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22 Aprile 2010 ARCHEOLOGIA
Romano Maria Levante La redazione di La Porta del Tempo
La Rotta dei Fenici, l'archeologia in un programma di turismo culturale
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"Un impegno oneroso ricco di soddisfazioni, 140 mila euro ben spesi" disse il Direttore generale del Ministero per i Beni e le Attività culturali Maurizio Fallace il 4 dicembre 2009 alla presentazione del programma "La Rotta dei Fenici". Lo riproponiamo a primavera inoltrata, quando si comincia a pensare ai programmi per l'estate perché viene offerta una prospettiva che lega l'archeologia al turismo aggiungendo all'interesse del viaggio l'emozione della scoperta. Ed è di attualità dopo gli incontri formativi e di coordinamento tra le 18 nazioni interessate al programma svoltisi a marzo.

Rotta mediterranea paesaggistica e storica, archeologica e artistica, ambientale e folklorica

E' emozionante portarsi sulle tracce di una civiltà così antica e prestigiosa, e farlo varcando le frontiere dei paesi dove hanno lasciato segni della loro presenza i Fenici, un popolo di marinai e mercanti. Navigare e commerciare significa conoscersi e fare scambi, condividere progetti, l'alimento della cultura; perciò è importante andare per mare e per terra su un rotta dove l'ambiente si unisce all'archeologia, l'arte alla storia, la tradizione al folklore in una suggestione unica.

Ci sono 18 nazioni del Mediterraneo, con 80 città di tre continenti, in Europa, Africa e Asia, attraversate dalla "Rotta de Fenici" e impegnate a valorizzare questo percorso comune, per un'esperienza innovativa di collegamento tra tante località; in un circuito in cui la gara di sempre nell'offerta turistica si arricchisce di una feconda sinergia, un valore aggiunto prezioso per tutti.

La linea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali di promuovere l'incontro tra diverse culture come arricchimento reciproco si manifesta così in modo concreto attraverso una proposta di ampio respiro con offerte ben precise di itinerari paesaggistici attraversati da riscoperte che aggiungono fascino a percorsi di per sé suggestivi: dal cammino di Annibale, con un passaggio di particolare interesse a Tuoro sul Trasimeno dove si può rivivere la battaglia del 217 avanti Cristo con una ricostruzione sui luoghi storici, all'archeotrekking, "per camminare sulle orme della storia, tra natura, arte e cultura", come dicono gli organizzatori aggiungendo che "la passeggiata a piedi non è più solo sport, ma diventa arte, cultura, riscoperta di luoghi e popoli antichi". Di particolare interesse è "l'itinerario nel più grande parco archeologico d'Europa (270 ettari): Selinunte, con 9 km. di percorso tra le rovine dell'antica città greco-fenicio-punica", risalendo alla distruzione del 250 avanti Cristo di un centro di grande importanza fin dal VI secolo.

Un posto spetta all'archeogastronomia, tra Umbria, Sicilia e Sardegna, in cui l'influsso fenicio nella cultura enogastronomica sarà esplorato con archeologi ed agricoltori, pescatori e ristoratori.

Particolari soddisfazioni avranno gli amanti del mare: la rotta si sviluppa sul Mediterraneo, nelle direttrici nautiche dell'antico popolo fin dal XII secolo avanti Cristo lungo le quali si irradiò la penetrazione commerciale e culturale. Gli approdi nelle città interessate sono tutti da scoprire tra ambienti e paesaggi, arte e storia; e tutti da vivere, tra folklore e tradizioni, usi e costumi.

Ci sono offerte particolari per coloro che intendono provare le speciali emozioni dell'archeosaling fino all'archeosub. Sardegna e Sicilia insieme alla Tunisia sono all'avanguardia, ci saranno barche a vela targate "Rotta dei Fenici" fino a corsi di vela per i piccoli abbinati all'archeologia; gli itinerari archeologici subacquei nelle due isole e il "Museo del mare" presso il castello di Santa Severa saranno fonte di scoperte inattese. Nel mese di agosto l'annuale regata mediterranea "Route de Jasmin", tra Francia e Sardegna, Sicilia e Tunisia, porterà 60 equipaggi nelle maggiori località marittime fenicie, da Tharros a Cartagine, da Utica a Selinunte; ha una storia di venti anni, ora è inserita nella "Rotta dei Fenici" alla quale dà l'emozione di una gara da vivere partecipandovi anche indirettamente potendo assistere di persona al grande spettacolo che va in scena sul mare.

