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25 Ottobre 2001 ARCHEOLOGIA
Ananova
Gli antichi Egizi sorprendono gli studiosi con la loro abilità nell´imbalsamazione
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Un nuovo studio mostra che gli antichi Egizi usarono tecniche di imbalsamazione molto più complicate di quanto creduto fino ad oggi.

La ricerca, portata avanti da due chimici dell´Università di Bristol, è la prima analisi sistematica scientifica della mummificazione. Si è scoperto che gli antichi Egiziani usavano combinazioni altamente sofisticate di sostanze naturali per imbalsamare i corpi.

Richard Evershed e Stephen Buckley hanno esaminato campioni tratti da 13 mummie, attraversando in tal modo 2300 anni di storia egizia.

Nel corso del tempo, le ricette furono modificate per bilanciare la qualità della preservazione con i costi e le disponibilità dei materiali.

In alcuni casi, ingredienti costosi sono stati deliberatamente scelti dai ricchi egiziani che intendevano rendere imperitura la propria memoria, allo stesso modo in cui oggi, in certi casi, vengono scelti legni esotici ed oggetti di metallo per le bare.

La mummificazione si sviluppò perché gli Egiziani credevano che nessuno potesse accedere al regno dell´Oltretomba senza che la parte più importante del proprio spirito, il "ka", ritornasse nel corpo.

Il corpo morto, per questo, veniva protetto dal decadimento, e preservato in una forma riconoscibile.

Dopo secoli di sperimentazione, gli imbalsamatori impararono a rimuovere le cause di decadimento degli organi e trattare il corpo con sostanze come sali, resine, olio di cedro, gomma, miele, e bitume che avevano proprietà drenanti e anti-microbiche.

Buckley e Evershed, che hanno riportato i risultati delle proprie ricerche sulla rivista Nature, hanno usato due tecniche molto avanzate, chiamate cromatografia a gas e spettrometria di massa, che richiedendo solo piccoli campioni di tessuto.


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