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12 Ottobre 2005 PALEONTOLOGIA
Scientific American
NUOVE OSSA SOSTENGONO L´IPOTESI DEI MINI UMANI
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La scoperta di nuove ossa nelle grotte dell´Indonesia supporta la sorprendente teoria risalente allo scorso anno, secondo cui una nuova specie di ominidi di dimensioni ridotte coesistette con i moderni umani.

Quando Michael Morwood e Peter Brown dell´Università del New England di Armidale, Nuovo Sud del Galles, ed il loro team annunciarono nell´Ottobre del 2003, di aver trovato lo scheletro parziale di un umano alto un metro, nella grotta di Liang Bua, sull´isola di Flores, destarono non poche perplessità nell´ambiente. Nonostante le ossa fossero particolarmente piccole - a partire dal cranio, del volume di quello dello scimpanzé - i denti, la mandibola ed il cranio furono descritti come simili a quelli del genere Homo. Le prove oggettive, comprendenti strumenti di pietra, tracce di fuochi e le ossa di un elefante nano, datate a 18, 000 anni or sono, costrinsero gli scienziati ad ascrivere i resti umani ad una nuova specie, l´Homo floresiensis. Ma altri autori proposero in alternativa che i crani appartenessero a moderni umani afflitti da macrocefalia, una malattia congenita che implica un limitato accrescimento del cranio.

Ora, Morwood, Brown e colleghi, sostengono che nel 2004 furono portate alla luce altre braccia, gambe, mandibole, piedi e ossa delle dita come anche una scapola e vertebre, che innalzerebbero a 9 il numero stimato di individui rappresentati a Liang Bua e gettando dubbi sulle interpretazioni alternative. Analisi della seconda mandibola mostrano che è molto simile alla prima, e manca di una sporgenza che è caratteristica tipica dell´Homo Sapiens, anche dei soggetti affetti da macrocefalia. E studi ulteriori delle ossa del braccio e della gamba confermano che l´H. Floresiensis era alto circa un metro e aveva braccia lunghe. I moderni adulti pigmei hanno braccia e gambe proporzionati alla loro statura. "Possiamo ora ricostruire le dimensioni del corpo con un buon livello di certezza" scrivono i ricercatori sul numero del 13 ottobre di Nature.

Quando il team pubblicò il suo primo rapporto sull´H. floresiens, propose che si trattasse di un discendente nano dell´Homo erectus, che potrebbe essere arrivato sull´isola centinaia di migliaia di anni prima e che evolse in un essere più piccolo per la mancanza di predatori e le risorse limitate. Flores aveva già rivelato ai ricercatori specie animali dallo sviluppo piuttosto insolito, come ratti giganti ed elefanti in miniatura, ora estinti. Queste nuove scoperte rivelano somiglianze al molto precedente Australopithecus afarensis, che visse in Africa, mettendo in dubbio la possibilità che il piccolo popolo di Flores discendesse da un ominide ancora sconosciuto, precedente all´ H. erectus.

Invece, l´H. Floresiensis sembrerebbe essere una nuova specie, ammettono gli autori, malgrado la sua genealogia rimanga un mistero. Ma solo una piccola parte del sito è stata scavata sino ad ora e gli scienziati sperano che ulteriori esplorazioni e ricerche risponderanno alle molte risposte insolute.

TAG: Mistero

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