Nell'epoca del virtuale, in un'offerta innovativa non poteva mancare l'utilizzazione delle possibilità offerte dal web: si potrà navigare su Internet lungo le rotte dell'itinerario fenicio nel sito del MiBAC avvalendosi delle straordinarie possibilità di Google Earth, con schede informative sui siti archeologici e sui servizi turistici; si avrà a disposizione la tecnologia più avanzata con un video in 3D per "Annibale sul Trasimeno", il suo cammino tra le Alpi e Trebbia, il Trasimeno e Canne e la sua battaglia con i Romani, in un linguaggio innovativo nel campo documentaristico.

Alla ricerca delle tracce di un'antica civiltà

Si potrà andare alla ricerca delle antiche città fenice, Biblo e Tiro, Berito e Sidone; e seguire le tracce lasciate da una civiltà antichissima, dal terzo millennio avanti Cristo con i precursori nella terra di Canaan; un crocevia di civiltà come dimostrano i vari periodi, assiro, babilonese-persiano, poi ellenistico fino al romano, nel quale si ebbe l'assimilazione definitiva nella cultura dominante.

I segni visibili sono pochi, sebbene ai Fenici venga attribuito un primato nella scrittura, una delle più antiche, che risale almeno al primo millennio avanti Cristo, di tipo consonantico, diventerà anche alfabetica nella forma punica, c'è una stele alla dea Tanit con scritte del VI secolo; da Biblo fu diffusa presso greci, siriani e palestinesi. Si sono ipotizzati scritti storiografici e mitologici in prosa, e le formule delle iscrizioni regali fanno ritenere una produzione poetica di matrice ebraica.

Rinomati i tessuti tinti di porpora e gli ornamenti d'avorio con oro di tipo egizio e le ceramiche di tipo egeo; ci sono giunte maschere funerarie. Erano organizzati in città-Stato autonome non unite e questo segnò la loro debolezza e l'esposizione alle invasioni. Marinai e mercanti, eccellevano nel commercio e costituirono colonie, tra cui Cartagine, colonia di Tiro, che fece ombra alla grande Roma fino allo scontro finale. E così ritorniamo alla "delenda Cartago" dei banchi di scuola.

Ma ben altro si potrà conoscere seguendo la "Rotta dei Fenici", queste piccole notazioni danno solo una traccia. La rotta, nella quale si può "ritagliare" il percorso preferito, passa per la Sicilia e la Sardegna, poi per la Spagna di Gadir l'attuale Cadice, il Libano e la Tunisia dell'antica Utica; e poi per Malta e la Libia, l'Algeria e il Marocco. Le città: Palermo e Cagliari e quelle storiche, Leptis Magna e Cartagine, Solunto e Lixus, Tharros e Carmona, Sulcis e Mozia.

I segni rimasti sono di un'espansione coloniale, ma di natura commerciale non guerriera, ripetiamo, che dalle coste si irradia verso l'interno, anzi fu la spinta delle conquiste straniere a portarli fuori dalla propria terra. Il rafforzamento di Cartagine li fece unificare, per l'esigenza di difendersi dall'espansione greca, finché con le guerre puniche cessò la loro indipendenza in occidente e furono assimilati nell'impero romano. Al quale trasmisero gli influssi ricevuti e i loro apporti originali.

Il valore del programma "La Rotta dei Fenici"

Tornando al significato del programma, è assolutamente innovativo aver "messo in rete" iniziative e presenze sul territorio di 18 nazioni e 80 città con l'apporto di istituzioni ed esperti, "tour operator" e centri ricettivi. Tanto che è stata prevista anche la "3 giorni formativa" citata all'inizio con la partecipazione di "tour operator" e delegati dell'Associazione Nazionale Archeologi, sul patrimonio storico-culturale di Tuoro, in provincia di Perugia; e l'incontro svoltosi tra le delegazioni dei 18 paesi interessati nel "V Dialogo Euromediterraneo sulla Rotta dei Fenici".

