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3 Marzo 2008 ARCHEOLOGIA
La Provincia di Como
Camera d´Ambra cercasi. L´ultimo segreto nazista
tempo di lettura previsto 5 min. circa

In questi giorni si scava e molto in un piccolo villaggio tedesco, sui monti metalliferi che sorgono a poca distanza dal confine con le repubblica Ceca. Grandi trivelle, sonde supersofisticate, perfino telecamere capaci di scrutare nelle viscere della terra. Vicino ronzano le telecamere della Cnn, attorno centinaia di persone che aspettano e aspettano. Fra questa gente però ci sono due personaggi che non nascondo la loro tensione, ma anche l´entusiasmo e la convinzione che alla fine avranno ragione loro. Sono il sindaco del paesino che ospita gli scavi, Deutschneudorf, Heinz Peter Haustein e l´altro uomo della grande avventura, Christian Hanish.

L´OTTAVA MERAVIGLIA? Cosa aspetta tutta questa gente e con loro il sindaco e il suo amico? Aspettano di portare alla luce una dei più grandi tesori mai esistiti, che qualcuno avrebbe voluto inserire tra le meraviglie del mondo, l´ottava: la famosa Camera d´Ambra.

Come tutti i tesori sospesi fra realtà e mito, la Camera d´Ambra è sparita tra guerre e predazioni, ha un valore inestimabile, si nutre di leggende e attese. Fu realizzata nel 1699 durante la ricostruzione del palazzo reale di Berlino su proposta dell´architetto Andreas Schluter a re Federico I di Prussia. Fino ad allora il minerale preziosa era stato usato per abbellire e decorare. Quella volta invece fu impiegato per la costruzione di un´intera stanza, per i suoi arredi. E in più altri materiali preziosi, a partire - ovviamente - dall´oro e dall´argento.

Ma la Camera d´Ambra ebbe anche un grande significato diplomatico, segnando l´amicizia fra la Prussia e la Russia. Innanzitutto venne smontata dopo qualche anno, quando a Berlino salì al trono Federico Guglielmo che la fece smontare e mise in pezzi da parte. Ma nel 1716 proprio quei pezzi furono donati allo zar Pietro I di Russia in cambio si un robusto contingente di soldati, ma anche di esperti militari e scienziati che finirono a studiare a Potsdam.

TESORO ZARISTA Una volta in Russia, la Camera d´ambra riprese le sue "sembianze" a Tsarkoe Zelo, una delle residenze zariste a poca distanza da Pietroburgo.

Nel frattempo e negli anni che seguirono, la maestosa e opulente realizzazione venne cambiata, arricchita anche, ritoccata fra specchi, arredi, mobili, con qualche sottrazione ma anche aggiunte di ambra.

Lì comunque rimase finché la follia delle seconda guerra mondiale non sconvolse l´Europa e la Russia, anzi l´Unione sovietica di Stalin. Leningrado era assediata e qualcuno tra gli ufficiali della Werhmacht, ma forse fra i fedelissimi ufficiali nazisti, colse che quella struttura sarebbe stato uno degli ideali bottini d´arte che Hitler suggeriva di razziare ovunque, a onore del Reich. I primi a rendersi conto di essere incappati in un luogo dal valore inestimabile, furono alcuni soldati che il 17 settembre del 1941 arrivarono nel palazzo imperiale di Tsarkoe Zelo. La scoperta fu causale, ma la vista di quella stanza completamente ricoperta da pannelli di ambra lavorata finemente, con fregi in legno, specchi e mosaici, segnati dall´oro e dall´argento e la bellezza di 565 candelieri, convinse subito gli ufficiali che il posti di quel tesoro non era lì.

LA SPARIZIONE Così la Camera d´Ambra venne smontata ancora una volta e a bordo dei pesanti Junkers 52 prese la strada della Germania. Sembra che la Camera sia stata rimontata nel museo di Koenigsberg, sul Baltico, ma intanto con l´avvicinarsi del disastro, il tesoro venne smontato. E sparì nel nulla.

Non è la prima volta che le presunte tracce della Camera d´Ambra spuntano qua e là. Dopo la fine della guerra la sua presenza fu segnalata in tanti luoghi fra navi affondate, vecchie miniere, perfino in isole sperdute nel Pacifico e in Sudamerica.

Una caccia al tesoro, a questo come a molti altri fatti sparire dai nazisti, che si è sempre mossa tra pochi elementi reali e tante leggende, tra le segnalazioni dei servizi segreti di Est e Ovest e storie in bilico tra Indiana Jones e Corto Maltese.

FU DISTRUTTA? In un libro, uscito nel 2005, scritto da due giornalisti inglesi, Catherine Scott-Clarke e Adrian Levy, si sostiene un´altra tesi: portata a Koenigsberg, la Camera d´Ambra sarebbe stata semplicemente distrutta dai bombardamenti dei sovietici che assediavano la città. Forse alcune parti, recuperate tra le macerie del museo, potrebbero essere state portate vie, ma la gran parte del tesoro sarebbe andata perduta. La riprova l´avrebbe data una commissione d´inchiesta, inviata a Koenigsberg - che nel frattempo, conquistata dai sovietici, era stata ribattezzata Kaliningrad- la quale, sotto la guida dell´esperto Aleksandr Brusov, dopo aver esaminato le macerie e ascoltato diverse testimonianze, giunse alla conclusione più nefasta.

Oggi però la storia sembra aver preso un´altra piega grazie al "suggeritore" del sindaco di Deutschneudorf, quel Christian Hanisch. Figlio di un marconista della Luftwaffe - l´aeronautica del

Terzo Reich -, l´uomo da dieci anni sostiene che suoi padre gli raccontò l´agonia del fronte orientale, sotto la pressione crescente delle truppe di Stalin. E gli raccontò anche che nella rotta militare, ci fu chi pensò bene di mettere in salvo i tesori "conquistati", la Camera d´Ambra e gli altri. Così i pannelli, gli arredi, i 565 candelieri e tutto il resto furono chiusi, con tutte le precauzioni e le protezioni, in casse con lo stemma del Reich stampigliato sopra. Quindi imbarcati sugli aerei da trasporto - dove lavorava il padre di Hanisch e portati in qualche punto della Germania. «Qui a Deutschneudorf» sostengono il sindaco e appunto Christian Hanisch.

TRACCE SOTTOTERRA Nel terreno sondato a lungo qualcosa ci sarebbe: le sonde e i rilevatori avrebbero individuato nel terreno, a una ventina di metri di profondità, una grande quantità di materiale. I cacciatori del tesoro si dicono sicuri che gli strumenti hanno individuato molto oro e argento. Sull´ambra glissano, nessuno strumento sarebbe in grado di rilevarla a così grande distanza, ma su tutta la vicenda continuano ad aleggiare le leggende che hanno accompagnato la caduta del nazismo. Nei prossimi giorni si dovrebbe sapere se Hanisch aveva ragione, se la commissione d´inchiesta sovietica ha voluto coprire la razzie venute anche dall´Est, oppure se qualcuno ha preso troppo sul serio Indiana Jones e la sua ricerca dell´Arca Perduta.

TAG: Nazismo, Musei

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