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3 Agosto 2010 STORIA
La redazione di La Porta del Tempo
stroncato traffico di reperti Sardegna-Lombardia
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L'operazione è scattata il 28 luglio scorso, quando il personale della stazione forestale di Senorbì ha sorpreso tre personen, munite di picozza e metal detector, nei pressi di una antica stazione termale romana.

Tre bronzi di epoca nuragica e un figurino votivo in bronzo, oltre a 1350 monete romane, 850 reperti di metallo, 407 monili e 18 vasi: è il tesoro archeologico recuperato tra Cagliari e Milano dagli agenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna.

L'operazione è scattata il 28 luglio scorso, quando il personale della stazione forestale di Senorbì ha sorpreso tre persone che, munite di piccozza e metal detector, scavavano nei pressi di una antica stazione termale romana, in località Funtana Bangius.

P.A., 48 anni artigiano di Domus De Maria, A.P., 47 anni. disoccupato di Senorbì e R.P., 40 anni, imprenditore milanese sono stati denunciati per violazione in materia di ricerche archeologiche, impossessamento di beni culturali appartenenti allo Stato, ricettazione di beni di provenienza illecita, danneggiamento al patrimonio archeologico storico e artistico nazionale. Gli uomini del corpo forestale hanno perquisito le abitazioni di P.A. a Domus De Maria e di R.P., a Cologno Monzese, recuperando centinaia di reperti.

"Tra i beni recuperati", ha rimarcato il comandante del Corpo forestale della Sardegna, Giuseppe Delogu, "risaltano diverse monete di epoca romana e tre monete risalenti al periodo punico coniate in Sardegna. Abbiamo inoltre sequestrato un'ascia, un pugnale e una faretra votiva risalenti all'era nuragica. Di certo non si tratta di cultori dell'archeologia, ma di persone che depredavano i siti per poi rivendere i reperti trafugati". "In particolare", ha aggiunto Delogu, "stiamo vagliando la posizione di R.P.: in teoria è arrivato in Sardegna per raggiungere la famiglia, in vacanza a Chia, ma appena sceso dall'aereo si è subito recato a Senorbì, raggiungendo gli altri due.

Anche per questo crediamo che si tratti di una prassi radicata e i reperti scovati nel caveau dell'abitazione dell'imprenditore, tra cui uno scarabeo di lapislazzuli, lo confermano". (AGI) Cli/S

Fonte Agi


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