Nel suo collegamento interculturale e internazionale c'è un'utile indicazione: potrebbe costituire un prototipo di programmi tematici intorno a circuiti nazionali e internazionali che colleghino siti e località in una sorta di "caccia al tesoro" che unisca l'amore per la cultura al fascino del turismo.

I percorsi tematici sono sempre più diffusi nel campo delle mostre d'arte: ricordiamo la mostra riminese "Contemplazioni" e quella romana "Mitografie", con le opere incentrate sul tema proposto, nella prima sulla bellezza, nella seconda sul mito liberamente reinterpretato. Così tante altre mostre romane: quella in corso al Vittoriano, "Da Corot a Monet, la sinfonia della natura" segue un tema, l'ecologia, negli ambienti naturali, dai boschi ai fiumi, per non parlare delle due mostre del 2009 su De Chirico, una sulle copie e i d'après, "De Chirico e il Museo", l'altra sul disegno, "La magia della linea"; anche quelle imperniate su un grande nome tendono ad essere tematiche, da "Giotto e il Trecento", a "Da Rembrandt a Vermeer la pittura civile dei fiamminghi e degli olandesi nel '600", fino alla mostra perugina "Federico Barocci e la pittura della maniera in Umbria"; non mancano le grandi mostre collettive tematiche come le due della Comunità di San Frediano, "Apocrifi" a Illegio in Carnia e "Il Potere e la Grazia" a Palazzo Venezia, quindi sempre a Roma "Africa una nuova storia", per finire con "Futurismo" e "Dada e il surrealismo"; e la mostra sul "Novecento" a Teramo. Sono tutte mostre, con delineato un preciso percorso tematico, da noi commentate dal 2009 ad oggi su www.abruzzocultura.it.

Ma ora siamo ai percorsi turistici, e un grande successo della "Rotta dei Fenici" potrà incoraggiare in questa direzione, che ha il pregio di favorire gli scambi internazionali e mettere in contatto culture diverse con i notevoli vantaggi che si possono immaginare sul piano della conoscenza e collaborazione reciproca. Non scomodiamo un valore come la pace, ma di certo la tolleranza e il rispetto, l'accoglienza e l'integrazione potranno avvantaggiarsi dalla maggiore vicinanza tra i popoli; e si potranno rafforzare i legami tra i paesi del Mediterraneo la cui storia ha radici comuni. Tra l'altro i Fenici sono stati un popolo pacifico e la loro espansione solo di natura commerciale.

Con la "via Francigena" si è già avuta un'altra apprezzabile iniziativa, anch'essa promossa dal MiBAC, basata su un'idea forte di natura culturale: la proposta e attivazione di percorsi turistici che senza una matrice unitaria avrebbero minore attrattiva. Nella "Rotta dei Fenici" il campo si allarga sul mare a una geografia quanto mai varia e colorita che scopre tesori straordinari al viaggiatore.

La presentazione ne ha dato un saggio con la proiezione di immagini di grande suggestione: dai rossi tramonti sul mare alle colline ubertose, dalle montagne svettanti ai siti archeologici intriganti; e poi le feste e il folklore, l'abbigliamento e i costumi, l'arte e la cultura, lo sport e la gastronomia.

Questo il valore dell'iniziativa dal punto di vista turistico, mentre sotto l'aspetto culturale è evidente l'interesse al confronto con tradizioni, usi e mentalità che determina un arricchimento reciproco; come la spinta a far circolare le attività culturali richiamando anche nel nostro paese gli appassionati stranieri alla "Rotta dei Fenici" e mettendoli a contatto con beni culturali inamovibili che così vengono valorizzati al massimo secondo la ben nota strategia perseguita dal Ministero.

L'approfondimento culturale nasce dal preciso riferimento a un percorso comune che alimenta l'interesse a riscoprire quei popoli mitici e anche a conoscere meglio le nazioni che si sono nutrite della loro cultura e degli influssi primigeni irradiatisi sulle vie del commercio e della navigazione.

