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24 Marzo 2010 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Scoperta nuova specie umana di 30.000 anni fa in Siberia
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Quando nel 2004 venne scoperto l'Homo floresiensis, la specie umana nana dell'isola di Flores soprannominata "Hobbit", ci fu grande sconcerto nell'apprendere che la nostra specie aveva convissuto con un'altra fino a circa 15.000 anni fa. L'altra specie umana che ha convissuto con la nostra, i Neandertal, è senza dubbio la più famosa. Ed ora la sorprendente notizia della scoperta di una nuova specie, che avrebbe vissuto 30.000 anni fa nel sud della Siberia.

Nell'estate del 2008 fu scoperto un dito umano in una grotta, chiamata Denisova, ai piedi delle montagne di Altai. Qui erano già stati portati alla luce utensili in pietra intagliati con le tecniche della cultura musteriana Levallois. Si pensò dunque trattarsi di Neandertal.

Pare che la grotta fosse abitata a intermittezza dagli esseri umani per ben 125.000 anni; il frammento osseo proveniva da uno strato datato fra i 48.000 e i 30.000 anni fa.

Ma mentre il piccolo osso non poteva dirci nulla sella morfologia del resto del corpo, la genetica sì. E' stato quindi analizzato da una équipe di ricercatori del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology a Laipzing, con a capo il genetista Svante Pääbo.

Estraendo e sequenziando il DNA dal fossile, si è scoperto che non si trattava né di un neandertal né di Homo sapiens.

Pubblicato su Nature, lo studio mostra che l'osso potrebbe appartenere a una specie finora sconosciuta.

Ad oggi si sa poco di come si è evoluto Homo erectus in Asia e cosa è avvenuto quando l'Homo sapiens arrivò lì. I paleoantropologi cinesi ritengono che il sapiens si sia associato con l'erectus o suoi discendenti, ma non hanno trovato fossili che mostrino chiaramente il contatto, ma solo Homo sapiens arcaico e Homo erectus molto più antico rispetto al periodo in cui il sapiens è giunto in Asia dall'Africa.

Questa nuova scoperta potrebbe fornire indizi sulle specie umane che hanno vissuto in Asia fino all'arrivo del sapiens.

Seconda la genetica, la specie a cui appartiene l'osso fossile sarebbe migrata dall'Africa molto prima di Homo sapiens.

C'è molta cautela e prudenza, trattandosi di un solo reperto: potrebbe anche non essere una nuova specie, perciò servono ulteriori studi. Sono stati trovati anche altri frammenti di ossa, ma nessuno abbastanza grande da poter identificare la specie morfologicamente.

Il team del Max Planck Institute è riuscito ad estrarre il DNA mitocondriale dal dito fossile: il suo genoma è stato confrontato con quello dell'uomo moderno, quello di un Homo sapiens di 30.000 anni fa scoperto in Russia e quelli di sei neandertal. Il genoma non ricadeva in nessuno di essi.

Per darvi un'idea, sapiens e neandertal si differenziano per le posizioni di 202 nucleotidi (molecole organiche che costituiscono la catena del DNA). Il fossile di Denisova, soprannominato "Madame X", ha 385 posizioni diverse da noi.

Questa differenza implica che la specie di Madame X deve essersi separata dall'albero della famiglia umana 3 milioni di anni fa, prima di quanto abbia fatto il neandertal. Se questo fosse confermato, la specie siberiana avrebbe abbandonato l'Africa in un periodo compreso fra la migrazione dell'Homo erectus (1, 9 milioni di anni fa) e quella dell'Homo heidelbergensis, gli antenati del neandertal (500-300.000 anni fa).

I ricercatori stanno ora cercando di ottenere il DNA nucleare dei reperti fossili di Denisova, sperando di poter sequenziare l'intero genoma.

Il DNA mitocondriale (ereditato solo dalle madri) sequenziato in questo studio non è sufficiente per definire una nuova specie: potrebbe essere appartenuto a un neandertal o un sapiens che abitava in Siberia e aveva un DNA mitocondriale raro dovuto a un incrocio precedente fra Homo erectus, o fra sapiens e neandertal, o qualche tipo di sapiens arcaiaco.

Riferimento:

"The complete mitochondrial DNA genome of an unknown hominin from southern Siberia". Krause, J. et al. - Nature doi: 10.1038/nature08976 (2010).


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