima sono partite per una mostra itinerante dal titolo Islamic Art&Patronage, il miglior ambasciatore possibile per un piccolo Stato, il Kuwait, segnato da un'enorme e mai dimenticata tragedia.

Nel frattempo, una parte della Collezione dedicata allo specifico settore dei gioielli indiani è stata ammirata dal pubblico di tutto il mondo tramite la straordinaria mostra intitolata Treasury of the World.

Jewelled Arts of India in the Age of the Mughals, itinerante da quasi dieci anni, con meravigliosi esemplari di eccelsa qualità e grande varietà, di cui alcuni saranno esposti a Palazzo Reale.

Oggi il DAI (Dar al-Athar al-Islamiyyah) sotto la guida appassionata di Sheikha Hussah è una prestigiosa istituzione scientifica di livello mondiale, nota per le sue attività in campo culturale con conferenze tenute dai principali specialisti del settore, spesso di fama mondiale.

I due coniugi hanno inoltre con tenacia ricostruito la loro Collezione arrivando all'impressionante numero di 26.000 opere. Da qui il desiderio di preparare una nuova mostra di arte: "al-Fann. Arti delle Civiltà Islamiche", in grado di avvicinare il pubblico alla grande e multiforme civiltà musulmana attraverso una delle sue espressioni più alte.

La mostra si divide sostanzialmente in due parti: la prima metà consiste in un percorso cronologico scandito in quattro tappe, dagli inizi fino ai tre grandi imperi cinquecenteschi, Ottomani, Safavidi e Moghul.

Nella seconda parte si approfondiscono alcuni temi trasversali a tutta l'arte musulmana nelle apposite sezioni dedicate alla calligrafia, alla decorazione geometrica, agli arabeschi e all'arte figurativa, quest'ultima per smentire il luogo comune di una pretesa iconoclastia musulmana.

Chiude la mostra una sezione dedicata ai gioielli allestita sia perché la Collezione é giustamente famosa per queste opere sia per offrire al pubblico uno spettacolare trionfo visivo finale. Una piccola scelta di monete, in una raccolta numismatica di impressionante ampiezza e valore, è stata infine pensata per aiutare a memorizzare una semplice ed essenziale cronologia.

Nelle sale di Palazzo Reale sfilano dunque oggetti grandi e piccoli di straordinaria bellezza e raffinatezza: dalle pagine di Corano mirabilmente dipinte a quelle di libri e manoscritti splendidamente miniati; da capitelli marmorei con iscrizioni a scatole in avorio decorate con uccelli e piante; da brocche in bronzo a bicchieri e vasi in vetro smaltato dai colori e disegni sfavillanti a sfarzosi tappeti decorati in lana e bellissimi tessuti in velluto e seta; da stupendi piatti e coppe in ceramica decorati a spettacolari collane e bracciali d'oro, diamanti e pietre preziose o a pugnali di giada incastonati con rubini e smeraldi; da ante di armadio in legno decorato a lastre tombali con iscrizioni e persino a scacchi in cristallo di rocca.


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