Da alcuni anni le scuole di diversi paesi hanno apprezzato l'efficacia a fini educativi e di istruzione che possono avere i viaggi organizzati nei siti fenici-punici con suggestive visite a musei e luoghi archeologici oltre che alle bellezze ambientali e a quanto riporta alle tradizioni e alla memoria.

Si tratta spesso di località avanzate sotto il profilo turistico nelle quali resta il gusto della scoperta culturale. Per questo la "Rotta dei Fenici" è tra gli Itinerari Culturali che hanno il riconoscimento del Consiglio d'Europa come "Itinerario dell'Interculturalità mediterranea". Infatti la civiltà di questo antico popolo, di cui vengono alla luce sempre nuove manifestazioni - ecco la scoperta - si affermò lungo i loro itinerari commerciali e di espansione pacifica contribuendo notevolmente "alla creazione di una koiné 'comunanza' culturale mediterranea e alla circolarità di questa cultura".

Nuovi occhi per un vero viaggio

La collaborazione tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l'associazione internazionale "Rotta dei Fenici" che dispone delle competenze specifiche e dei collegamenti appropriati è un fatto di per sé innovativo. Ha detto Antonio Barone, il suo Direttore : "Da anni lavoriamo sul territorio italiano e internazionale per fare sistema e mettere in rete ciò che esiste già: studiosi, 'tour operator', centri ricettivi, istituzioni per diffondere un patrimonio immenso. Ora, attraverso la collaborazione con il MiBAC, la presenza fenicia in Italia può veramente rappresentare un valore aggiunto in chiave turistica, in particolar modo nelle aree di Centro Sud del Paese". E ha sottolineato che "l'aspetto più significativo dell'accordo sta nel fatto che per la prima volta un ministero stipuli un accordo con un'organizzazione di territori per valorizzare il patrimonio archeologico culturale legato ad un tema specifico, come i Fenicio-Punici nel Mediterraneo".

Si cerca di promuovere un nuovo concetto di turismo legato alle motivazioni più profonde, che riteniamo poter riassumere in una parola: ricerca. Quando si viaggia per diporto si va sempre alla ricerca di qualcosa, ovviamente luoghi dove ammirare bellezze artistiche sotto la spinta culturale, o bellezze naturali e ambientali; qui si aggiungono stimoli spesso indefiniti oltre all'aspetto ludico.

Però c'è qualcosa di più che indirizza nella scelta ed è alla base della maggiore o minore soddisfazione. Non sempre la ricerca di qualcosa di esterno a noi ci appaga, ce ne accorgiamo quando nel viaggio non vediamo esaudite le nostre attese, spesso inconsce. Forse perché quello che cerchiamo è dentro noi stessi, ed è lo spirito di Ulisse a portarci lontano per riscoprire emozioni e motivi interiori. In questo senso un itinerario che unisce popoli diversi con le loro tradizioni e le loro memorie, ma accomunati dalla matrice mediterranea, può risvegliare interessi sopiti, emozioni dimenticate, far sentire dentro di noi sollecitazioni che il tempo ha sedimentato ma non cancellato.

D'altra parte, ha detto il ministro Sandro Bondi al 1° Premio letterario "Viaggio in Italia" il 25 settembre 2009, "il grande viaggiatore segue le orme di apostoli e pellegrini, esploratori e mercanti, coloni e migranti", i Fenici incarnano molte di queste espressioni dello spirito di Ulisse.

C'è, dunque, qualcosa di nuovo, anzi d'antico nell'itinerario della "Rotta dei Fenici": il nuovo è nelle mete e nei luoghi storici che ne fanno parte, l'antico è nella loro civiltà che per molti versi ha alimentato la nostra civiltà, e riscoprirne la matrice comune nella infinita varianza di manifestazioni è una sfida quanto mai stimolante. Anzi emozionante, perché la scoperta dà sempre emozione.

Per questo vogliamo concludere con la frase di Marcel Proust citata da Antonio Barone. E' più di una citazione colta, può essere il sigillo di un modo più autentico ed appagante di fare turismo: "Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi per vederle".


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