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10 Settembre 2010 ARCHEOLOGIA
ditadifulmine.com
Pillole di 2000 anni in un relitto greco in Toscana
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Nel 130 a.C., una nave greca affondò nei pressi della costa toscana. Dopo circa 20 anni dal ritrovamento del relitto, un gruppo di archeobotanici è stato in grado di analizzare alcune delle pillole ritrovate nella stiva della nave, e preparate dai medici dell'antica Grecia.

L'analisi del DNA del contenuto delle pillole ha mostrato un miscuglio di oltre 10 differenti estratti vegetali, dall'ibisco al sedano.

"Per la prima volta, c'è la prova prova di cosa abbiamo letto negli scritti degli antichi medici greci Dioscoride e Galeno" afferma Alan Touwaide, dello Smithsonian Institution's National Museum of Natural History di Washington.

La scatola di pillole fu scoperta all'interno del relitto nel 1989. Molti dei medicinali erano rimasti ben asciutti e conservati, consentendo le analisi chimiche sul loro contenuto.

Robert Fleischer, dello Smithsonian's National Zoological Park, ha analizzato frammenti di DNA estratti da due delle pillole, comparando i risultati con il database genetico dell'Istituto della Sanità americano. E' stato in grado di identificare carota, ravanelli, sedano, cipolla selvatica, quercia, cavolo, erba medica e millefoglie.

Sono state inoltre trovate tracce di ibisco, probabilmente importato dall'Asia o dall'Etiopia.

"La maggior parte di queste piante sono note per essere state utilizzate nel trattamento di persone malate" spiega Fleischer. Il millefoglie arresta la fuoriuscita di sangue, e Dioscoride Pedanio, un medico e farmacologo della Roma del primo secolo dopo Cristo, descrive la carota come una cura per molti problemi: "Si dice che i rettili non attacchino le persone che l'hanno assunta; aiuta inoltre il concepimento".

Le pillole hanno anche riservato delle sorprese. Una di queste è la presenza di girasole, che si riteneva fosse apparso in Europa dopo la scoperta delle Americhe. Se la presenza di girasole fosse confermata (potrebbe essere frutto di contaminazione recente), i botanici si vedranno costretti a rivedere la storia e la diffusione di questa pianta nell'antichità.

"Gli scienziati e gli studiosi hanno spesso scartato la letteratura su queste medicine, ed espresso dubbi sulla loro possibile efficacia, che veniva attribuita solo alla presenza di oppio" afferma Touwaide. Il ricercatore spera di risolvere il dibattito esplorando le possibilità di trattamento di alcune malattie attraverso gli estratti vegetali rilevati nelle pillole.

Touwaide spera anche di scoprire il "therian", una medicina descritta da Galeno che conterrebbe oltre 80 estrati vegetali, e documentarne con precisione la ricetta. "Chi lo sa, queste antiche medicine potrebbero aprire nuove strade per la ricerca farmacologica".


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