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25 Aprile 2005 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
La storia perduta nella polvere
tempo di lettura previsto 3 min. circa

Il regime di Saddam Hussein è crollato, e la coalizione guidata dagli Stati Uniti non è riuscita a prevenire i crimini contro la storia.

Saccheggiatori professionisti collegati alla mafia internazionale di antichità sono riusciti a rompere alcune delle porte sigillate delle sale di conservazione del Museo di Baghdad.

Hanno prelevato reperti di valore incalcolabile, come l´intera collezione del museo di sigilli ed un grande numero di antiche incisioni d´avorio assire.

Più di 15, 000 oggetti sono stati prelevati, molti dei quali trasportati immediatamente fuori dall´Iraq e rivenduti illegalmente.

Ad oggi, 3, 000 di essi sono stati recuperati a Baghdad, alcuni restituiti da comuni cittadini, altri recuperati dalla polizia. Più di 1, 600 oggetti sono stati sequestrati nei paesi circostanti, circa 300 in Italia e più di 600 negli Stati Uniti.

Per la maggior parte degli oggetti rubati non esiste documentazione, ma alcuni collezionisti privati nel Medio Oriente ed in Europa hanno ammesso di possedere oggetti che recano le iniziali IM (Numero d´inventario del Museo Iracheno).

Un numero sempre crescente di siti web offre reperti mesopotamici, risalenti anche a 7, 000 anni or sono.

Senza dubbio, sono più i pezzi falsi che quelli autentici, ma la sola esistenza di un simile mercato ha alimentato i saccheggi dei siti archeologici nel sud dell´Iraq.

Il quadro è desolante. Più di 150 città sumere databili al IV millennio a.C., come Umma, Umm al-Akkareb, Larsa and Tello, sono ormai distrutte, trasformate in paesaggi lunari, tempestati di scavi e pezzi di ceramiche e mattoni rotti.

Se adeguatamente scavate queste città, che coprono una stima di 20 km quadrati potrebbero aiutare a comprendere lo sviluppo della razza umana. Ma i saccheggiatori hanno distrutto gli antichi monumenti, cancellando la storia della regione nella loro instancabile ricerca di sigilli cilindrici, sculture o di tavole cuneiformi che vengono poi vendute sul mercato illegale per pochi dollari.

Le condizioni di estrema povertà degli abitanti della regione hanno inevitabilmente contribuito a dare al fenomeno proporzioni incontrollabili. Tutti scavano alla ricerca di reperti.

"Un sigillo cilindrico o una tavoletta cuneiforme vale circa 50$ per i saccheggiatori" spiega l´archeologo responsabile del distretto di Nassiriya, Abdul Amir Hamadani.

"E´ un disastro che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, ma per cui non possiamo fare quasi niente. Con l´aiuto di 200 nuovi ufficiali di polizia reclutati di recente stiamo tentando di arginare il fenomeno, pattugliando i siti più spesso possibile.

"Ma siamo soli. I carabinieri italiani sono la sola forza di coalizione che ha lavorato attivamente sul problema per alcuni mesi. Pattugliavano la regione da terra e dal cielo. Ma ora hanno interrotto le loro operazioni e ci aiutano semplicemente ad addestrare poliziotti e guardie."

A ciò si devono aggiungere i danni causati, loro malgrado, dalle stesse forze di coalizione nei siti archeologici utilizzati come basi militari. La situazione peggiore si è avuta nell´antica città di Babilonia. I veicoli militari americani hanno frantumato pavimenti di mattoni di 2, 600 anni or sono, frammenti archeologici sono sparsi ovunque al sito, più di 12 trincee sono state scavate in antichi depositi ed i movimenti terrestri dei militari hanno irreversibilmente contaminato l´area.

"Aggiungete a questo il danno causato a nove delle figure di mattoni intagliate dei dragoni nel Portale di Ishtar da persone che tentavano di rimuovere i mattoni dai muri"

E non vi sarà fine a questi problemi, fino a che i leader politici non prenderanno la decisione politica di considerare l´archeologia una priorità.